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	<title>esperienza Archivi &#183; Miriam Cozzi</title>
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	<description>Atelier di Broderie d’Art</description>
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	<title>esperienza Archivi &#183; Miriam Cozzi</title>
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		<title>Come ho deciso di strutturare questo blog di ricamo e cosa ci potete trovare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[miriam]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Nov 2019 15:04:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[esperienza]]></category>
		<category><![CDATA[percorso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ecco come ho pensato di organizzare pensieri, esperienze e domande che riguardano questo infinito e meraviglioso mondo del ricamo. Perchè è vero che nessuno ne conosce ancora i confini, se ci sono ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://miriamcozzi.it/come-ho-deciso-di-strutturare-questo-blog-di-ricamo-e-cosa-ci-potete-trovare/">Come ho deciso di strutturare questo blog di ricamo e cosa ci potete trovare</a> proviene da <a href="https://miriamcozzi.it">Miriam Cozzi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-260" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/02/CHA_8913.jpg" alt="" width="4000" height="2670" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/02/CHA_8913.jpg 4000w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/02/CHA_8913-300x200.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/02/CHA_8913-768x513.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/02/CHA_8913-1024x684.jpg 1024w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/02/CHA_8913-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 4000px) 100vw, 4000px" /></h5>
<h5>Ecco come ho pensato di organizzare pensieri, esperienze e domande che riguardano questo infinito e meraviglioso mondo del ricamo. Perchè è vero che nessuno ne conosce ancora i confini, se ci sono &#8230;</h5>
<p>E&#8217; molto tempo che non scrivo, e in tanti mi avete chiesto se il mio percorso si fosse fermato. No, non si è fermato affatto. Solo che una serie di vicissitudini mi hanno richiesto di dedicare buona parte del mio tempo ad altro, oltre al ricamo.</p>
<p>Ora voglio riprendere a scrivere dopo molto. Farò ancora molta fatica a mantenere il ritmo perchè gli impegni non sono affatto diminuiti, ma ci voglio assolutamente provare. Ho così tanti racconti custoditi tra la mente e il cuore che non voglio più tenere tutto per me. Dovrò &#8220;solo&#8221; cercare di essere più efficiente&#8230;</p>
<p>Provo a spiegare che cos&#8217;è questo blog ai tanti &#8220;nuovi amici&#8221; che negli ultimi mesi hanno cominciato ad affiancare il mio cammino di ricerca. Questo blog è semplicemente il &#8220;luogo&#8221; che mi permette di condividere il frutto del mio cercare di questi ultimi anni riorganizzando pensieri, istanze ed esperienze secondo una mappa mentale in continua evoluzione. Il mio personalissimo modo di &#8220;fare ordine&#8221;.</p>
<p>I post della categoria “<strong>cultura</strong>” riguardano commenti e/o elaborazioni di pubblicazioni, articoli, tesi, commenti, video, conferenze, considerazioni di altri, con i quali mi sono imbattuta. Mi piacerebbe anche cominciare a raccontare di ricamatori i cui lavori trovo particolarmente emozionanti o più semplicemente ispiranti.</p>
<p>Nella categoria “<strong>materiali</strong>” provo invece a descrivere tutto ciò che mi capita tra le mani: filati, tessuti, perline, paillettes, strumenti, eccetera. Una personalissima opinione, ovviamente. Descrivo materiali che stimolano la mia curiosità, con l&#8217;intento di condividere consigli e perplessità con chi ne ha eventuale grande esperienza di utilizzo.</p>
<p>La categoria “<strong>pensieri</strong>” contiene racconti esclusivamente personali. Racconto il mio modo di osservare e intendere, il mio modo di fare esperienza, le mie sorgenti di ispirazione, il modo di manifestarsi della mia creatività e della mia curiosità. Spero di essere in grado di condividere emozioni e domande con chi sperimenta una passione dai contorni simili alla mia.</p>
<p>Nella categoria “<strong>reportages</strong>” vi parlo invece di tutte le mie esperienze &#8220;fuori-sede&#8221;. Racconto dei periodi di formazione intensiva che sperimento (corsi, workshop, convegni&#8230;) e delle visite a mostre, eventi o musei. Condividerò esperienze di viaggio e di scambio culturale particolarmente ispiranti sperando che possano in qualche modo aiutare chi desidera intraprendere un percorso in questo ambito.</p>
<p>Gli articoli della categoria “<strong>storia &amp; tradizione</strong>” raccontano delle mie ricerche inerenti la storia del ricamo in termini di evoluzione artistica e tecnica. Perché come ha detto Ferré nella sua introduzione a libro “<a href="http://www.museocaprai.it/ricerche.php">Ricamatori e Merlettaie</a>” di Cantagallo “[…] <em>mi sembra importate interpretare con forme e tecnologie nuove tutto ciò che nel tempo è già stato fatto</em>”. Cerco, infatti, costantemente, connessioni tra tecniche tradizionali e moderne.</p>
<p>Nella categoria “<strong>works</strong>” vi parlo invece dei miei lavori raccontandovi delle tecniche che passo a passo, punto dopo punto, imparo, approfondisco e quotidianamente esercito.</p>
<p>Da qualche mese ho aggiunto anche la categoria &#8220;<strong>corsi</strong>&#8221; dove provo ad approfondire caratteristiche e peculiarità della mia proposta formativa a chi desideri intraprendere un percorso nell&#8217;apprendimento della <em>Broderie d&#8217;art</em>.</p>
<p>E infine la categoria &#8220;<strong>eventi</strong>&#8221; dove cerco di informarvi (per tempo!) di tutte le iniziative intraprese nell&#8217;ambito del ricamo, in territorio prevalentemente italiano, che penso possano essere una interessante occasione di conoscenza, scambio o approfondimento.</p>
<p>Il tempo del blog sarà scandito dal ritmo del ricamo. E non viceversa.</p>
<p>Per cui questo sarà un racconto lento. Anche se spero un pò più veloce di quanto è avvenuto negli ultimi mesi!</p>
<p>Ovviamente tutti i vostri commenti, pubblici o privati, sono sempre ben accetti specialmente se ci aiutano a costruire un dibattito interessante e costruttivo.</p>
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		<title>Gli eventi del ricamo: Manidoro 2019</title>
		<link>https://miriamcozzi.it/gli-eventi-del-ricamo-manidoro-2019/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[miriam]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Apr 2019 18:09:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Reportages]]></category>
		<category><![CDATA[artigiani]]></category>
		<category><![CDATA[broderie d'art]]></category>
		<category><![CDATA[crochet de Luneville]]></category>
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		<category><![CDATA[tecniche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Manidoro Fiera del Ricamo è per molte ricamatrici e appassionate uno degli eventi imperdibili di ogni anno. Anche quest&#8217;anno, la quinta edizione di Manidoro si svolgerà al Palacongressi di Bellaria Igea Marina (RN) nelle date di venerdì 5, sabato 6 e domenica 7 aprile 2019. Il tema di questa edizione è il Medioevo. Scopo di questa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-1739 aligncenter" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2019/04/Schermata-2019-04-02-alle-19.33.04.jpg" alt="" width="599" height="598" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2019/04/Schermata-2019-04-02-alle-19.33.04.jpg 599w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2019/04/Schermata-2019-04-02-alle-19.33.04-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 599px) 100vw, 599px" /></p>
<h5>Manidoro Fiera del Ricamo è per molte ricamatrici e appassionate uno degli eventi imperdibili di ogni anno.</h5>
<p>Anche quest&#8217;anno, la quinta edizione di Manidoro si svolgerà al <strong>Palacongressi di Bellaria Igea Marina</strong> (RN) nelle date di <strong>venerdì 5, sabato 6 e domenica 7 aprile 2019. </strong>Il tema di questa edizione è il <strong>Medioevo.</strong></p>
<p>Scopo di questa fiera è, come nell&#8217;intenzione delle fondatrici, di preservare e diffondere l’arte antica, e allo stesso tempo attuale, del ricamo. Per questo è atteso chiunque abbia desiderio di scoprire questo mondo, la sua straordinaria varietà e i molteplici talenti che abbiamo in Italia. Avremo la possibilità di gettare uno sguardo profondissimo e accurato sulla realtà del ricamo italiano sia che si tratti di recupero delle antiche tradizioni sia dello sviluppo di nuove tecniche e applicazioni.</p>
<p>Ci sarà anche la possibilità di acquistare materiali innovativi, originali o particolarmente pregiati.</p>
<p>Gli <a href="http://manidorofiera.it/espositori/">espositori</a> sono numerosissimi: associazioni, ricamatrici e ricamatori, scuole di ricamo, commercianti di prodotti di settore, editoria&#8230; anche dall&#8217;estero! Date un&#8217;occhiata alla pagina dedicata per farvi un&#8217;idea.</p>
<p>Numerose sono anche le possibilità di osservare i ricamatori al lavoro nel corso delle loro dimostrazioni. Anche io farò dimostrazioni al crochet de Luneville. Non proporrò workshop perché la tecnica richiede concentrazione, silenzio e &#8230; tempo e io sono da sola e non potrei lasciare lo stand per garantirvi tutto questo. Però sarò felice di darvi tutte le informazioni che vi sono necessarie per organizzare corsi di iniziazione e formazione dove desiderate in futuro. Parliamone!</p>
<p>Sarà però possibile seguire diversi <a href="http://manidorofiera.it/workshop/">workshop</a> per un piccolo &#8220;assaggio&#8221; di altre tecniche:  non dimenticate che a questo evento partecipano moltissime &#8220;maestre di filo&#8221;, che significa di comprovata bravura a livello nazionale. Non perdete l&#8217;occasione di conoscerle e di programmare la vostra formazione e/o il vostro perfezionamento.</p>
<p>Per tutte le informazioni pratiche necessarie all&#8217;organizzazione della vostra visita vi rimando alla <a href="http://manidorofiera.it/visitatori">pagina</a> specifica del sito.</p>
<p>E allora, semplicemente, vi aspetto!</p>
<p>A presto.</p>
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		<title>Prove su Hispellum: laboratorio di ricamo contemporaneo per apprendere una tecnica &#8220;vintage&#8221;</title>
		<link>https://miriamcozzi.it/prove-su-hispellum-laboratorio-di-ricamo-contemporaneo-per-apprendere-una-tecnica-vintage/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[miriam]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Mar 2019 18:46:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esplorazioni]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
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		<category><![CDATA[formazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La tecnica Hispellum, brevettata dall’artista Leandra Angelucci Cominaccini, artista futurista di Foligno attiva nella prima metà del &#8216;900, consiste nella&#160;preparazione di rotolini di tessuto e nella loro applicazione su un fabric di base. Ho svolto questo workshop lo scorso settembre, nel corso dell’esperienza a Valtopina, della quale vi ho parlato estesamente in questo post.&#160;Un’esperienza molto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1731" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2019/03/IMG_20190328_191852058.jpg" alt="" width="4608" height="3456" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2019/03/IMG_20190328_191852058.jpg 4608w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2019/03/IMG_20190328_191852058-300x225.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2019/03/IMG_20190328_191852058-768x576.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2019/03/IMG_20190328_191852058-1024x768.jpg 1024w" sizes="(max-width: 4608px) 100vw, 4608px" /></h5>
<h5>La tecnica <em>Hispellum</em>, brevettata dall’artista Leandra Angelucci Cominaccini, artista futurista di Foligno attiva nella prima metà del &#8216;900, consiste nella&nbsp;preparazione di rotolini di tessuto e nella loro applicazione su un <em>fabric</em> di base.</h5>
<p>Ho svolto questo workshop lo scorso settembre, nel corso dell’esperienza a Valtopina, della quale vi ho parlato estesamente in questo <a href="https://miriamcozzi.it/la-xviii-edizione-della-mostra-del-ricamo-a-mano-e-del-tessuto-artigianale-di-valtopina/">post</a>.&nbsp;Un’esperienza molto interessante, una tecnica per la quale, come vi accennavo, intravedo grandi potenzialità espressive.</p>
<p>Il workshop è stato ideato e condotto da Rosalba Pepi, del <a href="http://www.laboratoriotessilealice.it">Laboratorio Tessile Alice</a>, maestra di ricamo con grandi competenze nelle tecniche antiche, specialmente medioevali. Questa ricamatrice ha lavorato al recupero di questa tecnica, utilizzata nel <em>Laboratorio d&#8217;Arte Hispellum</em> di Foligno per la produzione di arazzi negli anni &#8217;30 del &#8216;900 di proprietà dell&#8217;artista Leandra Angelucci Cominaccini, cercandone una interpretazione contemporanea.</p>
<p>La tecnica in apparenza sembra piuttosto semplice: si tratta di produrre rotolini di tessuto e di fissarli su una tela di appoggio con un punto posato doppio seguendo la traccia di un disegno precedentemente concepito. Nel corso di questo workshop abbiamo &#8220;ricamato&#8221; una piccola foglia su disegno di&nbsp;Emanuela Micucci (La Congrega).</p>
<p>Ecco un piccolo racconto, in parole e immagini, di quelle due bellissime ore dello scorso settembre: il ricordo è ancora vivissimo nonostante il numero di mesi trascorsi.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1646" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_150905335.jpg" alt="" width="4580" height="3053" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_150905335.jpg 4580w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_150905335-300x200.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_150905335-768x512.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_150905335-1024x683.jpg 1024w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_150905335-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 4580px) 100vw, 4580px" /></p>
<p>Rosalba ci ha innanzi tutto fornito un kit, preparato con cura, nella grafica come nella qualità dei materiali. Abbiamo lavorato con piccoli lembi di tela di cotone piuttosto densa. Bellissima e delicata la scelta dei colori dei tessuti. Anche la piccola dispensa, sobria e chiara, conteneva tutte le indicazioni per eseguire il lavoro passo a passo, anche se la guida di un maestro, rimane per me un elemento imprescindibile nell&#8217;apprendimento qualsiasi tecnica di ricamo. Ma sull&#8217;importanza dei maestri e, in particolare su quella delle &#8220;mie&#8221; maestre, vi parlerò in modo approfondito in un post a venire.</p>
<p>Noi &#8220;allieve&#8221; abbiamo avuto la possibilità di &#8220;ricamare&#8221; delle bellissime foglioline avendo a disposizione anche una serie di piccole opere già completate per il confronto in continuo dei passi di lavorazione. La mia foglia si esprimeva principalmente nelle tonalità del verde chiaro.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1648" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_171501385.jpg" alt="" width="3861" height="2574" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_171501385.jpg 3861w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_171501385-300x200.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_171501385-768x512.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_171501385-1024x683.jpg 1024w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_171501385-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 3861px) 100vw, 3861px" />Stabiliti colori e forme da seguire secondo il disegno di riferimento, ho cominciato a produrre i rotolini di tessuto. Nessuna difficoltà particolare nella tecnica ma occorre davvero una discreta manualità, abituata a lavorare con le piccole cose e con la pazienza e la cura del dettaglio tipiche delle attività di ricamo.&nbsp;Ogni rotolino è stato poi &#8220;fissato&#8221; sul bordo esterno con una serie di piccoli punti, il più possibile fitti e nascosti, in maniera tale da bloccarne lo scioglimento, la &#8220;srotolatura&#8221;.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1647" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_163521148.jpg" alt="" width="4608" height="3072" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_163521148.jpg 4608w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_163521148-300x200.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_163521148-768x512.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_163521148-1024x683.jpg 1024w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_163521148-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 4608px) 100vw, 4608px" /></p>
<p>Dopodiché ho dato inizio alla fase di &#8220;posa&#8221; dei rotolini sul fabric di base, sempre seguendo il disegno tracciato a matita.</p>
<p>Ho compreso che per la produzione dei propri manufatti è necessario progettare il disegno e ritagliare dei pezzettini di stoffa di lunghezze coerenti con il tipo di disegno da realizzare. Tagliare in corso d&#8217;opera è piuttosto rischioso e occorre avere un buon occhio, oltre che a una manualità agile.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1650" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_175649301.jpg" alt="" width="4608" height="3072" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_175649301.jpg 4608w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_175649301-300x200.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_175649301-768x512.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_175649301-1024x683.jpg 1024w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_175649301-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 4608px) 100vw, 4608px" />Ovviamente due ore non mi sono state sufficienti per realizzare una fogliolina delle dimensioni del palmo della mia mano. Ho concentrato la mia attenzione nell&#8217;imparare qualche segreto relativo alla sequenza di posa dei rotolini finalizzata a nascondere il più possibile le estremità e ho avanzato molto lentamente, come mi è consueto.</p>
<p>Non ho nemmeno fatto in tempo a infilare il piccolo filo metallico nel picciolo della foglia (si dice così?) per consentirgli una &#8220;rigida&#8221; tridimensionalità. E nei saluti finali mi sono accorta che&#8230; ero quella più indietro!</p>
<p>Comunque ho completato il lavoro una volta rientrata a Milano, unendo anche qualche punto di ricamo classico.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1649" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_175540699.jpg" alt="" width="3763" height="2509" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_175540699.jpg 3763w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_175540699-300x200.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_175540699-768x512.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_175540699-1024x683.jpg 1024w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_175540699-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 3763px) 100vw, 3763px" /></p>
<p>Come già accennavo nel <a href="https://miriamcozzi.it/la-xviii-edizione-della-mostra-del-ricamo-a-mano-e-del-tessuto-artigianale-di-valtopina/">post</a> di Valtopina dello scorso settembre, nonostante l&#8217;apparente “taglio” grossolano, questa tecnica può rappresentare davvero qualsiasi tipo di immagine e, se si riesce a giocare con i diversi effetti che si possono ottenere dai diversi tipi di stoffa e da accostamenti cromatici intelligenti, si possono davvero creare opere di alto valore estetico, come ci ha insegnato Leandra Angelucci Cominaccini.</p>
<p>Questa tecnica ci insegna inoltre molto sull&#8217;arte del riciclo poiché è davvero possibile utilizzare qualsiasi tipo di &#8220;avanzo&#8221; tessile; l&#8217;estro artistico e il gusto per la bellezza faranno il resto. Chissà mai che il mondo del &#8220;<strong><em>sustainability fashion</em></strong>&#8221; qualche designer illuminato riesca a recuperare questa tecnica per farne davvero qualcosa di interessante&#8230;</p>
<p>Ad ogni modo in questi mesi si sono succeduti, sempre a cura del Laboratorio Tessile Alice, una serie di workshop relativi a questa tecnica: date un&#8217;occhiata alla loro pagina <a href="https://www.facebook.com/laboratoriotessilealice/">Facebook</a>. Per ora si sono svolti prevalentemente nel centro Italia. Se siete curiosi e vi interessa questa tecnica vi consiglio spassionatamente di partecipare ad uno di questi workshop: imparerete un sacco di piccoli segreti di una tecnica che, all&#8217;apparenza facile, potrà regalarvi grandi soddisfazioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://miriamcozzi.it/prove-su-hispellum-laboratorio-di-ricamo-contemporaneo-per-apprendere-una-tecnica-vintage/">Prove su Hispellum: laboratorio di ricamo contemporaneo per apprendere una tecnica &#8220;vintage&#8221;</a> proviene da <a href="https://miriamcozzi.it">Miriam Cozzi</a>.</p>
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		<title>L&#8217;educazione di una giovane lupa &#8230; ricamatrice</title>
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		<dc:creator><![CDATA[miriam]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Mar 2019 13:37:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://miriamcozzi.it/leducazione-di-una-giovane-lupa-ricamatrice/">L&#8217;educazione di una giovane lupa &#8230; ricamatrice</a> proviene da <a href="https://miriamcozzi.it">Miriam Cozzi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1689" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2019/03/IMG_20190310_121333921.jpg" alt="" width="4608" height="3456" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2019/03/IMG_20190310_121333921.jpg 4608w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2019/03/IMG_20190310_121333921-300x225.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2019/03/IMG_20190310_121333921-768x576.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2019/03/IMG_20190310_121333921-1024x768.jpg 1024w" sizes="(max-width: 4608px) 100vw, 4608px" /></p>
<h5>Vi segnalo alcuni libri che hanno costituito e costituiscono tutt&#8217;ora i riferimenti bibliografici fondamentali per la mia formazione in materia di ricamo.</h5>
<p>Era il 1994: mi mancava un esame alla laurea in geologia ed ero appena rientrata da tre mesi passati a 3000 metri di quota sul monte Etna per preparare la tesi. Oscillavo tra mente e cuore, tra cosa &#8220;dovevo&#8221; fare e cosa &#8220;desideravo&#8221; fare, senza in apparenza riuscire a trovare una soluzione per un compromesso accettabile.</p>
<p>Mi aggiravo come una tigre in gabbia nella mia casa bergamasca fino a trovare, apparentemente in maniera casuale, sul comodino della mia coinquilina di origini argentine il libro &#8220;<strong>Donne che corrono coi lupi</strong>&#8221; di <em>Clarissa Pinkola Estes</em>. Mi sono data malata per tre giorni e mi sono chiusa in casa per leggere, nutrendomi di quelle parole scritte come se non ci fosse un domani.</p>
<p>Qualcosa in me è cambiato per sempre in quei giorni: mi sono risollevata giurando a me stessa che nella vita avrei speso ogni singolo giorno a cercare di <strong>comprendere il mio desiderio autentico e a perseguirlo</strong>. Non sapevo ancora quanto fosse arduo percorrere quella strada ma la decisione era presa e sapevo che, nel mio piccolo, quello sarebbe stato un &#8220;per sempre&#8221;. Ma dovevo lavorare seriamente su me stessa, ancora una volta.</p>
<p>Ho incominciato ad educare questa &#8220;giovane lupa&#8221; che era nata tuffandomi nella <strong>bibliografia</strong> riportata in fondo al volume. Questo elenco di libri magnifici è stato per me uno scrigno di tesori ai quali attingere per delineare un possibile percorso e per identificare le parole che l&#8217;avrebbero caratterizzata.</p>
<h4>Leggere per lasciarsi dire dagli altri quello che da soli intuiamo ma non siamo in grado ancora di &#8220;dire&#8221;; usare le parole degli altri per scovare le nostre dentro di noi; percorrere il tracciato degli altri per scoprire come delineare e perseguire il nostro. Ecco il senso di un lavoro di ricerca bibliografica per me.</h4>
<p>E da allora ho sempre vissuto ogni nuova &#8220;svolta&#8221; accompagnandomi anche da una ricerca intellettuale. Leggendo, semplicemente. Anche la scelta di diventare &#8220;ricamatrice&#8221; qualche anno fa è stata accompagnata da diversi libri che hanno prima acceso e poi costantemente alimentato la mia curiosità intellettuale e la mia passione.</p>
<p>Condivido questi titoli nella speranza che possano esservi altrettanto utili nel vostro personale percorso di ricerca. Gli orientamenti che ho seguito sono quelli che vi avevo introdotto in questo vecchio <a href="https://miriamcozzi.it/il-ricamo-tecnica-simbolismo-geografia-e-arte-tutto-insieme-tutto-perfettamente-sinergico/">post</a> : la cultura, la tecnica e l&#8217;arte che sottendono il ricamo. Ritornerò sicuramente e presto a raccontarvi di questo lavoro di approfondimento progressivo che sta dando frutti davvero interessanti.</p>
<p>Ecco quindi i <strong>libri che vi consiglio</strong> per ognuno di questi tre ambiti per me fondamentali.</p>
<h5>La dimensione strorico-culturale</h5>
<p>Pamela Warner; EMBROIDERY &#8211; A history; B.T. Batsford Ltd, London 1991 (in inglese)</p>
<p>Claude Fauqe; LA BRODERIE &#8211; Splendeurs, mystères et rituels d&#8217;un art universal; Aubanel 2007 (in francese)</p>
<h5>La dimensione tecnica</h5>
<p>Anne Wanner, Jean Richard; PUNTI DI RICAMO; Textilmuseum St. Gallen 2014 (comparativo 4 lingue)</p>
<p>Jessica Jane Pile; FASHION EMBROIDERY &#8211; Embroidery Techniques and inspiration for haute-couture clothing; Batsford 2018 (in inglese)</p>
<h5>La dimensione artigianale, del &#8220;fatto a mano&#8221; con arte</h5>
<p>Guénolée Milleret; L&#8217;ATELIER DU BRODEUR &#8211; Dans les ateliers du luxe; Eyrolles 2016 (in francese)</p>
<p>Elisabetta Orsini; ATELIER &#8211; I luoghi del pensiero e della creazione; Moretti &amp; Vitali 2017</p>
<p>Questi libri sono fondamentali per me. Ma non è detto che lo debbano essere per tutti: si possono percorrere infinite strade di conoscenza secondo il proprio gusto e la propria curiosità. Non ci sono limiti all&#8217;apprendimento nel coltivare una passione: tutto può essere a suo modo necessario per arricchire il proprio orizzonte culturale e il proprio spazio di ricerca e approfondimento. Inclusa l&#8217;esperienza&#8230;</p>
<p>Ad ogni modo, se avete qualche consiglio bibliografico non aspettate a condividerlo: resto in attesa!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://miriamcozzi.it/leducazione-di-una-giovane-lupa-ricamatrice/">L&#8217;educazione di una giovane lupa &#8230; ricamatrice</a> proviene da <a href="https://miriamcozzi.it">Miriam Cozzi</a>.</p>
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		<title>Il corso di primo livello in Broderie d&#8217;Art: il giardino segreto &#8211; le linee</title>
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		<dc:creator><![CDATA[miriam]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Mar 2019 12:37:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Impara con me]]></category>
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		<category><![CDATA[crochet de Luneville]]></category>
		<category><![CDATA[esperienza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo scorso autunno ho proposto il corso di primo livello in Broderie d&#8217;Art: oggi ne approfitto per descriverlo in dettaglio cogliendo anche l&#8217;occasione per ringraziare le mie prime fantastiche allieve. Quando si decide di imparare seriamente qualcosa si investe moltissimo in energie, talento, attese e, in molti casi, anche soldi. Ci siamo tutti resi conto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://miriamcozzi.it/il-corso-di-primo-livello-in-broderie-dart-il-giardino-segreto-le-linee/">Il corso di primo livello in Broderie d&#8217;Art: il giardino segreto &#8211; le linee</a> proviene da <a href="https://miriamcozzi.it">Miriam Cozzi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1331" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180827_193551832.jpg" alt="" width="3791" height="3033" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180827_193551832.jpg 3791w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180827_193551832-300x240.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180827_193551832-768x614.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180827_193551832-1024x819.jpg 1024w" sizes="(max-width: 3791px) 100vw, 3791px" /></p>
<h5>Lo scorso autunno ho proposto il corso di primo livello in Broderie d&#8217;Art: oggi ne approfitto per descriverlo in dettaglio cogliendo anche l&#8217;occasione per ringraziare le mie prime fantastiche allieve.</h5>
<p>Quando si decide di imparare seriamente qualcosa si investe moltissimo in energie, talento, attese e, in molti casi, anche soldi. Ci siamo tutti resi conto che oggi le proposte formative in qualsiasi campo si sono moltiplicate all&#8217;infinito e, dai tutorial ai supermaster delle università più prestigiose, sembra possibile imparare qualsiasi cosa, un qualsiasi mestiere. Si è spesso allettati dall&#8217;idea che basti iscriversi a un &#8220;corso&#8221; per diventare esperti, magari lasciandosi incantare dalle parole che vengono utilizzate per pubblicizzare un servizio credendo di aver fatto la scelta &#8220;del secolo&#8221;.</p>
<p>Ci siamo cascati tutti prima o poi. Anche a me è successo di intraprendere in un percorso formativo non all&#8217;altezza delle aspettative e degli investimenti e la delusione è stata grande: per questo quando ho deciso che avrei insegnato la <em>Broderie d&#8217;Art</em>, mi sono ripromessa che avrei cercato di insegnare tutto quello che io stessa avevo imparato ed elaborato a partire dalle mie esperienze positive.</p>
<p>Studiando in maniera approfondita i contenuti, le tempistiche e le potenziali prospettive, ho progettato un <strong>percorso formativo</strong> in Broderie d&#8217;Art del quale sono particolarmente fiera. Posto che abbiate una gran voglia di imparare e possediate la tenacia indiscussa necessaria a chi si incammina nell&#8217;apprendimento delle arti del ricamo, sono sicura che questo percorso farà per voi.</p>
<p>In questo progetto non mi sono risparmiata: con i miei corsi sono felice di offrirvi non solo tutto quello che fino ad ora i miei maestri mi hanno insegnato a livello tecnico, ma anche la mia innata capacità empatica che vi aiuterà a riconoscere e perseguire il vostro personale obiettivo.</p>
<h5>Il percorso formativo in Broderie d&#8217;Art</h5>
<p>Il percorso che ho pensato prevede  <strong>corsi a complessità crescente</strong> dispiegati in <strong>5 livelli</strong> che potranno essere affrontati in sequenza progressiva, partendo però dal presupposto che sappiate già destreggiarvi con ago e <i>crochet de Luneville</i>. Se siete neofiti, invece, questo non è ancora il percorso formativo che fa per voi: è necessario che iniziate ad imparare ad utilizzare almeno il <em>crochet de Luneville</em>. Per questo vi rimando alla pagina dei <a href="https://miriamcozzi.it/iniziazione/">corsi di iniziazione</a>. Per ora comincio a parlarvi del corso di primo livello.</p>
<h5>IL GIARDINO SEGRETO &#8211; le linee</h5>
<p>Con il corso di primo livello &#8220;<a href="https://miriamcozzi.it/corsi/il-giardino-segreto-corso-di-i-livello/">Il giardino segreto</a>&#8221; si impareranno i punti e le tecniche a sviluppo lineare che vi permetteranno, oltre ad affinare destrezza e velocità con ago e <em>crochet de Luneville</em>, di comporre figure stilizzate e riempimenti di superfici di piccole dimensioni.</p>
<p>In pratica <strong>disegneremo con filati</strong> a differenti caratteristiche e resa (cotone a vario titolo e pregio, seta tinta a mano, seta giapponese finissima, metallici e compositi, nastri, lana, etc.) <strong>e materiali</strong> (jais, rocailles, tubi, cuvettes, paillettes, éclats, cristalli, etc.) di varie misure e dimensioni con ago e <em>crochet de Luneville</em>.</p>
<p>Imparare a tenere tra le dita tutti questi materiali, tastarne la consistenza e comprenderne il comportamento a seconda delle tecniche utilizzate vi sarà necessario per sperimentare la &#8220;resa&#8221;. Conoscere la &#8220;resa&#8221; di un materiale è imprescindibile se desiderate <strong>progettare voi stessi i vostri ricami</strong> e non solo seguire le indicazioni di qualcun altro.</p>
<p>Vi permetterà inoltre di scoprirvi intraprendenti nell&#8217;esplorazione di nuovi materiali perché ad oggi è davvero possibile ricamare con &#8230; tutto! Tenete conto però che per diventare esperti nella progettazione in autonomia questo corso non è che l&#8217;inizio: il resto lo dovranno fare la vostra sensibilità, la vostra intraprendenza, il vostro gusto la vostra tenacia. Nonché i corsi dei successivi livelli&#8230;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1336" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/08/IMG_20180827_193602835-1.jpg" alt="" width="4320" height="2880" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/08/IMG_20180827_193602835-1.jpg 4320w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/08/IMG_20180827_193602835-1-300x200.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/08/IMG_20180827_193602835-1-768x512.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/08/IMG_20180827_193602835-1-1024x683.jpg 1024w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/08/IMG_20180827_193602835-1-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 4320px) 100vw, 4320px" /></p>
<h5>Le tecniche utilizzate</h5>
<p>Con l&#8217;ausilio dell&#8217;<strong>ago</strong> impareremo il punto nodino alla francese, il punto margherita, il punto lanciato e il punto catenella. Impareremo anche ad applicare in maniera puntuale perline e paillettes.</p>
<p>Con il <strong><em>crochet de Luneville</em></strong> apprenderemo l&#8217;applicazione dei materiali descritti più sopra mediante le tecniche in linea, <em>en écaille</em>, <em>à l&#8217;anglaise</em>, <i>à la pouce. </i>Impareremo il <i>point tiré </i>con e senza applicazioni e il semplice quanto fondamentale punto catenella.</p>
<p>Le tecniche che vi propongo sono quelle utilizzate nella <em>Broderie d&#8217;Art</em> e nel ricamo per l&#8217;alta moda (<em>haute-couture</em>). Considerate però che le tecniche sono moltissime e questo non è che l&#8217;inizio: occorre tenere in mente è che se l&#8217;obiettivo è diventare capaci di <strong>rendere tangibili le vostre idee</strong> ci sarà ancora molto da lavorare.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1333" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180827_193624836.jpg" alt="" width="4608" height="3072" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180827_193624836.jpg 4608w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180827_193624836-300x200.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180827_193624836-768x512.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180827_193624836-1024x683.jpg 1024w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180827_193624836-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 4608px) 100vw, 4608px" /></p>
<h5>Modalità di apprendimento</h5>
<p>Se c&#8217;è una cosa che ho imparato nel mio personale percorso formativo è che per apprendere queste tecniche servono seria determinazione e tempo.</p>
<p>Una <strong>seria </strong><b>determinazione</b> è necessaria perché queste tecniche, almeno all&#8217;inizio, non sono proprio di facile acquisizione. Soprattutto non bisogna arrendersi: proprio perché ci si appoggia ad una manualità poco consueta, si corre il rischio di scoraggiarsi e di rendere fallimentare l&#8217;investimento emotivo ed economico. Per questo per me è fondamentale che si sappia già utilizzare il <em>crochet de Luneville</em> per intraprendere questo percorso. Su questo aspetto sono irremovibile.</p>
<p>A ricamare, oggi come sempre, si impara con l&#8217;esercizio costante e tenace nel <strong>tempo</strong>. Se vi affidate a soluzioni formative <em>prete-à-porter</em> correte il rischio di rimanere delusi. Ricordate che il professor Anders Ericsson teorizzava che per eccellere in qualsiasi disciplina erano necessari almeno 10.000 ore di pratica? Con questo corso vi accompagno a fissare alcune tappe di apprendimento fondamentali, ma tra una tappa e l&#8217;altra è necessario che vi esercitiate in autonomia nelle tecniche apprese. L&#8217;ideale sarebbe mantenere un rapporto di uno a tre: se ad ogni ora di lezione con me corrispondessero almeno tre ore di lavoro in autonomia sono certa vi potrete avvicinare a grandi passi al vostro personale obiettivo di eccellenza &#8230;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1334" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180827_193702141.jpg" alt="" width="4608" height="3072" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180827_193702141.jpg 4608w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180827_193702141-300x200.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180827_193702141-768x512.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180827_193702141-1024x683.jpg 1024w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180827_193702141-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 4608px) 100vw, 4608px" /></p>
<h5>Conclusioni</h5>
<p>Le abilità del ricamatore oggi si possono re-inventare e attualizzare: disponendo di originali strumenti creativi, di intraprendenza, di inventiva e di una buona tecnica potrete apportare nuovo estro anche ad antiche professioni oltre che a divertirvi moltissimo. Se questi sono i vostri obiettivi questa formazione è lo strumento che fa per voi.</p>
<p>Come vi accennavo questo corso ha visto la luce lo scorso autunno. Ad oggi ho avuto l&#8217;occasione di insegnare la <em>Broderie d&#8217;Art </em>anche  a due <em>Maestre di Filo</em> che stimo particolarmente e che hanno seguito il corso di primo livello con un entusiasmo, una dedizione e un&#8217;intraprendenza degna del loro stile e delle loro indiscusse capacità. Mi permetto di ringraziarle in questa sede perché la loro fiducia mi ha riempito di entusiasmo confermandomi nella certezza che la realizzazione del mio desiderio più profondo passa da qui: nell&#8217;insegnare.</p>
<p>Ancora grazie, Paola e Gisella.</p>
<p>L'articolo <a href="https://miriamcozzi.it/il-corso-di-primo-livello-in-broderie-dart-il-giardino-segreto-le-linee/">Il corso di primo livello in Broderie d&#8217;Art: il giardino segreto &#8211; le linee</a> proviene da <a href="https://miriamcozzi.it">Miriam Cozzi</a>.</p>
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		<title>Gli eventi del ricamo: HomoFaber 2018</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Sep 2018 17:03:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Homo Faber è il primo grande evento culturale dedicato ai mestieri d’arte in Europa. Il suo obiettivo è dare rilievo mondiale all’eccellenza artigiana, promuovendo la conoscenza e la visibilità dei maestri d’arte. Mentre mi recavo a Venezia in treno per partecipare all&#8217;evento Homo Faber 2018, giusto ieri, mi è venuto alla mente un pensiero fugace [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1474" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/e894280e84.jpg" alt="" width="1263" height="896" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/e894280e84.jpg 1263w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/e894280e84-300x213.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/e894280e84-768x545.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/e894280e84-1024x726.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1263px) 100vw, 1263px" /></p>
<h5>Homo Faber è il primo grande evento culturale dedicato ai mestieri d’arte in Europa. Il suo obiettivo è dare rilievo mondiale all’eccellenza artigiana, promuovendo la conoscenza e la visibilità dei maestri d’arte.</h5>
<p>Mentre mi recavo a Venezia in treno per partecipare all&#8217;evento Homo Faber 2018, giusto ieri, mi è venuto alla mente un pensiero fugace e improvviso: ma che senso ha che racconti solamente delle esperienze che vivo senza condividere l&#8217;esistenza di questi eventi prima che si concludano?</p>
<p>In effetti per raccontare le emozioni e l&#8217;intensità dell&#8217;esperienza di ieri mi ci vorrà qualche giorno per sedimentare, qualche altro giorno per mettere insieme il materiale e ancora qualche altro giorno per scrivere e poi correggere, togliere le parole non necessarie e ancora correggere. Quindi, cari appassionati ricamatori, per non aspettare così tanto tempo vi invito a leggere questo post, a raccogliere tutte le informazioni possibili e ad andare a Venezia prima di domenica.</p>
<p>Utilizzerò innanzi tutto le parole del comunicato stampa che la Michelangelo Foundation for Creativity and Craftsmanship ha emesso per la presentazione dell&#8217;evento: <em>&#8220;Homo Faber è il primo grande evento culturale dedicato ai mestieri d’arte in Europa. Il suo obiettivo è dare rilievo mondiale all’eccellenza artigiana, promuovendo la conoscenza e la visibilità dei maestri d’arte&#8221;.</em></p>
<p>Mi ostino a chiamarla &#8220;<a href="https://www.homofaberevent.com/it"><strong>evento</strong></a>&#8221;  perché, oltre all&#8217;esposizione di un&#8217;ampia selezione di materiali e discipline tra i più rappresentativi dell’eccellenza artigiana a livello europeo, ci sono anche dibattiti culturali, dimostrazioni, convegni e la possibilità di vedere da vicino i maestri artigiani all&#8217;opera. Tutto questo nei palazzi della <a href="http://www.cini.it"><strong>Fondazione Giorgio Cini</strong></a>, noto polo culturale internazionale con sede a San Giorgio Maggiore a Venezia, dal 14 al 30 settembre, cioè fino a domenica.</p>
<p>Promotrice dell&#8217;evento è la <strong><a href="https://www.michelangelofoundation.org/the-foundation/">Michelangelo Foundation for Creativity and Craftsmanship, </a></strong>organizzazione internazionale senza fine di lucro con sede a Ginevra, in Svizzera. La sua missione è quella di valorizzare e preservare i mestieri d’arte, rinforzandone i legami con il mondo del design. <span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Questo evento è pensato proprio per essere un’esperienza coinvolgente: i visitatori si intrattengono con gli artigiani all&#8217;opera, come se entrassero nelle loro botteghe e l&#8217;immersione in questa realtà potrà essere un&#8217;esperienza tangibile. La parte espositiva vera e propria è suddivisa in diversi spazi a temi differenti.</p>
<p>Potevano mancare i ricamatori? Ovviamente no: sono nello spazio espositivo <strong>Scoprire e &#8230; Riscoprire </strong> dedicata alle rare tecniche di alto artigianato.</p>
<p>E&#8217; presente la <strong><a href="http://www.lesage-paris.com">Maison Lesage</a></strong>, alla quale ho fatto riferimento infinite volte parlando della mia formazione parigina, con uno stand che racconta la &#8220;bottega&#8221; del ricamatore mediante un grande telaio di un paio di metri dove le ricamatrici della maison coinvolgono i visitatori nel ricamare la pianta della città di Venezia secondo un design liberamente tratto da una mappa settecentesca e &#8230; dalla fantasia dei ricamatori.</p>
<p>Al piano superiore dello stesso padiglione c&#8217;è una esposizione coerente, mirata ed efficace che racconta l&#8217;evoluzione sperimentativa delle tecniche di ricamo nella moda fatta negli atelier della Maison Lesage negli anni. Pura bellezza. Pura arte.</p>
<p>Sempre in materia di ricamo è presente anche uno stand dei ricami su lino delle ricamatrici di Madeira. Pur proponendo una tradizione estremamente classica, sono esposti anche una gonna e un corpino di un abito da sposa nell&#8217;atto del montaggio su manichino di una bellezza rara, davvero.</p>
<p>Nel padiglione <strong>Best of Europe</strong> si sono susseguiti moltissimi artigiani che non sono rimasti per tutto il tempo dell&#8217;evento. Hanno avuto la disponibilità di due o tre giorni di dimostrare la loro arte e tra questi mi sono persa, perché ormai avevano già lasciato Venezia, <a href="http://pinograsso-ricami.com">Pino Grasso</a> (specializzato in ricami alta moda a Milano) e <a href="http://www.broderieor.com">Sylvie Deschamps</a> (dell&#8217;Atelier Begonia d&#8217;Or, ricamo in oro di tradizione francese). Mi è dispiaciuto davvero tanto&#8230;</p>
<p>Aggiungo solo qualche nota tecnica. Se siete appassionati come me di un&#8217;arte in particolare vi servirà più di un giorno per vedere l&#8217;esposizione nel suo insieme che si sviluppa in più di 4000 metri quadri: un giorno lo dedicherete solo agli eventi che ruotano attorno alla vostra passione, per tutto il resto ci vuole altro tempo.</p>
<p>Personalmente ho passato quasi tutta la giornata a ricamare la mappa di Venezia, ascoltando cuore e voci, commenti dei visitatori e suggerimenti delle ricamatrici, muovendomi in assoluta lentezza tra fili, perle e telai. Un giusto tempo l&#8217;ho dedicato allo studio dei ricami della mostra della Maison Lesage, è vero. Impossibile mancarla.</p>
<p>Non ho avuto tempo per altro. Ma io sono un po&#8217; strana e al limite un po&#8217; &#8230; &#8220;fissata&#8221;. Ma se potete: andateci! In Italia l&#8217;artigianato artistico si &#8220;espone&#8221; così di rado&#8230;</p>
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		<title>Il mio ricamo per il XVII concorso di Valtopina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[miriam]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Sep 2018 11:05:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sull&#8217;onda dell&#8217;esperienza di Valtopina vi racconto del ricamo che ho realizzato per partecipare al Concorso “Il filo della speranza” dedicato al tema delle migrazioni. Come vi accennavo nel mio post precedente, vi racconto del ricamo che ho realizzato per partecipare al XVII Concorso “Ricamare l&#8217;Umbria”, “Il filo della speranza”. Il concorso verteva sul tema delle migrazioni e per partecipare era [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1421" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_113248515.jpg" alt="" width="4608" height="3072" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_113248515.jpg 4608w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_113248515-300x200.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_113248515-768x512.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_113248515-1024x683.jpg 1024w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_113248515-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 4608px) 100vw, 4608px" /></p>
<h5>Sull&#8217;onda dell&#8217;esperienza di Valtopina vi racconto del ricamo che ho realizzato per partecipare al Concorso “Il filo della speranza” dedicato al tema delle migrazioni.</h5>
<p>Come vi accennavo nel mio <a href="https://miriamcozzi.it/la-xviii-edizione-della-mostra-del-ricamo-a-mano-e-del-tessuto-artigianale-di-valtopina/">post</a> precedente, vi racconto del ricamo che ho realizzato per partecipare al XVII <strong><a href="http://www.mostravaltopina.it/concorso-2018/">Concorso “Ricamare l&#8217;Umbria”</a>,</strong> “<em>Il</em><em> filo della speranza</em>”.</p>
<p>Il concorso verteva sul tema delle <strong>migrazioni</strong> e per partecipare era necessario produrre un manufatto ricamato che doveva rispettare precisi requisiti tecnici accompagnato dallo schema di realizzazione e dalla scheda tecnica dei punti e delle tecniche di ricamo utilizzato.</p>
<p>Il ricamo doveva essere realizzato interpretando un testo poetico sul tema, un testo che doveva essere riportato nel ricamo stesso, raccontando di accoglienza, ascolto profondo e dialogo fra le culture. Un testo che esprimesse apertura all'&#8221;<strong>altro</strong>&#8220;, in evidente &#8220;<em>direzione ostinata e contraria</em>&#8221; alla più  comune tendenza attuale.</p>
<p>Tutti i manufatti presentati per la partecipazione al concorso costituiranno in un prossimo futuro un &#8220;libro tessile&#8221;, che verrà assemblato dalla Scuola di Ricamo di Valtopina, per raccontare in una forma nuova uno dei fenomeni più complessi, controversi e destabilizzanti della nostra contemporaneità.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1431 size-full" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/20180702_161120.jpg" alt="" width="2039" height="1359" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/20180702_161120.jpg 2039w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/20180702_161120-300x200.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/20180702_161120-768x512.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/20180702_161120-1024x682.jpg 1024w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/20180702_161120-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 2039px) 100vw, 2039px" /></p>
<p>Ci ho messo molti mesi a decidere se partecipare o meno a questo concorso.</p>
<p>Cercare, amare e interpretare un testo sull&#8217;argomento che ispirasse &#8220;apertura&#8221; non è stato facile; la maggior parte dei testi che ho affrontato, da quelli classici dei poeti italiani del XX secolo a quelli dei migranti che hanno vissuto recentemente la terribile esperienza dell&#8217;attraversamento del Mediterraneo, mi coinvolgevano ed emozionavano profondamente, ma ciò che risuonava in me era sempre una profonda empatia per la sofferenza vissuta prima, durante e dopo l&#8217;esodo dalla propria terra. Provavo &#8220;dolore&#8221; e raramente &#8220;speranza&#8221;.</p>
<p>Ma non mi sono mai arresa e ho continuato a cercare finché sono finita come per sbaglio sulla canzone &#8220;<strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=fck6UbkMGzA">Per uno come me</a></strong>&#8221; dei Negramaro. Il <a href="http://www.testimania.com/testi/testi_negramaro_1958/testi_amore_che_torni_266364/testo_per_uno_come_me_2232146.html">testo</a> della canzone è per me bellissimo: l&#8217;emozione più significativa che provo è la percezione che c&#8217;è un &#8220;di qua&#8221; e un &#8220;di là&#8221; del mare per ognuno di noi; questo testo poetico ci fa sentire protagonisti sia se siamo chi parte sia se siamo chi accoglie, perché nella vita ciascuno di noi è prima o poi l&#8217;uno o l&#8217;altro.</p>
<p>C&#8217;è un mare che ciascuno di noi deve attraversare per essere libero e questa azione richiede sì coraggio, ma si fonda anche sulla speranza che ci sia qualcuno ad accoglierti al termine del tuo difficile cammino.</p>
<p>Questo viaggio al di là del mare io l&#8217;ho compiuto qualche anno fa: non è stato un viaggio solo metaforico, è stato un andare &#8220;fisico&#8221;, reale, concreto. E al di là del mare, persone con culture sconosciute e profondamente diverse dalla mia mi hanno accolto con semplice curiosità e genuina generosità.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-1245 size-full" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/08/20180710_122336.jpg" alt="" width="2048" height="1365" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/08/20180710_122336.jpg 2048w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/08/20180710_122336-300x200.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/08/20180710_122336-768x512.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/08/20180710_122336-1024x683.jpg 1024w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/08/20180710_122336-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p>E allora ho scelto gli <strong>elementi</strong> per rappresentare questa emozione.</p>
<p>Ho disegnato un cuore sacro laico, come a ricordare che non c&#8217;è religione prioritaria all&#8217;essere uomo, un cuore che se ne va, liberato da una mano che rappresenta la concretezza. Il partire a volte appare come un paradosso, ma quando la libertà chiama non ci sono radici, terra o tradizioni che ci possono trattenere.</p>
<p>C&#8217;è una gazza in volo, come a ricordare che la presa in carico della nostra libertà richiede coraggio per superare le nostre paure e riuscire a guardarle dall&#8217;alto, in viaggio verso orizzonti lontani dalle proprie ordinarie certezze e consuetudini.</p>
<p>C&#8217;è un mare da attraversare grazie a una barchetta d&#8217;oro, come a rappresentare la preziosità di questa occasione di libertà che viene abbracciata nonostante il pericolo ancestrale e terribile di poter perdere la propria vita per il proprio sogno.</p>
<p>C&#8217;è una pianta con le radici nella propria terrà ma che solo al di là del mare produce fiori meravigliosi con la luce di un sole pacifico e tranquillo che ci accoglie con la sua luce calda e fraterna.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-1246 size-full" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/08/20180710_122455.jpg" alt="" width="2014" height="1343" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/08/20180710_122455.jpg 2014w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/08/20180710_122455-300x200.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/08/20180710_122455-768x512.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/08/20180710_122455-1024x683.jpg 1024w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/08/20180710_122455-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 2014px) 100vw, 2014px" /></p>
<p>E vabbè &#8230; nel realizzare prima di tutto il disegno mi sono resa conto che come sempre sono piena di idee e cose da dire ma è necessario che migliori significativamente lo stile dei miei &#8220;<strong>racconti ricamati</strong>&#8220;.</p>
<p>Nel mio disegno non c&#8217;è abbastanza coerenza nella struttura, nella composizione e nelle proporzioni. Gli elementi che ho introdotto sono fortemente simbolici ma non sufficientemente in linea con lo sviluppo del testo che ho riportato. Il lavoro, nel suo insieme, evoca con difficoltà un racconto; è più un ricco raggruppamento di parole e simboli che richiedono un consistente sforzo per essere decifrati e caricati di significato.</p>
<p>Questo disegno, quindi, richiama una mappa<strong>, </strong>ma non lo è ancora; rimanda a significati profondi ma poco capaci di condurre direttamente a un pensiero, un racconto, una storia.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-1247 size-full" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/08/20180710_122504.jpg" alt="" width="2048" height="1365" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/08/20180710_122504.jpg 2048w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/08/20180710_122504-300x200.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/08/20180710_122504-768x512.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/08/20180710_122504-1024x683.jpg 1024w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/08/20180710_122504-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p>Tecnicamente questo esperimento mi è servito per rendermi conto che amo il racconto per immagini e amo la mappa come struttura espressiva. La ricerca del mio <strong>stile</strong> passa sicuramente da qui: il <strong>racconto</strong> e la <strong>mappa</strong>. Bisogna allora continuare a studiare e fare ricerca per trovare la mia personale forma espressiva secondo questi due per me fondamentali elementi.</p>
<p>Ho quindi ricamato il mio disegno con il <em>crochet de Luneville</em>. Ho utilizzato tecniche semplici che hanno spaziato dal catenella, all&#8217;applicazione di perline <em>en ligne</em> regolari e irregolari,  ai riempimenti <em>en vermicelle</em> per paillettes e perline, al <em>point tiré</em> con la seta.</p>
<p>I filati che ho utilizzato sono stati il classico cotone Fil à Gant per le applicazioni e per le parole, cotone <em>dentelle</em> e filati metallici Fil au Chinois, seta Carme Espriu, paillettes di Langlois Martin, perline Miyuki 15/0 e jais ceche in vetro 12/0.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1440" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/20180710_122548.jpg" alt="" width="1910" height="1273" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/20180710_122548.jpg 1910w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/20180710_122548-300x200.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/20180710_122548-768x512.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/20180710_122548-1024x682.jpg 1024w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/20180710_122548-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1910px) 100vw, 1910px" /></p>
<p>Partecipare a questo concorso è stato un esperimento preziosissimo e bellissimo. Nonostante non abbia meritato alcun <a href="http://www.mostravaltopina.it/eventi-news/premiazioni-maestre-di-filo-e-concorso-ricamare-lumbria-2018/">premio o menzione</a> particolare, sono felice perché:</p>
<ul>
<li>per la prima volta ho presentato un mio lavoro ad un pubblico anche con l’intento di vincere la mia timidezza e la mia naturale tendenza all’introversione. Mi sono sbilanciata e mi sono esposta: il partecipare a questo concorso ha rappresentato per me sia un <strong>traguardo</strong> sia un significativo <strong>punto di partenza</strong> in questa seconda fase della mia vita professionale;</li>
<li>sono stata l&#8217;unica a presentarsi al concorso con un lavoro eseguito al <strong><em>crochet de Luneville</em></strong>. Le tecniche possibili con questo attrezzo meritano certamente la medesima dignità riservata a quelle tradizionali, perché nate nei primi dell&#8217;800 da contaminazioni asiatiche proprio come molte delle tecniche italiane più classiche. Sono molto fiera di questo umile primato;</li>
<li>il ricamo come forma di artigianato artistico potrà tendere alla <strong>modernità</strong> e sfuggire all&#8217;oblio se, esattamente come la cultura, troverà artigiani e artisti coraggiosi e capaci di lasciarsi contaminare. Esattamene come fu nei secoli d&#8217;oro del rinascimento, quando le tecniche italiane, in parte già frutto di rielaborazioni di tecniche orientali, venivano interpretate dai francesi che a loro volta venivano reinterpretate dagli inglesi e &#8230; ritorno, in un continuo ciclo evolutivo di trasformazione. Nel mio piccolo sono contenta di aver ri-portato in Italia un pizzico di Francia e sono curiosa di sapere dove mi porterà questa, e mi auguro fruttuosa, &#8220;<strong>contaminazione</strong>&#8220;;</li>
<li>per concludere, aggiungo con orgoglio di aver ricevuto qualche piccolo ma particolarmente significativo <strong>complimento</strong> da  “Maestre di filo”, riconoscimento di merito assegnato a ricamatrici e merlettaie distintesi per la loro capacità tecnica e creativa proprio qui a Valtopina. Lo voglio intendere come un segno: è ora che anche in Italia ci sia spazio per la <em>Broderie d&#8217;art</em>.</li>
</ul>
<p>Alla prossima!</p>
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		<title>La XVIII edizione della Mostra del ricamo a mano e del tessuto artigianale di Valtopina</title>
		<link>https://miriamcozzi.it/la-xviii-edizione-della-mostra-del-ricamo-a-mano-e-del-tessuto-artigianale-di-valtopina/</link>
		
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		<pubDate>Thu, 13 Sep 2018 05:09:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Valtopina: un evento biennale imperdibile per i ricamatori. Un festival concepito come un connubio di creatività, cultura e tecnica: ingredienti imprescindibili per un lavoro artigianale di qualità in prospettiva 2.0. Ho deciso di partecipare alla XVIII edizione della Mostra del ricamo a mano e del tessuto artigianale di Valtopina per non smettere mai di imparare. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://miriamcozzi.it/la-xviii-edizione-della-mostra-del-ricamo-a-mano-e-del-tessuto-artigianale-di-valtopina/">La XVIII edizione della Mostra del ricamo a mano e del tessuto artigianale di Valtopina</a> proviene da <a href="https://miriamcozzi.it">Miriam Cozzi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1356" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180831_112741345.jpg" alt="" width="3939" height="2626" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180831_112741345.jpg 3939w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180831_112741345-300x200.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180831_112741345-768x512.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180831_112741345-1024x683.jpg 1024w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180831_112741345-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 3939px) 100vw, 3939px" /></p>
<h5>Valtopina: un evento biennale imperdibile per i ricamatori. Un festival concepito come un connubio di creatività, cultura e tecnica: ingredienti imprescindibili per un lavoro artigianale di qualità in prospettiva 2.0.</h5>
<p>Ho deciso di partecipare alla XVIII edizione della <strong>Mostra del ricamo a mano e del tessuto artigianale</strong> di Valtopina per non smettere mai di imparare. Torno con l&#8217;insegnamento più prezioso che ho ricevuto negli ultimi tempi: il lavoro artigianale non può prescindere da creatività, tecnica e cultura. Tutti e tre questi elementi devono coesistere nel quotidiano di ogni artigiano, declinati secondo talento, sensibilità e personalità del singolo. Ma andiamo con ordine e partiamo dall&#8217;inizio.</p>
<h5>L’approdo</h5>
<div id="attachment_1346" style="width: 4618px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1346" class="wp-image-1346 size-full" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180830_163407559.jpg" alt="" width="4608" height="3072" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180830_163407559.jpg 4608w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180830_163407559-300x200.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180830_163407559-768x512.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180830_163407559-1024x683.jpg 1024w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180830_163407559-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 4608px) 100vw, 4608px" /><p id="caption-attachment-1346" class="wp-caption-text">Veduta della parete del monte di Pale e dell&#8217;eremo di Santa Maria Giacobbe (Foligno, PG)</p></div>
<p>Anche questa volta scelgo di accondiscendere alla mia naturale tendenza intimista: di giorno lavoro, studio e mi relaziono,<span class="Apple-converted-space"> </span>la sera torno da me e faccio tesoro a mio modo di quello che ho sperimentato. Per questo per la sera serve un luogo solitario e di pace e lo trovo al <em><a href="https://www.airbnb.it/rooms/23969184">Rifugio dell’angoletto de Pale</a></em> di Martina e Carlo.</p>
<p>Arrivo di giovedì e cammino lentamente sui rilievi nell’intorno, mi riposo all’<a href="http://www.iluoghidelsilenzio.it/eremo-di-santa-maria-giacobbe-pale-di-foligno/">Eremo di Santa Maria Giacobbe</a> e rinfresco i piedi nell’acqua gelida delle <a href="http://www.iluoghidelsilenzio.it/cascate-del-menotre-e-parco-dellaltolina-pale/">cascate del Menotre</a>. A sera, distrutta ma in pace, mi addormento ancora prima dell’ora di cena.</p>
<p>Valtopina è a 15 minuti di macchina da Pale, una distanza e un tempo perfetti per entrare nella giusta dimensione interiore e per inondarsi del verde argentato degli uliveti umbri.</p>
<h5>La creatività</h5>
<p>Il venerdì è una giornata interamente dedicata al <strong>cuore</strong>, muscolo fondamentale alla <strong>creatività</strong> e al suo nutrimento costante.</p>
<p>Arrivo, mi oriento e mi organizzo con la mappa alla mano. La mia anima geografica mi porta ad amare moltissimo le manifestazioni “diffuse“, i festival dove ogni attività si svolge in un luogo diverso consentendo a chi vi partecipa di sperimentare un&#8217;atmosfera itinerante, nomade; metafora ideale sulla necessità di muoversi per cercare le cose che contano. Valtopina è organizzata così: in questo settore la manifestazione &#8220;diffusa&#8221; ha un non so che di perfetto.</p>
<p>Comincio dal Museo del Ricamo e del Tessile. Questo <strong>museo</strong> custodisce una raccolta permanente, costituita da splendidi manufatti che descrivono principalmente la tradizione del ricamo umbro, e una raccolta di opere concepita per l&#8217;occasione dal titolo &#8220;<em>Textile Idea: intrecci tessili</em>&#8220;<em>. </em>Il tema fondamentale della mostra è l&#8217;arazzo ricamato e il punto di partenza di questa ricerca è la &#8220;Composizione neobizantina&#8221;.</p>
<div id="attachment_1347" style="width: 4618px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1347" class="wp-image-1347 size-full" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180831_114610148.jpg" alt="" width="4608" height="3072" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180831_114610148.jpg 4608w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180831_114610148-300x200.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180831_114610148-768x512.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180831_114610148-1024x683.jpg 1024w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180831_114610148-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 4608px) 100vw, 4608px" /><p id="caption-attachment-1347" class="wp-caption-text">&#8220;Composizione neobizantina&#8221;, particolare dell&#8217;arazzo eseguito da Leandra Angelucci Cominaccini</p></div>
<p>La &#8220;Composizione neobizantina&#8221; è un arazzo eseguito nella prima metà del &#8216;900 da Leandra Angelucci Cominaccini, artista futurista di Foligno. La particolarità di questo manufatto, e della maggior parte delle opere esposte, è quella di essere realizzato con la tecnica <em>Hispellum</em>, brevettata dall&#8217;artista proprio in quegli anni.</p>
<p>Mi sposto al Padiglione A del Palasport dedicato alle esposizioni dei ricamatori di oggi. Prima di accedere all&#8217;area dedicata agli stand vi è una <strong>mostra</strong> dal titolo &#8220;Teorie tessili&#8221; curata da Rosalba Pepi. In questa mostra sono presentati arazzi e complementi d&#8217;arredo realizzati secondo una rivisitazione in chiave attuale della tecnica <em>Hispellum</em>.</p>
<p>La tecnica è in apparenza semplice: si tratta di produrre rotolini di tessuto e di fissarli su una tela di appoggio con un punto posato doppio seguendo la traccia di un disegno precedentemente concepito. Nonostante il &#8220;taglio&#8221; grossolano, questa tecnica riesce a rappresentare magnificamente infinite tipologie di immagini giocando certo sull&#8217;originalità dell&#8217;immagine stessa, ma anche sui diversi effetti ottenuti dal tipo di stoffa utilizzata per i rotolini e sul gusto estetico degli accostamenti cromatici nell&#8217;interpretazione del disegno di base.</p>
<div id="attachment_1355" style="width: 4618px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1355" class="wp-image-1355 size-full" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_182349305.jpg" alt="" width="4608" height="3072" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_182349305.jpg 4608w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_182349305-300x200.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_182349305-768x512.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_182349305-1024x683.jpg 1024w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_182349305-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 4608px) 100vw, 4608px" /><p id="caption-attachment-1355" class="wp-caption-text">Interpretazione contemporanea della tecnica Hispellum proposta nell&#8217;ambito della mostra &#8220;Teorie tessili&#8221;</p></div>
<p>Poi entro nel padiglione degli <strong>stand dei ricamatori</strong>: osservo la creatività degli altri e lascio libero spazio alle emozioni. Guardo le proposte e imparo dal modo degli altri di raccontarsi e regalare le proprie opere allo sguardo dei curiosi e degli appassionati. Mi domando incessantemente: &#8220;come la loro creatività stimola e alimenta la mia?&#8221; Osservando, immagino e sogno come sarà il mio stand quando anche io parteciperò a queste fiere, dall&#8217;anno prossimo secondo i miei progetti. Mi chiedo che cosa sarà necessario esporre, che cosa attirerà l’attenzione e di chi, quale sarà l&#8217;ordine necessario&#8230;</p>
<p>Non mi dilungo sulla descrizione degli stand che osservo (nemmeno quelli del Padiglione B dedicato alle proposte commerciali) perché il repertorio è troppo vasto per fornire una descrizione coerente. Mi permetto tuttavia di citare due stand che mi hanno appassionato particolarmente.</p>
<p>Il primo è quello di <a href="https://www.facebook.com/profile.php?id=100011204581259">Ildico Dornbach</a> che propone filati e piccole quantità di tessuti tinti con tinture naturali. I filati sono meravigliosi e già li conoscevo, ma in questo ambito ne ho approfittato per qualche acquisto consapevole e per scambiare due chiacchiere con questa simpatica artigiana. Mi racconta che sta per andare in pensione ma che sta passando il testimone a Anika Egeling di <a href="https://www.facebook.com/profile.php?id=100011695973657">Krakelei</a>. Fate un giro sui loro siti: vale la pena provare i loro filati, meravigliosi al tatto e alla vista.</p>
<div id="attachment_1348" style="width: 3164px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1348" class="wp-image-1348 size-full" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180831_153533217.jpg" alt="" width="3154" height="2103" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180831_153533217.jpg 3154w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180831_153533217-300x200.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180831_153533217-768x512.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180831_153533217-1024x683.jpg 1024w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180831_153533217-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 3154px) 100vw, 3154px" /><p id="caption-attachment-1348" class="wp-caption-text">Lo stand di Ildico Dornbach di tintura naturale</p></div>
<p>Spendo anche due parole per un altro stand che per varie ragioni mi ha fatto estremo piacere trovare, quello della onlus <a href="http://www.cooperaction.eu">Cooperaction</a>. Il responsabile, Alessio, mi racconta in dettaglio le caratteristiche del progetto &#8220;Fazzoletti di Pace&#8221; e mi coinvolge intimamente perché riguarda donne e bambini afghani. Voi l&#8217;avrete intuito che l&#8217;Afghanistan è il mio luogo del cuore e ritrovarne un pezzetto a Valtopina è stata un&#8217;emozione fortissima. Vi dico in sintesi due parole sul progetto: i bambini di un orfanotrofio di Kabul hanno realizzato dei disegni a rappresentare i loro pensieri, le loro storie, i loro sogni e alcune donne della associazione OPAWC li hanno ricamati su fazzoletti di tela. La guerra è l&#8217;elemento preponderante nell&#8217;animo dei bambini ma in ogni punto ricamato da ogni donna c&#8217;è, silenziosa, la rivendicazione della propria libertà di esprimersi, lavorare, guadagnarsi da vivere in autonomia e secondo le proprie capacità.</p>
<p>Quanta vita e quante attese in quei piccoli e semplici fazzoletti&#8230;</p>
<div id="attachment_1349" style="width: 3631px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1349" class="wp-image-1349 size-full" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180831_154714990.jpg" alt="" width="3621" height="2414" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180831_154714990.jpg 3621w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180831_154714990-300x200.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180831_154714990-768x512.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180831_154714990-1024x683.jpg 1024w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180831_154714990-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 3621px) 100vw, 3621px" /><p id="caption-attachment-1349" class="wp-caption-text">Lo stand di Cooperaction con i ricami eseguiti dalle donne afghane di Kabul (e Alessio)</p></div>
<h5>La cultura</h5>
<p>Oggi, sabato, la giornata è interamente dedicata alla <strong>testa, </strong>a ciò che la nutre e la rende attiva, feconda e brillante: la <strong>cultura</strong>. Ma come si fa cultura in un ambito dall&#8217;accezione così &#8220;manuale&#8221; come il ricamo? Studiando e ricercando connessioni tra i saperi che strutturano o sfiorano l&#8217;attività del &#8220;ricamare&#8221;, del realizzare un manufatto ricamato.</p>
<p>E sulla ricerca di connessioni tra i saperi si imposta la <strong>conferenza</strong> di studio &#8220;Discorsi tessili&#8221; e anche in questo caso il punto di partenza è l&#8217;arazzo &#8220;Composizione neobizantina&#8221; di Leandra Angelucci Cominaccini. Si propongono tre interventi interessantissimi di altrettante autorevoli studiose.</p>
<div id="attachment_1350" style="width: 4365px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1350" class="wp-image-1350 size-full" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180901_114846477.jpg" alt="" width="4355" height="2903" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180901_114846477.jpg 4355w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180901_114846477-300x200.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180901_114846477-768x512.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180901_114846477-1024x683.jpg 1024w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180901_114846477-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 4355px) 100vw, 4355px" /><p id="caption-attachment-1350" class="wp-caption-text">Le relatrici alla conferenza &#8220;Riflessioni sul tessile&#8221;; da sinistra sedute al tavolo: Benazzi, David, Cecconelli.</p></div>
<p>In sintesi:</p>
<ul>
<li>la Dott.ssa <a href="http://www.festivaldelmedioevo.it/portal/protagonisti/benazzi-giordana/">Giordana Benazzi</a>, storica dell&#8217;arte, contestualizza storicamente e artisticamente l’opera, fornendo anche notizie preziose sull&#8217;affresco che ha ispirato il manufatto, con significativi riferimenti al contesto storico e culturale del periodo di realizzazione dell&#8217;affresco stesso. Mi interessano moltissimo le simbologie sottese alle figure animalesche rappresentate,  importante occasione di ripassare nozioni di storia dell&#8217;arte del medioevo e collegare frammenti di emozioni provati qua e là di fronte alle opere del tardo medioevo che tanto mi affascinano.</li>
<li>la Dott.ssa <a href="https://www.linkedin.com/in/emanuela-cecconelli-a9385174/?originalSubdomain=it">Emanuela Cecconelli</a>, avendo curato la catalogazione dei documenti dell&#8217;archivio di Leandra Angelucci Cominaccini presso la biblioteca di Foligno, ci introduce nella conoscenza dell&#8217;artista stessa, della sua storia, della sua personalità e della sua arte. Ne emerge una figura di donna e di artista all&#8217;avanguardia per il suo tempo con una spiccata predilezione per l&#8217;indipendenza e l&#8217;intraprendenza, doti che mi stanno particolarmente a cuore.</li>
<li>la Dott.ssa Valeria David della &#8220;<a href="http://www.lacongrega.net">Congrega</a>&#8221; di Ancona, artigiana e studiosa, ci racconta cosa significa realizzare arazzi oggi e ci invita a riflettere sul significato del manufatto tessile come forma espressiva di un linguaggio simbolico ancora profondamente attuale.</li>
</ul>
<p>Questo convegno è, oltre che estremamente interessante, anche particolarmente istruttivo, grazie all&#8217;abilità delle relatrici nell&#8217;interconnettere le loro conoscenze e nel fornirci spunti di riflessione sull&#8217;importanza del manufatto tessile come veicolo di simboli e significati.</p>
<p>Nel pomeriggio mi dedico interamente all&#8217;<strong>arteterapia</strong>, partecipando a tre laboratori nell&#8217;ambito del <a href="http://www.mostravaltopina.it/senza-categoria/il-gomitolo-della-vita-2/">Gomitolo della Vita. </a>Sono tre incontri con tema centrale &#8220;il filo&#8221;, nei quali arte terapia, tessile e narrazione si sono profondamente intrecciati. Il tema del filo propone metafore interessantissime sui quali intraprendere percorsi di riflessione e ricerca su miti e valenze simboliche.</p>
<p>Si parla di trame di memoria, di mito della donna ragno, di fiabe e di libertà di esprimere la propria imperfezione, di manifestazione della propria autenticità. Si preparano manufatti d&#8217;istinto giocando con filati, stoffe, bottoni e perline di ogni colore e misura: prometto di approfondire il racconto con maggiori dettagli in un prossimo post. Vivo un&#8217;esperienza intensissima e molto arricchente anche perché guidata dalla bravissima Tiziana Luciani, psicoterapeuta, formatrice e docente in arteterapia.</p>
<div id="attachment_1351" style="width: 4504px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1351" class="wp-image-1351 size-full" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180901_170247010.jpg" alt="" width="4494" height="2996" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180901_170247010.jpg 4494w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180901_170247010-300x200.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180901_170247010-768x512.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180901_170247010-1024x683.jpg 1024w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180901_170247010-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 4494px) 100vw, 4494px" /><p id="caption-attachment-1351" class="wp-caption-text">Gli elaborati dei partecipanti ai laboratori di arteterapia tessile &#8220;Il gomitolo della vita&#8221;</p></div>
<h5>La tecnica</h5>
<p><span class="Apple-converted-space">La domenica è il giorno delle <strong>mani</strong>, delle loro capacità e della loro assertività alla <strong>tecnica</strong>. </span></p>
<p>Mi regalo questi giorni con l’idea di cominciare a presentarmi al mondo e con l’intento di vincere almeno un pochino la mia naturale tendenza all’introversione che tanto amo ma che tanto mi limita, talvolta. Per questo ho raccontato la <strong><em>Broderie d&#8217;Art</em></strong>, una tecnica notoriamente poco presente in eventi come questi, partecipando in prima persona al XVII <a href="http://www.mostravaltopina.it/concorso-2018/">Concorso “Ricamare l&#8217;Umbria”</a>, “<em>Il</em><em> filo della speranza</em>”.</p>
<p>Ho preparato un ricamo che viene esposto in una delle sale del Padiglione A. Si tratta una tela di organza ricamato con diverse tecniche apprese alla Lesage con un disegno che interpreta il testo della canzone &#8220;<a href="https://www.youtube.com/watch?v=fck6UbkMGzA">Per uno come me</a>&#8221; dei Negramaro. Il tema del concorso infatti è la migrazione, intesa sopratutto come apertura al differente nel rispetto della dignità umana. Tema attuale e coraggioso di questi tempi, nonché profetico al tempo in cui il concorso è stato concepito.</p>
<p>Il ricamo che ho realizzato ve lo illustrerò e descriverò in un post dedicato, per ora ci tengo almeno a mostrarvi il manufatto che in questa domenica vince su tutti: un capolavoro di tecniche di ricamo e merletto di Mariagrazia Giacomini. Non aggiungo niente e ve lo lascio semplicemente contemplare.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1352 size-full" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_113315331.jpg" alt="" width="4568" height="3045" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_113315331.jpg 4568w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_113315331-300x200.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_113315331-768x512.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_113315331-1024x683.jpg 1024w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_113315331-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 4568px) 100vw, 4568px" /><span style="font-size: 14px;">Il manufatto vincitore del concorso &#8220;il filo della speranza&#8221; eseguito da Mariagrazia Giacomini</span></p>
<p>Educo poi occhi e mani con ai lavori artistici di <a href="https://www.ilariamargutti.com">Ilaria Margutti</a> nell&#8217;ambito di una mostra dal titolo &#8220;Fioritura estrema&#8221;, che trovo semplicemente meravigliosi. Dal 2007 l&#8217;artista ha introdotto il ricamo nella sua ricerca e nelle sue opere interpretando intimamente il significato del &#8220;filo&#8221;, raccontando nelle sue opere la sua &#8220;<em>forza invisibile, silenziosa e imperturbabile che non ha mai avuto voce nei linguaggi artistici definiti dalla storia dell&#8217;arte, eppure dietro questo infinito elemento si nasconde la narrazione delle nostre origini</em>&#8221; (I. Margutti). Le opere rappresentano volti di donne che l&#8217;artista ha incontrato e che le hanno raccontato la loro storia, le loro ferite e le loro speranze. Sono <strong>opere a tecniche miste</strong> dove ricamo a macchina, ricamo a mano e pittura si compenetrano perfettamente.</p>
<div id="attachment_1353" style="width: 2557px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1353" class="wp-image-1353 size-full" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_142825658.jpg" alt="" width="2547" height="1698" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_142825658.jpg 2547w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_142825658-300x200.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_142825658-768x512.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_142825658-1024x683.jpg 1024w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_142825658-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 2547px) 100vw, 2547px" /><p id="caption-attachment-1353" class="wp-caption-text">Dettaglio di un&#8217;opera di Ilaria Margutti nell&#8217;ambito della mostra &#8220;Fioritura estrema&#8221;</p></div>
<p>L&#8217;esperienza a Valtopina si conclude con un workshop tenuto da Rosalba Pepi. Potevo non dedicarmi ad un evento formativo in una esperienza del genere? Ovviamente no: per questo già da prima di partire ho prenotato la partecipazione ad una sessione formativa per imparare la <strong>tecnica Hispellum</strong>. Un&#8217;esperienza molto interessante, una tecnica per la quale intravedo potenzialità espressive davvero preziose. Mi cimento nella realizzazione di una fogliolina imparando qualche piccolo segreto ma il tempo a disposizione non è mai abbastanza e non mi consente di terminare l'&#8221;opera&#8221;.</p>
<div id="attachment_1354" style="width: 4098px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1354" class="wp-image-1354 size-full" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_175537157.jpg" alt="" width="4088" height="2725" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_175537157.jpg 4088w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_175537157-300x200.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_175537157-768x512.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_175537157-1024x683.jpg 1024w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_175537157-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 4088px) 100vw, 4088px" /><p id="caption-attachment-1354" class="wp-caption-text">Gli elaborati dei partecipanti al workshop per l&#8217;apprendimento della tecnica Hispellum</p></div>
<p>Alla fine di questo momento ritorno al museo a alla mostra del Padiglione A: guardo gli antichi lavori di Leandra Angelucci Cominaccini e quelli più moderni del gruppo di lavoro che ha prodotto i manufatti delle &#8220;Teorie tessili&#8221; con occhi nuovi e ri-fotografo ogni minimo dettaglio per fissarlo nella mente e nel cuore.</p>
<p>Al termine di tutto, resta una sola grande certezza: tra due anni, al prossimo evento a Valtopina, ci vorrò essere con il mio stand.</p>
<p>L'articolo <a href="https://miriamcozzi.it/la-xviii-edizione-della-mostra-del-ricamo-a-mano-e-del-tessuto-artigianale-di-valtopina/">La XVIII edizione della Mostra del ricamo a mano e del tessuto artigianale di Valtopina</a> proviene da <a href="https://miriamcozzi.it">Miriam Cozzi</a>.</p>
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		<title>Ancora sul crochet: approfondimento tecnico sullo strumento</title>
		<link>https://miriamcozzi.it/ancora-sul-crochet-approfondimento-tecnico-sullo-strumento/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[miriam]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Aug 2018 15:40:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Materiali e attrezzature]]></category>
		<category><![CDATA[crochet]]></category>
		<category><![CDATA[crochet de Luneville]]></category>
		<category><![CDATA[esercizi di lentezza]]></category>
		<category><![CDATA[esperienza]]></category>
		<category><![CDATA[patrimonio culturale]]></category>
		<category><![CDATA[tecniche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come vi accennavo in questo post crochet sta per uncino. “Crochet” è un termine francese, nei paesi anglofoni viene chiamato “hook” e in Italia “uncinetto”. Tecnicamente è uno strumento che funziona in maniera molto simile in tutte le culture ma da un punto di vista più squisitamente…  “strutturale”, possiamo distinguerne diverse tipologie. Ve li elenco e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://miriamcozzi.it/ancora-sul-crochet-approfondimento-tecnico-sullo-strumento/">Ancora sul crochet: approfondimento tecnico sullo strumento</a> proviene da <a href="https://miriamcozzi.it">Miriam Cozzi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1196" style="width: 958px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1196" class="wp-image-1196 size-full" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/08/Schermata-2018-08-04-alle-08.35.59.jpg" alt="" width="948" height="632" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/08/Schermata-2018-08-04-alle-08.35.59.jpg 948w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/08/Schermata-2018-08-04-alle-08.35.59-300x200.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/08/Schermata-2018-08-04-alle-08.35.59-768x512.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/08/Schermata-2018-08-04-alle-08.35.59-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 948px) 100vw, 948px" /><p id="caption-attachment-1196" class="wp-caption-text">http://www.buckscountymuseum.org</p></div>
<p>Come vi accennavo in <a href="https://miriamcozzi.it/cosa-si-intende-per-ricamo-a-crochet-teoria-terminologia-e-derivazioni/">questo post </a><i>crochet</i> sta per uncino. “<i>Crochet”</i> è un termine francese, nei paesi anglofoni viene chiamato “<i>hook</i>” e in Italia “uncinetto”. Tecnicamente è uno strumento che funziona in maniera molto simile in tutte le culture ma da un punto di vista più squisitamente…  “strutturale”, possiamo distinguerne diverse tipologie. Ve li elenco e poi provo a descriverli uno ad uno:</p>
<ul>
<li>crochet de Luneville</li>
<li>uncinetto</li>
<li>aari</li>
<li>kantan</li>
</ul>
<h4>Crochet de Luneville</h4>
<div id="attachment_1148" style="width: 574px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1148" class="wp-image-1148 size-full" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/07/luneville-1.jpg" alt="" width="564" height="423" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/07/luneville-1.jpg 564w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/07/luneville-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 564px) 100vw, 564px" /><p id="caption-attachment-1148" class="wp-caption-text">credits: https://www.pinterest.it/pin/55591376626169282/</p></div>
<p>Si comincia ad utilizzarlo per il ricamo in Francia nella prima metà dell’ 800 proprio a Luneville, città della Lorena dedicata alla produzione di ricami ad alti livelli. Pare tuttavia che questo strumento abbia origini più antiche in Oriente, con molta probabilità in Cina o in India.</p>
<p>Il <em>crochet de Luneville</em> è costituito da un manico in legno, anatomico e, nelle forme più preziose, intarsiato quasi da assomigliare ad una piccola opera d’arte. Ad una estremità una testa in metallo permette l’inserimento di una punta uncinata, l’uncino vero e proprio, chiamato “<em>aguille</em>” (!) &#8211; ago, tanto per aggiungere complicazione.</p>
<p>L’ago è in acciaio di diverse dimensioni che variano da 70 (la più fine) a 120 (la più grossolana). Non conosco l’unità di misura di questo numero: esprime una grandezza, sicuramente, ma non so altro. Sulla testa in metallo una vite permette, stringendo, di fissare la posizione dell’ago che deve essere orientato in linea con la vite stessa.</p>
<p>Ci sono due taglie di manico: una per le punte 70-90 e una per le punte 100-120. In fase di acquisto accertatevi che con <i>crochet</i> non si intenda il solo manico. Per i vostri primi esercizi procuratevi una punta da 80 che può essere considerata un vero e proprio <i>passe-partout:</i> <i>Lesage docet</i>.</p>
<p>In linea generale la dimensione della punta deve essere coerente con la densità della trama del tessuto che si utilizza: punte medio-fini per tessuti leggeri e, soprattutto, più delicati; punta media per tessuti pesanti; punta grossolana per tessuti a trama larga; punta finissima e quasi tagliente per tessuti tipo pellami.</p>
<p>Io ho imparato ad utilizzarlo proprio a <i>Luneville</i> con il solo filato e l’anno seguente ho studiato le tecniche di applicazione dei materiali all’<a href="http://www.ecolelesage.fr/#lecole">Ecole Lesage</a> di Parigi (sotto la categoria “reportages” potete trovare tutti i post dedicati a questo intenso periodo di formazione francese).</p>
<p>Aggiungo una piccola nota metodologica: quando si esegue il punto catenella con il solo filato si lavora sul dritto del lavoro perché l’asola, ben visibile, conferisce volume al punto. Quando invece si applicano perline o paillettes (che devono essere rigorosamente infilate sul filato) si lavora sul rovescio così che l’asola, restando sul rovescio, non tolga luce al materiale.</p>
<p>Oggi il <em>crochet de Luneville</em> viene utilizzato in Francia, in Inghilterra e in alcuni paesi di cultura araba dove si sta imponendo la tradizione dell’alta moda francese, come il Libano. In Canada, Australia e negli Stati Uniti i “puristi” lavorano con questo tipo di <i>crochet</i>.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<h4>Uncinetto</h4>
<div id="attachment_1150" style="width: 519px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1150" class="wp-image-1150" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/07/uncinetto.jpg" alt="" width="509" height="509" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/07/uncinetto.jpg 1000w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/07/uncinetto-800x800.jpg 800w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/07/uncinetto-300x300.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/07/uncinetto-768x768.jpg 768w" sizes="(max-width: 509px) 100vw, 509px" /><p id="caption-attachment-1150" class="wp-caption-text">credits: http://ikickshins.net/stainless-steel-crochet-hooks/</p></div>
<p>Per “uncinetto” si deve intendere quello classico che conosciamo tutti: nelle modalità di utilizzo è esattamente uguale al <i>crochet de Luneville</i>. Funzionano le stesse raccomandazioni e i medesimi accorgimenti.</p>
<p>In questo caso si parla di “punta” e non di ago perché è un tutt&#8217;uno manico. L’uncinetto è un tutt’uno tra manico e punta e, a differenza del <i>aari</i>, non cambia nemmeno il materiale: è tutto in acciaio.</p>
<p>La titolazione delle punte segue una numerazione specifica: per i ricami ho visto utilizzare le punte 0,5 o 0,6; le più fini ritrovabili sul mercato. Come per il crochet de Luneville, la dimensione della punta è funzione della pesantezza e della densità del tessuto da ricamare.</p>
<p>Credo si utilizzi solo in Italia e solo nei ricami per la moda. Oltre che per la realizzazione di merletti, certo. Io ho imparato ad utilizzarlo alla scuola di ricamo di <a href="http://www.scuoladiricamopinograsso.it">Pino Grasso</a> a Milano come vi ho raccontato <a href="https://miriamcozzi.it/il-corso-di-ricamo-alta-moda-alla-scuola-di-ricamo-pino-grasso-a-milano/">qui</a> a suo tempo. Mi è stato insegnato che per agevolare l’utilizzo e ottimizzare la comodità dell’impugnatura si può eseguire nell’area di presa una imbottitura ad hoc.</p>
<h4>Aari</h4>
<div id="attachment_1149" style="width: 574px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1149" class="wp-image-1149 size-full" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/07/ea854601948291b9ed7a7ead854e3172.jpg" alt="" width="564" height="423" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/07/ea854601948291b9ed7a7ead854e3172.jpg 564w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/07/ea854601948291b9ed7a7ead854e3172-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 564px) 100vw, 564px" /><p id="caption-attachment-1149" class="wp-caption-text">credits: https://www.pinterest.it/pin/407364728788526762/</p></div>
<p>E’ l’uncinetto indiano, utilizzato in prevalenza per le tecniche del ricamo <em>Zardosì</em>.</p>
<p>E’ costituito da un manico in legno e da un uncino in ferro, anche in questo caso chiamato “ago”, fissato al manico e non estraibile. Non sono disponibili misure di ago a grossezza differenti e non ci sono taglie dell’uncino da utilizzare con filati differenti.</p>
<p>Esistono tuttavia due tipi di ago: uno più corto e uno più lungo. Quello corto viene utilizzato quando si ricama solo con il filato. Si lavora sul dritto del lavoro e la gestualità mi appare identica a quella del <i>crochet de Luneville</i>.</p>
<p>Quando si utilizzano applicazioni si usa l’ago più lungo. Le perline, le paillettes o i cristalli vengono infilati in questo ago, non sul filo. Lavorando sempre sul dritto del lavoro, ad ogni punto l’anulare della mano che sostiene l’uncino fa scivolare sul tessuto, uno ad uno le perline, le paillettes o i cristalli e il punto catenella li “fissa”.</p>
<p>Per restare incantati vi invito a guardare un qualsiasi video su YouTube che mostra la realizzazione di un ricamo Zardosì. La velocità e la destrezza degli artigiani ricamatori indiani vi lascerà senza fiato. Potrete osservare anche che i ricamatori in India sono tutti uomini. L’arte del ricamo è infatti considerata “nobile” e quindi tradizionalmente realizzata da maschi; alle donne è riservato il ricamo casalingo, un po&#8217; come avveniva in Europa nel Rinascimento.</p>
<p>Io non ho mai usato il <em>a</em><i>ari </i>ma immagino di essere in grado di utilizzarlo solo per il ricamo con i filati. La gestualità per l’applicazione dei materiali è troppo diversa da quella alla quale mi sono abituata e richiede sicuramente una manualità da educare.</p>
<p>So che lo utilizzano in India e l’ho visto utilizzare anche in un atelier di suzani in Uzbekistan su un tessuto di cotone teso su un telaio fatto di tondini di ferro (!) non lontano da Bukhara. Bellissimi ricordi … Se potessi fare un periodo di studio delle tecniche di<span class="Apple-converted-space">  </span>ricamo suzani dell’Uzbekistan mi piacerebbe ripartire da lì. Non ho nessuna idea di come si ricami in Iran ma forse in maniera non del tutto dissimile: questa è una dimensione tutta da esplorare che mi interessa moltissimo…<span class="Apple-converted-space"> Se avete notizie, idee o suggerimenti sono sicuramente ben accolti.</span></p>
<h4>Kantan</h4>
<div id="attachment_1151" style="width: 513px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1151" class="wp-image-1151" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/07/kantan.jpg" alt="" width="503" height="503" /><p id="caption-attachment-1151" class="wp-caption-text">credits: https://www.brooklyncraftcompany.com/products/kantan-needle</p></div>
<p>Di questo uncinetto non so dirvi praticamente niente di interessante, praticamente non lo conosco e non lo so usare. Visivamente è molto simile al <em>aari</em> nella struttura con l’aggiunta di un “gancio” sull’ago che agevola la cattura del filo sotto il lavoro quando si aggancia per la catenella riducendo la possibilità di &#8220;perdere il filo&#8221; soprattutto nelle fasi iniziali dell&#8217;apprendimento.</p>
<p>Credo venga utilizzato in prevalenza negli Stati Uniti, in Canada e in Australia.</p>
<p>Credo che anche in questo caso non ci siano differenze nelle dimensioni dell’ago pertanto, essendo piuttosto grossolano, non può essere utilizzato su tessuti leggeri e delicati. Ma sono sicura che qualcuno di voi ne sa molto di più, pertanto attendo consigli su come approfondire le informazioni a riguardo.</p>
<h4>Pertanto &#8230;</h4>
<p>Per mia esperienza diretta e per i ricami che realizzo il <i>crochet de Luneville</i> è sicuramente lo strumento più coerente e versatile.</p>
<p>Imparare ad utilizzarlo bene per me significa imparare la “resa” di vari tipi di filati e di vari tipi di materiali tra i quali pellami, tessuti sovrapposti, perline in vetro, in plastica o legno di vari diametri e tagli, paillettes di vari diametri e tagli, etc. Quello che ho imparato fino ad oggi ve lo trasmetterò nei <strong><a href="https://miriamcozzi.it/imparare-a-ricamare-le-proposte-in-broderie-dart-per-il-prossimo-autunno/">corsi</a></strong> che sto organizzando e che vi proporrò in autunno.</p>
<p>I materiali sono davvero infinti, usare bene un <em>crochet</em> significa saper adattare le caratteristiche dello stesso alle caratteristiche dei materiali garantendo precisione, ordine, versatilità e non da ultimo … velocità.</p>
<p>Ma resta il fatto che percorrere quest’arte per me significa esplorarne anche la componente antropologica e culturale. Quindi sono ben predisposta a cimentarmi in sperimentazioni e contaminazioni di tutti i tipi. Vi ho già detto, vero, che vorrei tornare in Uzbekistan per imparare ad utilizzare il <em>aari</em>?</p>
<p>L'articolo <a href="https://miriamcozzi.it/ancora-sul-crochet-approfondimento-tecnico-sullo-strumento/">Ancora sul crochet: approfondimento tecnico sullo strumento</a> proviene da <a href="https://miriamcozzi.it">Miriam Cozzi</a>.</p>
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		<title>Imparare a ricamare: le proposte in Broderie d&#8217;Art per il prossimo autunno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[miriam]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Jul 2018 05:42:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Impara con me]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[artigiani]]></category>
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		<category><![CDATA[corso]]></category>
		<category><![CDATA[crochet de Luneville]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo nel mezzo dell’estate e i pensieri e i progetti che mi hanno abitato in questi ultimi mesi stanno assumendo forma e prospettiva. I pensieri si dispiegano sul blog e i progetti delineano nuovi piani di azione, impegni e &#8230; ricami. E’ ora che vi racconti del progetto formativo in Broderie d’Art che ho in mente [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://miriamcozzi.it/imparare-a-ricamare-le-proposte-in-broderie-dart-per-il-prossimo-autunno/">Imparare a ricamare: le proposte in Broderie d&#8217;Art per il prossimo autunno</a> proviene da <a href="https://miriamcozzi.it">Miriam Cozzi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1136" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/07/20180628_102642-2.jpg" alt="" width="1820" height="1213" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/07/20180628_102642-2.jpg 1820w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/07/20180628_102642-2-300x200.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/07/20180628_102642-2-768x512.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/07/20180628_102642-2-1024x682.jpg 1024w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/07/20180628_102642-2-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1820px) 100vw, 1820px" /></p>
<h5>Siamo nel mezzo dell’estate e<span class="Apple-converted-space"> </span>i pensieri e i progetti che mi hanno abitato in questi ultimi mesi stanno assumendo forma e prospettiva. I pensieri si dispiegano sul blog e i progetti delineano nuovi piani di azione, impegni e &#8230; ricami.</h5>
<p>E’ ora che vi racconti del <strong>progetto formativo</strong> in <i>Broderie d’Art </i>che ho in mente e che sarà disponibile per voi dall’autunno. Se pensate che imparare queste tecniche possa essere per voi, sto per raccontarvi ciò che potremo realizzare insieme.</p>
<p>Questo progetto formativo in <i>Broderie d’Art </i>è pensato sia per chi ha voglia di giocare, sia per chi ha il desiderio di fare sul serio.</p>
<h4> Per chi ha voglia di giocare</h4>
<p>Giocare è prezioso, togliamo ogni dubbio o accezione negativa a questo fatto.</p>
<p>Giocare da adulti significa riacciuffare l’ispirazione e l’istinto creativo di quando eravamo bambini usando però le mani e l’intelligenza di oggi per dargli forma. Significa anche scoprire nuove abilità, esplorare materiali inaspettati e fuori dal comune, violare la pigrizia e sfidare la pazienza col sorriso, la voglia di fare e di condividere. Significa sperimentare il &#8220;qui e ora&#8221;.</p>
<p>A Milano, con cadenza settimanale potrete:</p>
<ul>
<li>giocare con un <strong>ago e un filo</strong> colorato con un corso appositamente pensato per chi non ha mai tenuto un ago in mano. Ve ne avevo già parlato un pochino in questo <a href="https://miriamcozzi.it/corso-di-ricamo-libero-ad-ago-la-mia-prima-proposta/">post;</a></li>
<li>giocare con perline e paillettes con un corso per imparare a usare un altezzoso quanto meraviglioso uncinetto francese chiamato “<strong>c<i>rochet de Luneville</i></strong>”.</li>
</ul>
<p>Ci saranno poi <strong><em>workshop</em></strong> organizzati sul week-end per imparare le potenzialità del “<i>crochet de Luneville</i>”, divertendoci insieme con preziose perline di vetro colorato e fili metallici. A Milano o dovunque lo desideriate: se mi date una mano ad organizzare i <em>workshop</em> dalle vostre parti vi posso tranquillamente raggiungere.</p>
<h4>Per chi ha desiderio di fare sul serio</h4>
<p>Fare sul serio è altrettanto prezioso.</p>
<p>Perché significa aver ascoltato il proprio desiderio e, con coraggio, sperimentarsi, mettersi alla prova lasciandosi incantare dall’inaspettato. Seguire il proprio desiderio significa diventare sempre di più sé stessi, scoprirsi sé stessi.</p>
<p>Si può fare sul serio anche con un filo di seta, una perlina, una paillettes, un nastro, un filo dorato affidando alle mani il compito di far nascere bellezza dal nostro talento e dalla nostra cura. Ci renderemo conto che si può fare del “<i>kitsch</i>&#8221; il nostro “<i>chic</i>” (cit.) o scoprire che è la delicatezza di certi colori e certi materiali a consentirci di esprimerci al meglio.</p>
<p>E lo faremo seriamente: ci saranno <strong>corsi a complessità crescente</strong> che partiranno però dal presupposto che sappiate già destreggiarvi con ago e <i>crochet de Luneville</i>. Per ora ho previsto <strong>cinque livelli</strong> ma non escludo affatto che in futuro questo percorso possa essere integrato: anche io sono costantemente in formazione e man mano che apprendo e mi rafforzo in quanto imparato sarò felice di trasmetterlo anche a voi.</p>
<p>Ogni livello integrerà <strong>tecniche via via più complesse</strong>. Si apprenderà come applicare la maggior parte dei materiali oggi utilizzati nella <i>Broderie d’Art</i> esplorandone le potenzialità espressive e le difficoltà oggettive. Ho &#8220;scovato&#8221; tantissimi materiali interessanti: perline di diverso taglio e dimensioni, paillettes e filati metallici di primissima qualità, sete preziosissime e delicate, tinte a mano per garantire effetti strepitosi di luce e colore&#8230; L&#8217;elenco potrebbe essere infinto.</p>
<p>Se farete sul serio, il vostro percorso sarà calibrato solo su di voi.</p>
<p>Diventerete quindi autonomi e capaci di liberare la vostra creatività nel campo che più vi interessa: i vostri abiti, i piccoli oggetti di cui vi circondate, i gioielli di tutti i giorni o quelli speciali, gli elementi del vostro nido … Se avete un piglio 2.0 potrete anche re-inventarvi la vostra professione o inventarne una nuova, chi lo sa.</p>
<p>Le potenzialità sono davvero infinite e io, semplicemente, sarò felice di restituirvi tutto quello che fino ad ora i miei maestri mi hanno insegnato.</p>
<h4>Per cui…</h4>
<p>Restate sintonizzati al blog perché man mano che i corsi sono pronti ve li proporrò descrivendoli in dettaglio in nuovi post. Tenete d’occhio anche i social per qualche eventuale informazione o foto aggiuntiva. Da fine settembre anche il sito sarà aggiornato e potrete trovare quindi tutte le informazioni per decidere. Da settembre, finalmente, partirà anche la newsletter.</p>
<p>A presto!</p>
<p>L'articolo <a href="https://miriamcozzi.it/imparare-a-ricamare-le-proposte-in-broderie-dart-per-il-prossimo-autunno/">Imparare a ricamare: le proposte in Broderie d&#8217;Art per il prossimo autunno</a> proviene da <a href="https://miriamcozzi.it">Miriam Cozzi</a>.</p>
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