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    Un fiore ricamato per il mese di gennaio

    18 Febbraio, 2020

    Vi racconto di un nuovo progetto che mi è venuto in mente per allenare creatività e rigore: ogni mese disegnerò e ricamerò un fiore diverso. E ve lo racconterò.

    Per non perdere il rigore necessario all’allenamento della creatività ho pensato a un progetto particolare: ogni mese disegnerò e ricamerò un fiore diverso. Il mio scopo sarà quello di determinare una ritmica nel “pensare” e nel realizzare i miei lavori, per evitare che il mio tempo sia scandito solo dagli impegni o da ingombranti stanchezze.

    Con questa attività vorrei anche nutrire la mia ricerca in quanto insegnante. E’ vero che ho studiato e sto studiando percorsi formativi nella broderie d’art in un’ottica didattica che non ho intenzione di modificare nel breve, ma è altrettanto vero che la broderie d’art offre infiniti strumenti per diventare coraggiosi esploratori di forme e materiali. E io desidero approfittarne…

    I miei fiori non avranno nome. Non cercherò di creare copie di fiori esistenti nella sistematica conosciuta, mi lascerò invece ispirare dai materiali e dai colori. Sicuramente saranno tutti fiori immaginari. E ciascuno sarà indipendente e staccabile dalla tela sulla quale verranno ricamati per essere poi portati altrove.

    Non ho ancora deciso cosa farò di ognuno di questi fiori. Non so nemmeno quanti ne realizzerò, questo progetto è tutto un divenire. Perciò passo subito a raccontarvi del mio primo esperimento per il mese di gennaio.

    dettaglio sul fiore di gennaio

    L’idea mi è venuto quando ho deciso di fare pace con le paillettes. Come tutte le mie allieve sanno, e come non è difficile intuire dal tipo di lavori che realizzo, la paillette non è proprio il mio materiale privilegiato. Era infatti moltissimo che non la utilizzavo e ho pensato che questo esperimento potesse aiutarmi a ritornare ad allenare le dita sgranando queste simpatiche meraviglie di … plastica. Forse è proprio per questo che non le amo molto: cerco di essere, in modo più o meno consapevole, plastic free da molti anni, dal mio periodo francese. Anche se non sono mai stata una rigorosa osservante, ho sempre cercato di utilizzare la plastica il meno possibile.

    Ma questa è una plastica che non si butta, è una plastica preziosa. Questi frammenti di plastica dalle mille sfumature e rifiniture vengono sgranati e posizionati uno a uno come il più prezioso dei cristalli. Questa plastica sono certa che resterà nella sembianza di fiore come una preziosa “pezza” tra le cianfrusaglie di un mercatino vintage.

    Ma torniamo al fiore di gennaio. Ho iniziato lasciandomi ispirare da un fiore che ho imparato a realizzare durante il mio percorso di formazione professionale all’Ecole Lesage. Quindi in questo primo esperimento non sono stata per nulla originale nel disegno… Ho invece puntato tutto sull’esplorazione dei colori pur sapendo che in quanto a paillettes la mia disponibilità cromatica è piuttosto limitata. La sfida è stata grande.

    schema del fiore di gennaio

    Ho disegnato fiori di due dimensioni diverse per esplorare le modalità di applicazione delle paillettes in convergenza su aree anche piuttosto piccole. Ogni fiore è circoscritto da una serie di perline in linea che costituiscono il punto di appoggio delle paillettes in écailles in applicazione convergente. Il centro, anch’esso circoscritto da una serie di perline in linea, è riempito con catenella in filato metallico e con raggi di perline sempre in linea. Il tutto al crochet de Luneville.

    All’esterno del bordo di perline ho ricamato un birello, o un cordoncino, se preferite, sempre al crochet, che resta semi-nascosto dalle perline. Questa è la tecnica che permette di rendere il mio soggetto “staccabile”, di realizzare vuoti e pieni o di applicare praticamente qualsiasi materiale di natura tessile.

    tecniche utilizzate per la realizzazione del fiore di gennaio

    Ricamando mi sono soffermata su due “pensieri”, tra gli altri mille che affollano normalmente la mente di una ricamatrice all’opera.

    Il primo pensiero è stato il realizzare che la mia disponibilità di paillettes in termini di finiture e colori è davvero scarsa e sono quindi corsa ai ripari. Ho acquistato un piccolo stock (in condivisione con alcune mie allieve che ringrazio) di paillettes a finitura trasparente e a sfumature tenui da Paillettes & Broderies, il mio fornitore ufficiale. La finitura trasparente, tra le molte altre, appare ai miei occhi la più delicata e la meno eccentrica, più in linea con il mio stile. Vi dico tutto questo solo per dirvi che, in un’ottica didattica, saprò raccontarvi qualcosa di più su questo tipo di materiali una volta che avrò cominciato ad usarli con maggior determinazione.

    Il secondo pensiero lo esprimerei semplicemente così: questi soggetti floreali mensili potrebbero trasformarsi in un progetto futuro, per chi ha già imparato ad utilizzare il crochet. Una possibilità per migliorare le proprie abilità creative nella broderie d’Art, senza necessariamente intraprendere un percorso formativo impegnativo. Mmmm ci penserò meglio… un “workshop a tema floreale”… perché no?

    Un’ultima cosa: sono in ritardo nel pubblicare il post, come sempre, ma non nel ricamare. Il progetto di febbraio è già avviato! Vi farò sapere al più presto, promesso.

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