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    Al Conservatoire de Broderie de Luneville per imparare ad utilizzare il famoso uncinetto da ricamo francese

    24 maggio, 2018

    Il castello di Luneville

    Nonostante mi fossi formata al ricamo per la moda utilizzando l’uncinetto classico restavo affascinata dal mitico “crochet de Luneville”. Così ho imparato ad utilizzarlo proprio a Luneville: quando si tratta di identità e patrimonio culturale i francesi sono davvero imbattibili.

    Correva l’estate del 2016 e per varie e fosche ragioni, non c’era modo di pensare alle vacanze. Ero talmente concentrata nel delineare i contorni del mio percorso lavorativo da non sentire l’esigenza di andare a riposare da qualche parte, stavo progettando… Progetto “di massima”, sia chiaro; per passare alla fase successiva di progettazione “esecutiva” sarebbe dovuto trascorrere ancora del tempo … Ma cambiare aria fa sempre bene e in qualche modo era necessario, così ho immaginato di cogliere una formidabile occasione per imparare qualcosa di nuovo.

    Nella lista quasi infinita dei corsi che desideravo seguire ce ne era uno che spiccava per urgenza: imparare ad utilizzare il crochet de Luneville  per aggiungere un tassello ulteriore alle mie capacità nella broderie d’art. Avevo infatti seguito nella primavera appena passata il corso di ricamo da Pino Grasso a Milano e avevo appreso le fondamentali tecniche di applicazione e posa di materiali come perline, paillettes e cristalli da impiegare prevalentemente nel campo della moda e del costume. In questo corso però l’applicazione del materiale viene insegnata utilizzando un uncinetto classico, secondo una tradizione tipicamente italiana (se ti interessa conoscere di più su questa esperienza ne ho parlato in questo post).

    Ma come imparare ad utilizzare questo mitico crochet de Luneville? A Luneville, ovviamente, e così la ricerca è iniziata. Ma in questo caso è stato davvero facile: come accade da sempre, i francesi sono un bel pezzo avanti nella custodia e nella valorizzazione del loro patrimonio culturale. A Luneville esiste il Conservatoire des Broderies de Luneville, un luogo immaginifico, un castello dove è stata istituita una scuola dal 1999 per tramandare i saperi legati all’utilizzo del famoso uncinetto.

    Uncinetto di Luneville con punta da 80 e da 100

    Per imparare ad utilizzare questo uncinetto bisognava partire dalle origini: la tecnica classica viene chiamata Point de Luneville e si realizza con filato di cotone su tulle di cotone per manufatti che danno un’impressione generale di “merletto”, pur non essendolo ovviamente. Sottovoce raccontano di maestria e finezza, precisione ed eleganza indiscusse.

    A Luneville ci sono arrivata in circa due ore di treno veloce dalla Gare de l’Est di Parigi, nel primo pomeriggio di domenica. La cittadina e il centro storico, entrambi bellissimi nelle architetture in apparenza decadenti, mi hanno raccontato di un passato non lontano di abbandono, probabilmente a causa della chiusura di diverse industrie, compresa quella delle maioliche per le quali la zona è rinomata. Ma è la presenza del castello in centro che ridona alla cittadina il lustro che merita: fu iniziato all’inizio del 1700 e presenta nella sua parte frontali due ali a coronare un bellissimo cortile e sul retro i giardini del Parc des Bosquests, luoghi meravigliosi di pace e colore, una piccola Versailles…

    Veduta sul giardino del castello di Luneville a sera dal Parc des Bosquets

    Un posto perfetto per pensare e … ricamare. I corsi sono strutturati e gestiti dall’associazione del Conservatoire e l’insegnante è la gentilissima Aude Rémi che prende molto a cuore e seriamente il suo lavoro di maestra e di custode di una tradizione antica e preziosa. E’ originaria proprio di Luneville e si è formata al ricamo da sempre (dovete sapere che in Francia il ricamo è considerato davvero una cosa seria tanto che, essendo riconosciuto come uno sbocco professionale non meno nobile di altri, è stato previsto un percorso di scuola secondaria superiore con tanto di diploma in un mestiere definito “d’arte”).

    Qualche informazione pratica irrinunciabile: i corsi sono organizzati quasi tutte le settimane e praticamente si può andare quando lo si desidera. Le classi sono strutturate in maniera tale che Aude non segua più di quattro-cinque persone alla volta, ognuno con il suo percorso formativo specifico a seconda della tecnica scelta e del livello da perseguire. Si può imparare la tecnica classica, la tecnica della broderie perlée e la cosiddetta broderie d’art. Quando ho seguito il corso c’era anche una ragazza che si stava formando alle tecniche base del ricamo in oro.

    Il sito del Conservatoire des Broderies de Luneville è molto chiaro e dettagliato, però è in lingua francese… Credo che la formazione si possa tenere anche in inglese ma non ne sono sicura. Ma se posso dire la mia, in fondo, forse, padroneggiare una lingua straniera nella trasmissione di un mestiere manuale non è poi così fondamentale … Il Conservatoire, inoltre, mette a disposizione la possibilità di dormire in una struttura convenzionata in centro, a cinque minuti a piedi dal castello. Servizio del quale io ho usufruito ad un prezzo veramente onesto e democratico, dormendo in una struttura comoda, pulita e custodita da persone gentili e disponibili: basta chiedere direttamente ai referenti dell’associazione durante l’iscrizione. Per questa fase però vi è necessario un po’ di francese.

    E così si è compiuta la mia settimana di esperienza solitaria di formazione e silenzio, scandita da passi dolci e regolari, da nuovi ritmi che hanno affinato la mia percezione al sapore della lentezza.

    Sveglia al mattino presto, passeggiata in centro storico, colazione con caffè e pain au raisin al bar di fronte al castello, col volto orientato a est e gli occhi illuminati dal sole, tre ore di ricamo lento, pranzo con panino nei giardini del castello, tre ore di ricamo lento, scrittura compensatoria tra i fiori, passeggiata serale e cena. Nessun divertimento o esperienze euforiche particolari, perché il rilassamento solitario alle terme lo considero anch’esso di momento di riflessione e silenzio. Ritmi lenti ai quali mi ero disabituata da qualche anno a causa della mia incapacità a tenere a bada i ritmi incalzanti della città.

    Per imparare questa tecnica si apprende il point de Beauvais, un punto catenella eseguito con l’uncinetto anziché con l’ago, su tulle. La tecnica si arricchisce di molti punti compositi, definiti “a giorno”, a seconda delle direzioni realizzazione sui fori del tulle che vanno a formare geometrie differenti. Ma sempre di punto catenella si tratta, per cui l’importante è acquisire una veloce e precisa manualità nell’eseguirlo. Io ho realizzato un piccolo manufatto costituito da un fiore all’interno di una piccola cornice, per imparare la catenella semplice realizzata in varie direzioni, due diversi punti a giorno e il “point riche” che ha lo scopo del nostro punto cordoncino o birello. Il corso viene corredato di una dispensa veramente ben concepita e realizzata che mi permette ancora oggi in un qualsiasi momento di riprendere le informazioni e rinfrescarle nella memoria così come le ho imparate.

    Manufatto realizzato al corso di Ponit de Luneville (diametro 20 cm circa)

    Ed è così che anime inquiete come la mia si ritemprano, si risollevano e intravedono nuove porte da aprire e curiosità da sbrigliare. Di questa bella settimana ricorderò il tepore delle estati del nord, la luce leggera e generosa del mattino, i colori dei giardini e i silenzi delle acque. Ricorderò il diario quotidiano, le parole ricercate, i pensieri inseguiti e i progetti custoditi. E i desideri che si sono delineati con sempre maggiore forza grazie alla tenacia dell’esercizio quotidiano della tecnica e dell’ascolto del cuore.

    Luneville, per tutto questo, è un luogo perfetto. Il point de Luneville, per tutto questo, è un esercizio perfetto. Il Conservatoire, per tutto questo, è una scuola perfetta.

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