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    Le gazze di Elisa: il ricamo per una stola

    12 maggio, 2019

     Elisa è un’amica che prima di ogni cosa ha creduto al mio progetto. E per dimostrarlo, oltre alle parole, mi ha chiesto di ricamarle una stola. L’ho fatto con gioia, riconoscenza e gratitudine: questo è il risultato.

    Le gazze sono un elemento simbolico importante per Elisa e quando mi ha chiesto di ricamarle non le ho chiesto di svelarmi quello che intendeva custodire, a patto che mi aiutasse a disegnarle e che mi trovasse le parole adeguate per accompagnarle.

    Le parole le sono venute subito; Elisa ama molto questa filastrocca inglese. Anche in questo caso non mi ha svelato ciò che per lei rappresentano queste parole ma, conoscendola un pò, mi sono fatta la mia idea. Più immaginavo di ricamarle e più mi rendevo conto che questa stola era in potenza proprio la “stola di Elisa”.

    One for sorrow
    Two for joy
    Three for a girl
    Four for a boy
    Five for silver
    Six for gold
    Seven for a secret, never to be told

    Prima di stendere il progetto su carta Elisa mi ha dato qualche bozza di disegno che aveva elaborato. Si trattava di gazze in differenti momenti: a riposo, in volo, in osservazione e in amore. Io ci ho messo del mio: le ho tutte riprodotte definendo le aree “chiuse” in modo da definire i punti e i materiali da impiegare per dare forma e consistenza a ciascun elemento.

    Per la progettazione del disegno ho lavorato in quattro fasi: ho identificato bene i tratti e ho rielaborato le diverse bozze delle gazze, ho ricalcato ciascuna di esse su carta oleata e ne ho definito le aree cromatiche, le ho disposte seguendo la mia personale intenzione armonica su un foglio di carta da disegno delle dimensioni 120 x 50 ed, infine, ho disegnato le parole della filastrocca in una definitiva riorganizzazione degli spazi.

    Elisa mi aveva raccomandato di mantenere tutto sul bianco e nero quando mi ha portato l’organza di seta grigio chiarissimo sulla quale lavorare. Ma non ho resistito alla necessità di aggiungere qualche piccola nota di colore che, a mio avviso, ha aggiunto una giusta dose di luce e gaiezza necessari.

    Alle gazze ho riconosciuto una piccola sfumatura blu notte nella coda (applicate in linea) e in parte della pancia (applicate en vermicelle) che ho enfatizzato con delle perline ceche in vetro trasparente (taglio a tre faccette, 12/0). Ho aggiunto una sfumatura di giallo/arancio a punto catenella in cotone (Fil dentelle, Fil au Chinois) al becco che, anche se poco realistico per delle gazze, mi è sembrato necessario per far trasparire la loro naturale simpatia. Il capo e parte del petto li ho riempiti con punti concentrici a catenella in cotone nero (Fil dentelle, Fil au Chinois), mentre il resto del petto e del corpo li ho colorati con rocailles nere opache (12/0) applicandole en vermicelle. Le stesse perline le ho applicate anche sulla coda in linea. La pancia e la parte superiore delle ali le ho invece ricamate con la mia seta del cuore, quella giapponese di carme espriu nel colore bianco. Per le zampe ho utilizzato per la prima volta un cotone arricchito di un lamé oro (Brillo di Aurifill) che avevo trovato per caso in una merceria qualche tempo fa e che mi aveva affascinato moltissimo.

    Questo filato è davvero bello da utilizzare con il crochet perché non si sfilaccia ed è veramente morbido. Lo consiglio con passione. E’ solo piuttosto difficoltoso da trovare al dettaglio: pensate che è prodotto a meno di cinque chilometri da casa mia e mi tocca farlo arrivare dalla Toscana…

    Le parole della filastrocca le ho invece ricamate con un poliestere senza nome che ho trovato qualche tempo fa in internet. Morbidissimo e lucidissimo, fa parte di una “scorta” di 100 colori che ho trovato quasi per caso e che ho voluto provare per verificare l’effetto poliestere nel ricamo al posto della seta.

    Ora questa organza ricamata è in sartoria dalla mia amica e maestra Laura nell’attesa di essere montato per poter diventare a tutti gli effetti la “stola di Elisa”. E proprio qui, in questo mio personale quanto amato spazio di condivisione, desidero ringraziare Elisa per avermi dato la sua fiducia e, soprattutto, per avermi dato il tempo di progettare, ricamare e realizzare senza fretta.

    Questa stola è il frutto del lavoro di un intero anno di piccoli spazi rubati ad un quotidiano in divenire che ha richiesto tutta la mia concentrazione e il mio impegno. Ricamando la “stola diElisa” ho immaginato corsi, progettato lavori, impostato e realizzato percorsi formativi per allievi di scuole di moda e autodidatti, ho sviluppato idee e realizzato fiere ed eventi, ho partecipato ad una ristrutturazione di un gruppo di lavoro di una società di consulenza informatica e ho insegnato sartoria e ricamo in una cooperativa di riabilitazione psichiatrica.

    Questo solo per ricordare che i ricami sono veri #esercizidilentezza oltre che essere autentici #esercizidibellezza. Ma di tutto questo vi parlerò poco a poco.

     

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