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    La fiera del ricamo Manidoro di Bellaria

    14 maggio, 2018

    Quest’anno tra il 6 e l’8 di aprile si è svolta a Bellaria la fiera del ricamo Manidoro. Per me è stata la prima esperienza in una fiera di settore.

    Lo scorso venerdì 6 aprile sono stata al Palacongressi di Bellaria (RN) dove ha avuto luogo la fiera del ricamo Manidoro: ci sono restata per tutto il giorno e ho proprio avuto la sensazione di immergermi a fondo nella cultura del ricamo del nostro paese. La fiera si sviluppava su due piani: al piano terra si trovavano gli stand dei fornitori di materiali, attrezzature e libri, mentre al primo piano lo spazio era completamente riservato agli stand delle ricamatrici, delle associazioni o delle scuole di ricamo.

    Con l’intento e la prospettiva di avere, un giorno, anche io il “mio” stand, visitando la fiera ho cercato di:

    • osservare come le ricamatrici si accostano al pubblico, il modo in cui strutturano gli stand e quali offerte propongono;
    • scoprire se e come la broderie d’art sia conosciuta e proposta al pubblico;
    • esplorare le proposte di nuovi materiali.

    Muovendomi tra gli stand delle ricamatrici, sono stata catturata da quello della mia maestra di ricamo policromo su tulle Paola Matteucci che, con l’associazione “le Tullipans”, proponeva l’Ars Panicalensis e le sue evoluzioni. Lo stand era organizzato con uno stile essenziale e pulito, con sobrie varianti di colore su sfondo scuro e con l’esposizione di pochi meravigliosi manufatti. Ovviamente rivedere Paola è sempre un piacere e, dopo una lunga chiacchierata, ne ho approfittato per imparare qualche nuovo retino di fondo nella tecnica classica dell’Ars Panicalensis, partecipando al suo workshop.

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    Ho molto apprezzato anche lo stand del ricamo Bandera dell’associazione culturale “Il Quadrifoglio” guidata da Gisella Tamagno, un ricamo in lane policrome di origini piemontesi del 1600, utilizzato in prevalenza per abbellire manufatti per arredamento. Personalmente adoro maneggiare la lana e conosco la qualità delle lane proposte (Laine fine d’Aubusson); per questo, grazie ad  una sapiente selezione di ricami e la presentazione ordinata del campionario delle lane, lo stand appariva semplicemente bello e armonioso.

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    Un altro stand che mi è piaciuto moltissimo è stato quello di Anna Maria Vigo, maestra italiana indiscussa di punto raso o punto pittura. La delicatezza con la quale i ricami erano esposti mi ha davvero catturato: un’intera parete dello stand tappezzata di piccoli asciugamani in lino ciascuno con ricamato un fiore differente delle dimensioni di una mano, in una festa cromatica senza pari, un erbario maestoso e un potente messaggio di precisione, pazienza e gusto. Bellissimo: l’unico stand con molti manufatti a non essere caduto nella trappola dell’ordine apparente.

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    Non solo qualità dei manufatti, ma sobrietà e armonie cromatiche, ecco il segreto che mi porto a casa.

    Lo stand di Maria Vittoria Ogliara di Ricamo e Arte era l’unico a proporre ricami fatti con il crochet de Luneville e può quindi essere considerato il solo ad accostarsi al concetto di broderie d’art così come lo intendo io. Lo stand proponeva manufatti realizzati utilizzando sia il solo filato, sia applicando perline in vetro e paillettes. L’attività di Maria Vittoria è rivolta alla formazione, all’abbellimento di manufatti di sartoria e alla realizzazione di ricami su ordinazione; come lei stessa ha scritto sulla sua pagina Facebook, ha notato un vivace interesse di pubblico proprio nel contesto di Manidoro. E questa è una bella notizia.

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    Invece, sono rimasta un po’ delusa dall’offerta dei materiali per il ricamo: pochi fornitori e poche originalità in materia di filati, fatta eccezione solo per lo stand di Carme Espriu. Sono stata rapita dalle loro sete giapponesi, in tintura naturale, e dai loro filati metallici. Al momento della scrittura di questo post ho provato al crochet de Luneville tutti i filati che ho acquistato: le sete sono meravigliose, resistenti ed estremamente luminose: ad ora sono le migliori sete che mi siano passate tra le mani. Anche metallici sono bellissimi, nei colori e nella lucentezza, purtroppo piuttosto fragili nella tenuta al crochet.

    Cosa porto a casa oltre alle bellissime sete? La consapevolezza che per proporsi con il mio lavoro nella broderie d’art sarà necessaria un seria concentrazione e una grande focalizzazione all’obiettivo. Per questo motivo, dopo la fiera, mi sono ritirata nella natura per una settimana di silenzio e solitudine, per riflettere, sperimentare ed esplorare. Ho in mente quattro tipi di corsi: mi serve ancora un po’ di tempo per affinare il metodo, selezionare i migliori materiali ed elaborare la precisione delle grafiche. Ho bisogno ancora di un pochino di tempo…

    Intanto, mi preparo ad andare alla 6a edizione di “Fili Magici” a Vinovo (TO), dal 25 al 27 maggio, dove parteciperanno ricamatrici e ricamatori soprattutto dal Piemonte, ma anche da Francia ed Inghilterra.

    Con l’eccezione della prima, tutte le fotografie le ho “rubate” dai profili Facebook delle ricamatrici citate. Spero non me ne vogliano perché le mie fotografie erano davvero catastrofiche. Grazie!

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