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	<title>Reportages Archivi &#183; Miriam Cozzi</title>
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	<description>Atelier di Broderie d’Art</description>
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	<title>Reportages Archivi &#183; Miriam Cozzi</title>
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		<title>LenzuoliSOSpesi: il ricamo come occasione di &#8220;presa di coscienza&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[miriam]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2020 11:41:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vi racconto di una performance collettiva svoltasi lo scorso novembre, dove il ricamo ha assunto un significato davvero speciale. In questi giorni nei quali si ha la possibilità di dar ampio spazio alla riflessione vi voglio raccontare di una esperienza che ho vissuto lo scorso novembre nella mia città. In occasione della giornata mondiale per [&#8230;]</p>
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<figure class="wp-block-image"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="575" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/02/IMG_20191125_181117-1024x575.jpg" alt="" class="wp-image-1859" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/02/IMG_20191125_181117-1024x575.jpg 1024w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/02/IMG_20191125_181117-300x169.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/02/IMG_20191125_181117-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h4 class="wp-block-heading">Vi racconto di una performance collettiva svoltasi lo scorso novembre, dove il ricamo ha assunto un significato davvero speciale.</h4>



<p>In questi giorni nei quali si ha la possibilità di dar ampio spazio alla riflessione vi voglio raccontare di una esperienza che ho vissuto lo scorso novembre nella mia città.</p>



<p>In occasione della giornata mondiale per l&#8217;eliminazione della violenza contro le donne ho partecipato a un&#8217;iniziativa speciale pensata per ricordare all&#8217;opinione pubblica l&#8217;esistenza di una questione tanto drammatica quanto inaccettabile: <strong>la violenza di genere</strong>.</p>



<p>Per tutta la settimana dal 25 al 30 novembre è stata organizzata una performance collettiva intitolata: <em><strong>Lenzuolo SOSpeso&nbsp;</strong></em><strong>un filo rosso per non dimenticare,&nbsp;un filo verde per un futuro senza violenza</strong>.</p>



<p>Tale performance è stata di natura itinerante: sono state coinvolte diverse sedi dell&#8217;Umanitaria (Milano, Roma, Napoli, Alghero, Carbonia, Cagliari) con lo scopo di sensibilizzare in <strong>modalità partecipativa</strong> il pubblico all&#8217;attuale dramma della violenza di genere. Questa iniziativa è stata ideata dall&#8217;artista <strong>Silvia Capiluppi</strong>.</p>



<p>L&#8217;artista ha invitato il pubblico a partecipare all&#8217;iniziativa&nbsp;<strong>&#8220;ricamando&#8221; </strong>con<strong> un filo rosso </strong>il nome di una donna vittima&nbsp;di violenza. Per tutta la settimana, in piena libertà, chiunque ha potuto aderire all&#8217;iniziativa, ricamando un nome, ricordando una vita. Il nome ricamato di una donna, quindi, rappresenta la volontà di mantenere indelebile il ricordo della sua storia. </p>



<p><strong>Il ricamo è &#8220;esercizio di lentezza&#8221; </strong>come sovente amo ricordare. Ricamare è quindi anche una occasione per rallentare e per dare ascolto alle emozioni che ci abitano quando sentiamo parlare di violenza di genere. E&#8217; occasione per capire come trasformarle in riflessione più profonda e in impegno ad agire. Ciascuno per la sua parte e secondo le sue possibilità.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" width="1024" height="683" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/02/IMG_20191125_173959-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-1850" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/02/IMG_20191125_173959-1024x683.jpg 1024w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/02/IMG_20191125_173959-300x200.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/02/IMG_20191125_173959-768x512.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/02/IMG_20191125_173959-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Io <strong>ho ricamato il nome &#8220;Libera&#8221;</strong>. In verità non è il nome di una donna che ho incontrato e di cui conosco la storia. Libera è il nome simbolico che ho voluto dare alle migliaia di donne che ho incontrato e che, per la loro storia culturale, sono vittime di violenza più o meno consapevole. </p>



<p>Con il mio lavoro ne ho incontrate tante. Di pochissime di loro ho conosciuto il nome ma poco importa. Ho passato alcuni anni della mia vita incontrando donne alle quali venivano negati i più fondamentali diritti. Donne che potevano guardare il mondo solo attraverso la rete del loro burqua. Loro stesse ricamavano questa rete come un vezzo, ma dubito ne fossero davvero fiere&#8230; Per me, di ciascuna, il loro nome era <strong>&#8220;Libera&#8221;</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" width="1024" height="768" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/02/04230043-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-1856" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/02/04230043-1024x768.jpg 1024w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/02/04230043-300x225.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/02/04230043-768x576.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/02/04230043.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>donne afghane (Maymaneh, autunno 2002, foto del mio amico teo)</figcaption></figure>



<p>Cosa ne sarà dei lenzuolisospesi ricamati? Ancora non lo so ma intanto l&#8217;iniziativa dilaga: lo scorso febbraio al Consiglio comunale di Milano si è ricamato il  <a href="https://milano.repubblica.it/cronaca/2020/02/13/foto/violenza_sulle_donne_lenzuoli_sospesi_palazzo_marino_milano_assessori_consiglieri-248526511/1/#1">68esimo lenzuolo</a> e altri sicuramente ne verranno. Seguiamo l&#8217;artista <a href="https://www.facebook.com/silvia.capiluppi">Silvia Capiluppi </a>e il sito dell&#8217;iniziativa <a href="http://www.lenzuolisospesi.com">www.lenzuolisospesi.com</a>. </p>



<p>Tutto qui: niente di più semplice. Fermarsi a pensare per poterci chiedere in quale modo e in quale forma ciascuno di noi può fare che sia diverso.</p>



<p>Perché un pensiero di oggi costruisce un&#8217;azione di domani. Aspettando il prossimo lenzuolosospeso&#8230;</p>
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		<title>Gli eventi del ricamo: Manidoro 2019</title>
		<link>https://miriamcozzi.it/gli-eventi-del-ricamo-manidoro-2019/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[miriam]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Apr 2019 18:09:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Reportages]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Manidoro Fiera del Ricamo è per molte ricamatrici e appassionate uno degli eventi imperdibili di ogni anno. Anche quest&#8217;anno, la quinta edizione di Manidoro si svolgerà al Palacongressi di Bellaria Igea Marina (RN) nelle date di venerdì 5, sabato 6 e domenica 7 aprile 2019. Il tema di questa edizione è il Medioevo. Scopo di questa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-1739 aligncenter" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2019/04/Schermata-2019-04-02-alle-19.33.04.jpg" alt="" width="599" height="598" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2019/04/Schermata-2019-04-02-alle-19.33.04.jpg 599w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2019/04/Schermata-2019-04-02-alle-19.33.04-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 599px) 100vw, 599px" /></p>
<h5>Manidoro Fiera del Ricamo è per molte ricamatrici e appassionate uno degli eventi imperdibili di ogni anno.</h5>
<p>Anche quest&#8217;anno, la quinta edizione di Manidoro si svolgerà al <strong>Palacongressi di Bellaria Igea Marina</strong> (RN) nelle date di <strong>venerdì 5, sabato 6 e domenica 7 aprile 2019. </strong>Il tema di questa edizione è il <strong>Medioevo.</strong></p>
<p>Scopo di questa fiera è, come nell&#8217;intenzione delle fondatrici, di preservare e diffondere l’arte antica, e allo stesso tempo attuale, del ricamo. Per questo è atteso chiunque abbia desiderio di scoprire questo mondo, la sua straordinaria varietà e i molteplici talenti che abbiamo in Italia. Avremo la possibilità di gettare uno sguardo profondissimo e accurato sulla realtà del ricamo italiano sia che si tratti di recupero delle antiche tradizioni sia dello sviluppo di nuove tecniche e applicazioni.</p>
<p>Ci sarà anche la possibilità di acquistare materiali innovativi, originali o particolarmente pregiati.</p>
<p>Gli <a href="http://manidorofiera.it/espositori/">espositori</a> sono numerosissimi: associazioni, ricamatrici e ricamatori, scuole di ricamo, commercianti di prodotti di settore, editoria&#8230; anche dall&#8217;estero! Date un&#8217;occhiata alla pagina dedicata per farvi un&#8217;idea.</p>
<p>Numerose sono anche le possibilità di osservare i ricamatori al lavoro nel corso delle loro dimostrazioni. Anche io farò dimostrazioni al crochet de Luneville. Non proporrò workshop perché la tecnica richiede concentrazione, silenzio e &#8230; tempo e io sono da sola e non potrei lasciare lo stand per garantirvi tutto questo. Però sarò felice di darvi tutte le informazioni che vi sono necessarie per organizzare corsi di iniziazione e formazione dove desiderate in futuro. Parliamone!</p>
<p>Sarà però possibile seguire diversi <a href="http://manidorofiera.it/workshop/">workshop</a> per un piccolo &#8220;assaggio&#8221; di altre tecniche:  non dimenticate che a questo evento partecipano moltissime &#8220;maestre di filo&#8221;, che significa di comprovata bravura a livello nazionale. Non perdete l&#8217;occasione di conoscerle e di programmare la vostra formazione e/o il vostro perfezionamento.</p>
<p>Per tutte le informazioni pratiche necessarie all&#8217;organizzazione della vostra visita vi rimando alla <a href="http://manidorofiera.it/visitatori">pagina</a> specifica del sito.</p>
<p>E allora, semplicemente, vi aspetto!</p>
<p>A presto.</p>
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		<title>Gli eventi del ricamo: HomoFaber 2018</title>
		<link>https://miriamcozzi.it/gli-eventi-del-ricamo-homofaber-2018/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[miriam]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Sep 2018 17:03:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Reportages]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Homo Faber è il primo grande evento culturale dedicato ai mestieri d’arte in Europa. Il suo obiettivo è dare rilievo mondiale all’eccellenza artigiana, promuovendo la conoscenza e la visibilità dei maestri d’arte. Mentre mi recavo a Venezia in treno per partecipare all&#8217;evento Homo Faber 2018, giusto ieri, mi è venuto alla mente un pensiero fugace [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1474" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/e894280e84.jpg" alt="" width="1263" height="896" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/e894280e84.jpg 1263w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/e894280e84-300x213.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/e894280e84-768x545.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/e894280e84-1024x726.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1263px) 100vw, 1263px" /></p>
<h5>Homo Faber è il primo grande evento culturale dedicato ai mestieri d’arte in Europa. Il suo obiettivo è dare rilievo mondiale all’eccellenza artigiana, promuovendo la conoscenza e la visibilità dei maestri d’arte.</h5>
<p>Mentre mi recavo a Venezia in treno per partecipare all&#8217;evento Homo Faber 2018, giusto ieri, mi è venuto alla mente un pensiero fugace e improvviso: ma che senso ha che racconti solamente delle esperienze che vivo senza condividere l&#8217;esistenza di questi eventi prima che si concludano?</p>
<p>In effetti per raccontare le emozioni e l&#8217;intensità dell&#8217;esperienza di ieri mi ci vorrà qualche giorno per sedimentare, qualche altro giorno per mettere insieme il materiale e ancora qualche altro giorno per scrivere e poi correggere, togliere le parole non necessarie e ancora correggere. Quindi, cari appassionati ricamatori, per non aspettare così tanto tempo vi invito a leggere questo post, a raccogliere tutte le informazioni possibili e ad andare a Venezia prima di domenica.</p>
<p>Utilizzerò innanzi tutto le parole del comunicato stampa che la Michelangelo Foundation for Creativity and Craftsmanship ha emesso per la presentazione dell&#8217;evento: <em>&#8220;Homo Faber è il primo grande evento culturale dedicato ai mestieri d’arte in Europa. Il suo obiettivo è dare rilievo mondiale all’eccellenza artigiana, promuovendo la conoscenza e la visibilità dei maestri d’arte&#8221;.</em></p>
<p>Mi ostino a chiamarla &#8220;<a href="https://www.homofaberevent.com/it"><strong>evento</strong></a>&#8221;  perché, oltre all&#8217;esposizione di un&#8217;ampia selezione di materiali e discipline tra i più rappresentativi dell’eccellenza artigiana a livello europeo, ci sono anche dibattiti culturali, dimostrazioni, convegni e la possibilità di vedere da vicino i maestri artigiani all&#8217;opera. Tutto questo nei palazzi della <a href="http://www.cini.it"><strong>Fondazione Giorgio Cini</strong></a>, noto polo culturale internazionale con sede a San Giorgio Maggiore a Venezia, dal 14 al 30 settembre, cioè fino a domenica.</p>
<p>Promotrice dell&#8217;evento è la <strong><a href="https://www.michelangelofoundation.org/the-foundation/">Michelangelo Foundation for Creativity and Craftsmanship, </a></strong>organizzazione internazionale senza fine di lucro con sede a Ginevra, in Svizzera. La sua missione è quella di valorizzare e preservare i mestieri d’arte, rinforzandone i legami con il mondo del design. <span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Questo evento è pensato proprio per essere un’esperienza coinvolgente: i visitatori si intrattengono con gli artigiani all&#8217;opera, come se entrassero nelle loro botteghe e l&#8217;immersione in questa realtà potrà essere un&#8217;esperienza tangibile. La parte espositiva vera e propria è suddivisa in diversi spazi a temi differenti.</p>
<p>Potevano mancare i ricamatori? Ovviamente no: sono nello spazio espositivo <strong>Scoprire e &#8230; Riscoprire </strong> dedicata alle rare tecniche di alto artigianato.</p>
<p>E&#8217; presente la <strong><a href="http://www.lesage-paris.com">Maison Lesage</a></strong>, alla quale ho fatto riferimento infinite volte parlando della mia formazione parigina, con uno stand che racconta la &#8220;bottega&#8221; del ricamatore mediante un grande telaio di un paio di metri dove le ricamatrici della maison coinvolgono i visitatori nel ricamare la pianta della città di Venezia secondo un design liberamente tratto da una mappa settecentesca e &#8230; dalla fantasia dei ricamatori.</p>
<p>Al piano superiore dello stesso padiglione c&#8217;è una esposizione coerente, mirata ed efficace che racconta l&#8217;evoluzione sperimentativa delle tecniche di ricamo nella moda fatta negli atelier della Maison Lesage negli anni. Pura bellezza. Pura arte.</p>
<p>Sempre in materia di ricamo è presente anche uno stand dei ricami su lino delle ricamatrici di Madeira. Pur proponendo una tradizione estremamente classica, sono esposti anche una gonna e un corpino di un abito da sposa nell&#8217;atto del montaggio su manichino di una bellezza rara, davvero.</p>
<p>Nel padiglione <strong>Best of Europe</strong> si sono susseguiti moltissimi artigiani che non sono rimasti per tutto il tempo dell&#8217;evento. Hanno avuto la disponibilità di due o tre giorni di dimostrare la loro arte e tra questi mi sono persa, perché ormai avevano già lasciato Venezia, <a href="http://pinograsso-ricami.com">Pino Grasso</a> (specializzato in ricami alta moda a Milano) e <a href="http://www.broderieor.com">Sylvie Deschamps</a> (dell&#8217;Atelier Begonia d&#8217;Or, ricamo in oro di tradizione francese). Mi è dispiaciuto davvero tanto&#8230;</p>
<p>Aggiungo solo qualche nota tecnica. Se siete appassionati come me di un&#8217;arte in particolare vi servirà più di un giorno per vedere l&#8217;esposizione nel suo insieme che si sviluppa in più di 4000 metri quadri: un giorno lo dedicherete solo agli eventi che ruotano attorno alla vostra passione, per tutto il resto ci vuole altro tempo.</p>
<p>Personalmente ho passato quasi tutta la giornata a ricamare la mappa di Venezia, ascoltando cuore e voci, commenti dei visitatori e suggerimenti delle ricamatrici, muovendomi in assoluta lentezza tra fili, perle e telai. Un giusto tempo l&#8217;ho dedicato allo studio dei ricami della mostra della Maison Lesage, è vero. Impossibile mancarla.</p>
<p>Non ho avuto tempo per altro. Ma io sono un po&#8217; strana e al limite un po&#8217; &#8230; &#8220;fissata&#8221;. Ma se potete: andateci! In Italia l&#8217;artigianato artistico si &#8220;espone&#8221; così di rado&#8230;</p>
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		<title>La XVIII edizione della Mostra del ricamo a mano e del tessuto artigianale di Valtopina</title>
		<link>https://miriamcozzi.it/la-xviii-edizione-della-mostra-del-ricamo-a-mano-e-del-tessuto-artigianale-di-valtopina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[miriam]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Sep 2018 05:09:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Valtopina: un evento biennale imperdibile per i ricamatori. Un festival concepito come un connubio di creatività, cultura e tecnica: ingredienti imprescindibili per un lavoro artigianale di qualità in prospettiva 2.0. Ho deciso di partecipare alla XVIII edizione della Mostra del ricamo a mano e del tessuto artigianale di Valtopina per non smettere mai di imparare. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://miriamcozzi.it/la-xviii-edizione-della-mostra-del-ricamo-a-mano-e-del-tessuto-artigianale-di-valtopina/">La XVIII edizione della Mostra del ricamo a mano e del tessuto artigianale di Valtopina</a> proviene da <a href="https://miriamcozzi.it">Miriam Cozzi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1356" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180831_112741345.jpg" alt="" width="3939" height="2626" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180831_112741345.jpg 3939w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180831_112741345-300x200.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180831_112741345-768x512.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180831_112741345-1024x683.jpg 1024w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180831_112741345-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 3939px) 100vw, 3939px" /></p>
<h5>Valtopina: un evento biennale imperdibile per i ricamatori. Un festival concepito come un connubio di creatività, cultura e tecnica: ingredienti imprescindibili per un lavoro artigianale di qualità in prospettiva 2.0.</h5>
<p>Ho deciso di partecipare alla XVIII edizione della <strong>Mostra del ricamo a mano e del tessuto artigianale</strong> di Valtopina per non smettere mai di imparare. Torno con l&#8217;insegnamento più prezioso che ho ricevuto negli ultimi tempi: il lavoro artigianale non può prescindere da creatività, tecnica e cultura. Tutti e tre questi elementi devono coesistere nel quotidiano di ogni artigiano, declinati secondo talento, sensibilità e personalità del singolo. Ma andiamo con ordine e partiamo dall&#8217;inizio.</p>
<h5>L’approdo</h5>
<p><div id="attachment_1346" style="width: 4618px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1346" class="wp-image-1346 size-full" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180830_163407559.jpg" alt="" width="4608" height="3072" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180830_163407559.jpg 4608w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180830_163407559-300x200.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180830_163407559-768x512.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180830_163407559-1024x683.jpg 1024w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180830_163407559-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 4608px) 100vw, 4608px" /><p id="caption-attachment-1346" class="wp-caption-text">Veduta della parete del monte di Pale e dell&#8217;eremo di Santa Maria Giacobbe (Foligno, PG)</p></div></p>
<p>Anche questa volta scelgo di accondiscendere alla mia naturale tendenza intimista: di giorno lavoro, studio e mi relaziono,<span class="Apple-converted-space"> </span>la sera torno da me e faccio tesoro a mio modo di quello che ho sperimentato. Per questo per la sera serve un luogo solitario e di pace e lo trovo al <em><a href="https://www.airbnb.it/rooms/23969184">Rifugio dell’angoletto de Pale</a></em> di Martina e Carlo.</p>
<p>Arrivo di giovedì e cammino lentamente sui rilievi nell’intorno, mi riposo all’<a href="http://www.iluoghidelsilenzio.it/eremo-di-santa-maria-giacobbe-pale-di-foligno/">Eremo di Santa Maria Giacobbe</a> e rinfresco i piedi nell’acqua gelida delle <a href="http://www.iluoghidelsilenzio.it/cascate-del-menotre-e-parco-dellaltolina-pale/">cascate del Menotre</a>. A sera, distrutta ma in pace, mi addormento ancora prima dell’ora di cena.</p>
<p>Valtopina è a 15 minuti di macchina da Pale, una distanza e un tempo perfetti per entrare nella giusta dimensione interiore e per inondarsi del verde argentato degli uliveti umbri.</p>
<h5>La creatività</h5>
<p>Il venerdì è una giornata interamente dedicata al <strong>cuore</strong>, muscolo fondamentale alla <strong>creatività</strong> e al suo nutrimento costante.</p>
<p>Arrivo, mi oriento e mi organizzo con la mappa alla mano. La mia anima geografica mi porta ad amare moltissimo le manifestazioni “diffuse“, i festival dove ogni attività si svolge in un luogo diverso consentendo a chi vi partecipa di sperimentare un&#8217;atmosfera itinerante, nomade; metafora ideale sulla necessità di muoversi per cercare le cose che contano. Valtopina è organizzata così: in questo settore la manifestazione &#8220;diffusa&#8221; ha un non so che di perfetto.</p>
<p>Comincio dal Museo del Ricamo e del Tessile. Questo <strong>museo</strong> custodisce una raccolta permanente, costituita da splendidi manufatti che descrivono principalmente la tradizione del ricamo umbro, e una raccolta di opere concepita per l&#8217;occasione dal titolo &#8220;<em>Textile Idea: intrecci tessili</em>&#8220;<em>. </em>Il tema fondamentale della mostra è l&#8217;arazzo ricamato e il punto di partenza di questa ricerca è la &#8220;Composizione neobizantina&#8221;.</p>
<p><div id="attachment_1347" style="width: 4618px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1347" class="wp-image-1347 size-full" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180831_114610148.jpg" alt="" width="4608" height="3072" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180831_114610148.jpg 4608w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180831_114610148-300x200.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180831_114610148-768x512.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180831_114610148-1024x683.jpg 1024w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180831_114610148-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 4608px) 100vw, 4608px" /><p id="caption-attachment-1347" class="wp-caption-text">&#8220;Composizione neobizantina&#8221;, particolare dell&#8217;arazzo eseguito da Leandra Angelucci Cominaccini</p></div></p>
<p>La &#8220;Composizione neobizantina&#8221; è un arazzo eseguito nella prima metà del &#8216;900 da Leandra Angelucci Cominaccini, artista futurista di Foligno. La particolarità di questo manufatto, e della maggior parte delle opere esposte, è quella di essere realizzato con la tecnica <em>Hispellum</em>, brevettata dall&#8217;artista proprio in quegli anni.</p>
<p>Mi sposto al Padiglione A del Palasport dedicato alle esposizioni dei ricamatori di oggi. Prima di accedere all&#8217;area dedicata agli stand vi è una <strong>mostra</strong> dal titolo &#8220;Teorie tessili&#8221; curata da Rosalba Pepi. In questa mostra sono presentati arazzi e complementi d&#8217;arredo realizzati secondo una rivisitazione in chiave attuale della tecnica <em>Hispellum</em>.</p>
<p>La tecnica è in apparenza semplice: si tratta di produrre rotolini di tessuto e di fissarli su una tela di appoggio con un punto posato doppio seguendo la traccia di un disegno precedentemente concepito. Nonostante il &#8220;taglio&#8221; grossolano, questa tecnica riesce a rappresentare magnificamente infinite tipologie di immagini giocando certo sull&#8217;originalità dell&#8217;immagine stessa, ma anche sui diversi effetti ottenuti dal tipo di stoffa utilizzata per i rotolini e sul gusto estetico degli accostamenti cromatici nell&#8217;interpretazione del disegno di base.</p>
<p><div id="attachment_1355" style="width: 4618px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1355" class="wp-image-1355 size-full" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_182349305.jpg" alt="" width="4608" height="3072" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_182349305.jpg 4608w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_182349305-300x200.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_182349305-768x512.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_182349305-1024x683.jpg 1024w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_182349305-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 4608px) 100vw, 4608px" /><p id="caption-attachment-1355" class="wp-caption-text">Interpretazione contemporanea della tecnica Hispellum proposta nell&#8217;ambito della mostra &#8220;Teorie tessili&#8221;</p></div></p>
<p>Poi entro nel padiglione degli <strong>stand dei ricamatori</strong>: osservo la creatività degli altri e lascio libero spazio alle emozioni. Guardo le proposte e imparo dal modo degli altri di raccontarsi e regalare le proprie opere allo sguardo dei curiosi e degli appassionati. Mi domando incessantemente: &#8220;come la loro creatività stimola e alimenta la mia?&#8221; Osservando, immagino e sogno come sarà il mio stand quando anche io parteciperò a queste fiere, dall&#8217;anno prossimo secondo i miei progetti. Mi chiedo che cosa sarà necessario esporre, che cosa attirerà l’attenzione e di chi, quale sarà l&#8217;ordine necessario&#8230;</p>
<p>Non mi dilungo sulla descrizione degli stand che osservo (nemmeno quelli del Padiglione B dedicato alle proposte commerciali) perché il repertorio è troppo vasto per fornire una descrizione coerente. Mi permetto tuttavia di citare due stand che mi hanno appassionato particolarmente.</p>
<p>Il primo è quello di <a href="https://www.facebook.com/profile.php?id=100011204581259">Ildico Dornbach</a> che propone filati e piccole quantità di tessuti tinti con tinture naturali. I filati sono meravigliosi e già li conoscevo, ma in questo ambito ne ho approfittato per qualche acquisto consapevole e per scambiare due chiacchiere con questa simpatica artigiana. Mi racconta che sta per andare in pensione ma che sta passando il testimone a Anika Egeling di <a href="https://www.facebook.com/profile.php?id=100011695973657">Krakelei</a>. Fate un giro sui loro siti: vale la pena provare i loro filati, meravigliosi al tatto e alla vista.</p>
<p><div id="attachment_1348" style="width: 3164px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1348" class="wp-image-1348 size-full" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180831_153533217.jpg" alt="" width="3154" height="2103" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180831_153533217.jpg 3154w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180831_153533217-300x200.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180831_153533217-768x512.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180831_153533217-1024x683.jpg 1024w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180831_153533217-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 3154px) 100vw, 3154px" /><p id="caption-attachment-1348" class="wp-caption-text">Lo stand di Ildico Dornbach di tintura naturale</p></div></p>
<p>Spendo anche due parole per un altro stand che per varie ragioni mi ha fatto estremo piacere trovare, quello della onlus <a href="http://www.cooperaction.eu">Cooperaction</a>. Il responsabile, Alessio, mi racconta in dettaglio le caratteristiche del progetto &#8220;Fazzoletti di Pace&#8221; e mi coinvolge intimamente perché riguarda donne e bambini afghani. Voi l&#8217;avrete intuito che l&#8217;Afghanistan è il mio luogo del cuore e ritrovarne un pezzetto a Valtopina è stata un&#8217;emozione fortissima. Vi dico in sintesi due parole sul progetto: i bambini di un orfanotrofio di Kabul hanno realizzato dei disegni a rappresentare i loro pensieri, le loro storie, i loro sogni e alcune donne della associazione OPAWC li hanno ricamati su fazzoletti di tela. La guerra è l&#8217;elemento preponderante nell&#8217;animo dei bambini ma in ogni punto ricamato da ogni donna c&#8217;è, silenziosa, la rivendicazione della propria libertà di esprimersi, lavorare, guadagnarsi da vivere in autonomia e secondo le proprie capacità.</p>
<p>Quanta vita e quante attese in quei piccoli e semplici fazzoletti&#8230;</p>
<p><div id="attachment_1349" style="width: 3631px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1349" class="wp-image-1349 size-full" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180831_154714990.jpg" alt="" width="3621" height="2414" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180831_154714990.jpg 3621w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180831_154714990-300x200.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180831_154714990-768x512.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180831_154714990-1024x683.jpg 1024w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180831_154714990-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 3621px) 100vw, 3621px" /><p id="caption-attachment-1349" class="wp-caption-text">Lo stand di Cooperaction con i ricami eseguiti dalle donne afghane di Kabul (e Alessio)</p></div></p>
<h5>La cultura</h5>
<p>Oggi, sabato, la giornata è interamente dedicata alla <strong>testa, </strong>a ciò che la nutre e la rende attiva, feconda e brillante: la <strong>cultura</strong>. Ma come si fa cultura in un ambito dall&#8217;accezione così &#8220;manuale&#8221; come il ricamo? Studiando e ricercando connessioni tra i saperi che strutturano o sfiorano l&#8217;attività del &#8220;ricamare&#8221;, del realizzare un manufatto ricamato.</p>
<p>E sulla ricerca di connessioni tra i saperi si imposta la <strong>conferenza</strong> di studio &#8220;Discorsi tessili&#8221; e anche in questo caso il punto di partenza è l&#8217;arazzo &#8220;Composizione neobizantina&#8221; di Leandra Angelucci Cominaccini. Si propongono tre interventi interessantissimi di altrettante autorevoli studiose.</p>
<p><div id="attachment_1350" style="width: 4365px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1350" class="wp-image-1350 size-full" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180901_114846477.jpg" alt="" width="4355" height="2903" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180901_114846477.jpg 4355w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180901_114846477-300x200.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180901_114846477-768x512.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180901_114846477-1024x683.jpg 1024w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180901_114846477-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 4355px) 100vw, 4355px" /><p id="caption-attachment-1350" class="wp-caption-text">Le relatrici alla conferenza &#8220;Riflessioni sul tessile&#8221;; da sinistra sedute al tavolo: Benazzi, David, Cecconelli.</p></div></p>
<p>In sintesi:</p>
<ul>
<li>la Dott.ssa <a href="http://www.festivaldelmedioevo.it/portal/protagonisti/benazzi-giordana/">Giordana Benazzi</a>, storica dell&#8217;arte, contestualizza storicamente e artisticamente l’opera, fornendo anche notizie preziose sull&#8217;affresco che ha ispirato il manufatto, con significativi riferimenti al contesto storico e culturale del periodo di realizzazione dell&#8217;affresco stesso. Mi interessano moltissimo le simbologie sottese alle figure animalesche rappresentate,  importante occasione di ripassare nozioni di storia dell&#8217;arte del medioevo e collegare frammenti di emozioni provati qua e là di fronte alle opere del tardo medioevo che tanto mi affascinano.</li>
<li>la Dott.ssa <a href="https://www.linkedin.com/in/emanuela-cecconelli-a9385174/?originalSubdomain=it">Emanuela Cecconelli</a>, avendo curato la catalogazione dei documenti dell&#8217;archivio di Leandra Angelucci Cominaccini presso la biblioteca di Foligno, ci introduce nella conoscenza dell&#8217;artista stessa, della sua storia, della sua personalità e della sua arte. Ne emerge una figura di donna e di artista all&#8217;avanguardia per il suo tempo con una spiccata predilezione per l&#8217;indipendenza e l&#8217;intraprendenza, doti che mi stanno particolarmente a cuore.</li>
<li>la Dott.ssa Valeria David della &#8220;<a href="http://www.lacongrega.net">Congrega</a>&#8221; di Ancona, artigiana e studiosa, ci racconta cosa significa realizzare arazzi oggi e ci invita a riflettere sul significato del manufatto tessile come forma espressiva di un linguaggio simbolico ancora profondamente attuale.</li>
</ul>
<p>Questo convegno è, oltre che estremamente interessante, anche particolarmente istruttivo, grazie all&#8217;abilità delle relatrici nell&#8217;interconnettere le loro conoscenze e nel fornirci spunti di riflessione sull&#8217;importanza del manufatto tessile come veicolo di simboli e significati.</p>
<p>Nel pomeriggio mi dedico interamente all&#8217;<strong>arteterapia</strong>, partecipando a tre laboratori nell&#8217;ambito del <a href="http://www.mostravaltopina.it/senza-categoria/il-gomitolo-della-vita-2/">Gomitolo della Vita. </a>Sono tre incontri con tema centrale &#8220;il filo&#8221;, nei quali arte terapia, tessile e narrazione si sono profondamente intrecciati. Il tema del filo propone metafore interessantissime sui quali intraprendere percorsi di riflessione e ricerca su miti e valenze simboliche.</p>
<p>Si parla di trame di memoria, di mito della donna ragno, di fiabe e di libertà di esprimere la propria imperfezione, di manifestazione della propria autenticità. Si preparano manufatti d&#8217;istinto giocando con filati, stoffe, bottoni e perline di ogni colore e misura: prometto di approfondire il racconto con maggiori dettagli in un prossimo post. Vivo un&#8217;esperienza intensissima e molto arricchente anche perché guidata dalla bravissima Tiziana Luciani, psicoterapeuta, formatrice e docente in arteterapia.</p>
<p><div id="attachment_1351" style="width: 4504px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1351" class="wp-image-1351 size-full" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180901_170247010.jpg" alt="" width="4494" height="2996" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180901_170247010.jpg 4494w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180901_170247010-300x200.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180901_170247010-768x512.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180901_170247010-1024x683.jpg 1024w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180901_170247010-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 4494px) 100vw, 4494px" /><p id="caption-attachment-1351" class="wp-caption-text">Gli elaborati dei partecipanti ai laboratori di arteterapia tessile &#8220;Il gomitolo della vita&#8221;</p></div></p>
<h5>La tecnica</h5>
<p><span class="Apple-converted-space">La domenica è il giorno delle <strong>mani</strong>, delle loro capacità e della loro assertività alla <strong>tecnica</strong>. </span></p>
<p>Mi regalo questi giorni con l’idea di cominciare a presentarmi al mondo e con l’intento di vincere almeno un pochino la mia naturale tendenza all’introversione che tanto amo ma che tanto mi limita, talvolta. Per questo ho raccontato la <strong><em>Broderie d&#8217;Art</em></strong>, una tecnica notoriamente poco presente in eventi come questi, partecipando in prima persona al XVII <a href="http://www.mostravaltopina.it/concorso-2018/">Concorso “Ricamare l&#8217;Umbria”</a>, “<em>Il</em><em> filo della speranza</em>”.</p>
<p>Ho preparato un ricamo che viene esposto in una delle sale del Padiglione A. Si tratta una tela di organza ricamato con diverse tecniche apprese alla Lesage con un disegno che interpreta il testo della canzone &#8220;<a href="https://www.youtube.com/watch?v=fck6UbkMGzA">Per uno come me</a>&#8221; dei Negramaro. Il tema del concorso infatti è la migrazione, intesa sopratutto come apertura al differente nel rispetto della dignità umana. Tema attuale e coraggioso di questi tempi, nonché profetico al tempo in cui il concorso è stato concepito.</p>
<p>Il ricamo che ho realizzato ve lo illustrerò e descriverò in un post dedicato, per ora ci tengo almeno a mostrarvi il manufatto che in questa domenica vince su tutti: un capolavoro di tecniche di ricamo e merletto di Mariagrazia Giacomini. Non aggiungo niente e ve lo lascio semplicemente contemplare.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1352 size-full" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_113315331.jpg" alt="" width="4568" height="3045" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_113315331.jpg 4568w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_113315331-300x200.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_113315331-768x512.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_113315331-1024x683.jpg 1024w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_113315331-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 4568px) 100vw, 4568px" /><span style="font-size: 14px;">Il manufatto vincitore del concorso &#8220;il filo della speranza&#8221; eseguito da Mariagrazia Giacomini</span></p>
<p>Educo poi occhi e mani con ai lavori artistici di <a href="https://www.ilariamargutti.com">Ilaria Margutti</a> nell&#8217;ambito di una mostra dal titolo &#8220;Fioritura estrema&#8221;, che trovo semplicemente meravigliosi. Dal 2007 l&#8217;artista ha introdotto il ricamo nella sua ricerca e nelle sue opere interpretando intimamente il significato del &#8220;filo&#8221;, raccontando nelle sue opere la sua &#8220;<em>forza invisibile, silenziosa e imperturbabile che non ha mai avuto voce nei linguaggi artistici definiti dalla storia dell&#8217;arte, eppure dietro questo infinito elemento si nasconde la narrazione delle nostre origini</em>&#8221; (I. Margutti). Le opere rappresentano volti di donne che l&#8217;artista ha incontrato e che le hanno raccontato la loro storia, le loro ferite e le loro speranze. Sono <strong>opere a tecniche miste</strong> dove ricamo a macchina, ricamo a mano e pittura si compenetrano perfettamente.</p>
<p><div id="attachment_1353" style="width: 2557px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1353" class="wp-image-1353 size-full" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_142825658.jpg" alt="" width="2547" height="1698" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_142825658.jpg 2547w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_142825658-300x200.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_142825658-768x512.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_142825658-1024x683.jpg 1024w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_142825658-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 2547px) 100vw, 2547px" /><p id="caption-attachment-1353" class="wp-caption-text">Dettaglio di un&#8217;opera di Ilaria Margutti nell&#8217;ambito della mostra &#8220;Fioritura estrema&#8221;</p></div></p>
<p>L&#8217;esperienza a Valtopina si conclude con un workshop tenuto da Rosalba Pepi. Potevo non dedicarmi ad un evento formativo in una esperienza del genere? Ovviamente no: per questo già da prima di partire ho prenotato la partecipazione ad una sessione formativa per imparare la <strong>tecnica Hispellum</strong>. Un&#8217;esperienza molto interessante, una tecnica per la quale intravedo potenzialità espressive davvero preziose. Mi cimento nella realizzazione di una fogliolina imparando qualche piccolo segreto ma il tempo a disposizione non è mai abbastanza e non mi consente di terminare l'&#8221;opera&#8221;.</p>
<p><div id="attachment_1354" style="width: 4098px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1354" class="wp-image-1354 size-full" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_175537157.jpg" alt="" width="4088" height="2725" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_175537157.jpg 4088w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_175537157-300x200.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_175537157-768x512.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_175537157-1024x683.jpg 1024w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/09/IMG_20180902_175537157-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 4088px) 100vw, 4088px" /><p id="caption-attachment-1354" class="wp-caption-text">Gli elaborati dei partecipanti al workshop per l&#8217;apprendimento della tecnica Hispellum</p></div></p>
<p>Alla fine di questo momento ritorno al museo a alla mostra del Padiglione A: guardo gli antichi lavori di Leandra Angelucci Cominaccini e quelli più moderni del gruppo di lavoro che ha prodotto i manufatti delle &#8220;Teorie tessili&#8221; con occhi nuovi e ri-fotografo ogni minimo dettaglio per fissarlo nella mente e nel cuore.</p>
<p>Al termine di tutto, resta una sola grande certezza: tra due anni, al prossimo evento a Valtopina, ci vorrò essere con il mio stand.</p>
<p>L'articolo <a href="https://miriamcozzi.it/la-xviii-edizione-della-mostra-del-ricamo-a-mano-e-del-tessuto-artigianale-di-valtopina/">La XVIII edizione della Mostra del ricamo a mano e del tessuto artigianale di Valtopina</a> proviene da <a href="https://miriamcozzi.it">Miriam Cozzi</a>.</p>
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		<title>Al Conservatoire de Broderie de Luneville per imparare ad utilizzare il famoso uncinetto da ricamo francese</title>
		<link>https://miriamcozzi.it/al-conservatoire-de-broderie-de-luneville-per-imparare-ad-utilizzare-il-famoso-uncinetto-da-ricamo-francese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[miriam]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 May 2018 07:14:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Reportages]]></category>
		<category><![CDATA[crochet de Luneville]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[tecniche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nonostante mi fossi formata al ricamo per la moda utilizzando l’uncinetto classico restavo affascinata dal mitico “crochet de Luneville”. Così ho imparato ad utilizzarlo proprio a Luneville: quando si tratta di identità e patrimonio culturale i francesi sono davvero imbattibili. Correva l’estate del 2016 e per varie e fosche ragioni, non c’era modo di pensare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://miriamcozzi.it/al-conservatoire-de-broderie-de-luneville-per-imparare-ad-utilizzare-il-famoso-uncinetto-da-ricamo-francese/">Al Conservatoire de Broderie de Luneville per imparare ad utilizzare il famoso uncinetto da ricamo francese</a> proviene da <a href="https://miriamcozzi.it">Miriam Cozzi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_306" style="width: 2459px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-306" class="wp-image-306 size-full" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/02/20160724_172016.jpg" alt="" width="2449" height="1471" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/02/20160724_172016.jpg 2449w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/02/20160724_172016-300x180.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/02/20160724_172016-768x461.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/02/20160724_172016-1024x615.jpg 1024w" sizes="(max-width: 2449px) 100vw, 2449px" /><p id="caption-attachment-306" class="wp-caption-text">Il castello di Luneville</p></div></p>
<h5>Nonostante mi fossi formata al ricamo per la moda utilizzando l’uncinetto classico restavo affascinata dal mitico “crochet de Luneville”. Così ho imparato ad utilizzarlo proprio a Luneville: quando si tratta di identità e patrimonio culturale i francesi sono davvero imbattibili.</h5>
<p>Correva l’estate del 2016 e per varie e fosche ragioni, non c’era modo di pensare alle vacanze. Ero talmente concentrata nel delineare i contorni del mio percorso lavorativo da non sentire l’esigenza di andare a riposare da qualche parte, stavo progettando… Progetto “di massima”, sia chiaro; per passare alla fase successiva di progettazione “esecutiva” sarebbe dovuto trascorrere ancora del tempo … Ma cambiare aria fa sempre bene e in qualche modo era necessario, così ho immaginato di cogliere una formidabile occasione per imparare qualcosa di nuovo.</p>
<p>Nella lista quasi infinita dei corsi che desideravo seguire ce ne era uno che spiccava per urgenza: imparare ad utilizzare il <strong><em>crochet de Luneville</em></strong>  per aggiungere un tassello ulteriore alle mie capacità nella <em>broderie d’art</em>. Avevo infatti seguito nella primavera appena passata il corso di ricamo da <a href="http://www.scuoladiricamopinograsso.it">Pino Grasso</a> a Milano e avevo appreso le fondamentali tecniche di applicazione e posa di materiali come perline, paillettes e cristalli da impiegare prevalentemente nel campo della moda e del costume. In questo corso però l’applicazione del materiale viene insegnata utilizzando un uncinetto classico, secondo una tradizione tipicamente italiana (se ti interessa conoscere di più su questa esperienza ne ho parlato in questo <a href="https://miriamcozzi.it/il-corso-di-ricamo-alta-moda-alla-scuola-di-ricamo-pino-grasso-a-milano/">post</a>).</p>
<p>Ma come imparare ad utilizzare questo mitico <em>crochet de Luneville</em>? A Luneville, ovviamente, e così la ricerca è iniziata. Ma in questo caso è stato davvero facile: come accade da sempre, i francesi sono un bel pezzo avanti nella custodia e nella valorizzazione del loro patrimonio culturale. A Luneville esiste il <strong><a href="http://www.broderie-luneville.com">Conservatoire des Broderies de Luneville</a></strong>, un luogo immaginifico, un castello dove è stata istituita una scuola dal 1999 per tramandare i saperi legati all’utilizzo del famoso uncinetto.</p>
<p><div id="attachment_301" style="width: 1907px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-301" class="wp-image-301 size-full" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/02/20170916_191334.jpg" alt="" width="1897" height="1265" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/02/20170916_191334.jpg 1897w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/02/20170916_191334-300x200.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/02/20170916_191334-768x512.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/02/20170916_191334-1024x683.jpg 1024w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/02/20170916_191334-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1897px) 100vw, 1897px" /><p id="caption-attachment-301" class="wp-caption-text">Uncinetto di Luneville con punta da 80 e da 100</p></div></p>
<p>Per imparare ad utilizzare questo uncinetto bisognava partire dalle origini: la <strong>tecnica classica</strong> viene chiamata <strong><em>Point de Luneville</em></strong> e si realizza con filato di cotone su tulle di cotone per manufatti che danno un’impressione generale di “merletto”, pur non essendolo ovviamente. Sottovoce raccontano di maestria e finezza, precisione ed eleganza indiscusse.</p>
<p>A <a href="http://www.luneville.fr">Luneville</a> ci sono arrivata in circa due ore di treno veloce dalla Gare de l’Est di Parigi, nel primo pomeriggio di domenica. La cittadina e il centro storico, entrambi bellissimi nelle architetture in apparenza decadenti, mi hanno raccontato di un passato non lontano di abbandono, probabilmente a causa della chiusura di diverse industrie, compresa quella delle maioliche per le quali la zona è rinomata. Ma è la presenza del castello in centro che ridona alla cittadina il lustro che merita: fu iniziato all’inizio del 1700 e presenta nella sua parte frontali due ali a coronare un bellissimo cortile e sul retro i giardini del Parc des Bosquests, luoghi meravigliosi di pace e colore, una piccola Versailles…</p>
<p><div id="attachment_302" style="width: 2570px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-302" class="wp-image-302 size-full" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/02/20160727_172149.jpg" alt="" width="2560" height="1536" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/02/20160727_172149.jpg 2560w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/02/20160727_172149-300x180.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/02/20160727_172149-768x461.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/02/20160727_172149-1024x614.jpg 1024w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /><p id="caption-attachment-302" class="wp-caption-text">Veduta sul giardino del castello di Luneville a sera dal Parc des Bosquets</p></div></p>
<p>Un posto perfetto per pensare e … ricamare. I <strong>corsi </strong>sono strutturati e gestiti dall’associazione del <em>Conservatoire</em> e l’insegnante è la gentilissima <strong><a href="https://www.facebook.com/conservatoire.broderies.luneville">Aude Rémi</a> </strong>che prende molto a cuore e seriamente il suo lavoro di maestra e di custode di una tradizione antica e preziosa. E’ originaria proprio di Luneville e si è formata al ricamo da sempre (dovete sapere che in Francia il ricamo è considerato davvero una cosa seria tanto che, essendo riconosciuto come uno sbocco professionale non meno nobile di altri, è stato previsto un percorso di scuola secondaria superiore con tanto di diploma in un mestiere definito “d’arte”).</p>
<p>Qualche informazione pratica irrinunciabile: i corsi sono organizzati quasi tutte le settimane e praticamente si può andare quando lo si desidera. Le classi sono strutturate in maniera tale che Aude non segua più di quattro-cinque persone alla volta, ognuno con il suo percorso formativo specifico a seconda della tecnica scelta e del livello da perseguire. Si può imparare la tecnica classica, la tecnica della <em>broderie perlée</em> e la cosiddetta <em>broderie d’art</em>. Quando ho seguito il corso c’era anche una ragazza che si stava formando alle tecniche base del ricamo in oro.</p>
<p>Il sito del <strong><a href="http://www.broderie-luneville.com">Conservatoire des Broderies de Luneville</a></strong> è molto chiaro e dettagliato, però è in lingua francese… Credo che la formazione si possa tenere anche in inglese ma non ne sono sicura. Ma se posso dire la mia, in fondo, forse, padroneggiare una lingua straniera nella trasmissione di un mestiere manuale non è poi così fondamentale … Il <em>Conservatoire</em>, inoltre, mette a disposizione la possibilità di dormire in una struttura convenzionata in centro, a cinque minuti a piedi dal castello. Servizio del quale io ho usufruito ad un prezzo veramente onesto e democratico, dormendo in una struttura comoda, pulita e custodita da persone gentili e disponibili: basta chiedere direttamente ai referenti dell’associazione durante l’iscrizione. Per questa fase però vi è necessario un po&#8217; di francese.</p>
<p>E così si è compiuta la mia settimana di esperienza solitaria di formazione e silenzio, scandita da passi dolci e regolari, da nuovi ritmi che hanno affinato la mia percezione al sapore della lentezza.</p>
<p>Sveglia al mattino presto, passeggiata in centro storico, colazione con caffè e pain au raisin al bar di fronte al castello, col volto orientato a est e gli occhi illuminati dal sole, tre ore di ricamo lento, pranzo con panino nei giardini del castello, tre ore di ricamo lento, scrittura compensatoria tra i fiori, passeggiata serale e cena. Nessun divertimento o esperienze euforiche particolari, perché il rilassamento solitario alle terme lo considero anch’esso di momento di riflessione e silenzio. Ritmi lenti ai quali mi ero disabituata da qualche anno a causa della mia incapacità a tenere a bada i ritmi incalzanti della città.</p>
<p>Per imparare questa tecnica si apprende il <strong><em>point de Beauvais</em></strong>, un punto catenella eseguito con l’uncinetto anziché con l’ago, su tulle. La tecnica si arricchisce di molti punti compositi, definiti “a giorno”, a seconda delle direzioni realizzazione sui fori del tulle che vanno a formare geometrie differenti. Ma sempre di punto catenella si tratta, per cui l’importante è acquisire una veloce e precisa manualità nell’eseguirlo. Io ho realizzato un piccolo manufatto costituito da un fiore all’interno di una piccola cornice, per imparare la catenella semplice realizzata in varie direzioni, due diversi punti a giorno e il “<em>point riche</em>” che ha lo scopo del nostro punto cordoncino o birello. Il corso viene corredato di una dispensa veramente ben concepita e realizzata che mi permette ancora oggi in un qualsiasi momento di riprendere le informazioni e rinfrescarle nella memoria così come le ho imparate.</p>
<p><div id="attachment_304" style="width: 4010px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-304" class="wp-image-304 size-full" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/02/CHA_8977.jpg" alt="" width="4000" height="2667" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/02/CHA_8977.jpg 4000w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/02/CHA_8977-300x200.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/02/CHA_8977-768x512.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/02/CHA_8977-1024x683.jpg 1024w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/02/CHA_8977-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 4000px) 100vw, 4000px" /><p id="caption-attachment-304" class="wp-caption-text">Manufatto realizzato al corso di Ponit de Luneville (diametro 20 cm circa)</p></div></p>
<p>Ed è così che anime inquiete come la mia si ritemprano, si risollevano e intravedono nuove porte da aprire e curiosità da sbrigliare. Di questa bella settimana ricorderò il tepore delle estati del nord, la luce leggera e generosa del mattino, i colori dei giardini e i silenzi delle acque. Ricorderò il diario quotidiano, le parole ricercate, i pensieri inseguiti e i progetti custoditi. E i desideri che si sono delineati con sempre maggiore forza grazie alla tenacia dell’esercizio quotidiano della tecnica e dell’ascolto del cuore.</p>
<p>Luneville, per tutto questo, è un luogo perfetto. Il <em>point de Lunevill</em>e, per tutto questo, è un esercizio perfetto. Il <em>Conservatoire</em>, per tutto questo, è una scuola perfetta.</p>
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		<title>La fiera del ricamo Manidoro di Bellaria</title>
		<link>https://miriamcozzi.it/la-fiera-del-ricamo-manidoro-di-bellaria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[miriam]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 May 2018 11:53:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Reportages]]></category>
		<category><![CDATA[broderie d'art]]></category>
		<category><![CDATA[evento]]></category>
		<category><![CDATA[fiera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quest’anno tra il 6 e l’8 di aprile si è svolta a Bellaria la fiera del ricamo Manidoro. Per me è stata la prima esperienza in una fiera di settore. Lo scorso venerdì 6 aprile sono stata al Palacongressi di Bellaria (RN) dove ha avuto luogo la fiera del ricamo Manidoro: ci sono restata per tutto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://miriamcozzi.it/la-fiera-del-ricamo-manidoro-di-bellaria/">La fiera del ricamo Manidoro di Bellaria</a> proviene da <a href="https://miriamcozzi.it">Miriam Cozzi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-777" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/04/20180406_153913-1.jpg" alt="" width="1898" height="1265" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/04/20180406_153913-1.jpg 1898w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/04/20180406_153913-1-300x200.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/04/20180406_153913-1-768x512.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/04/20180406_153913-1-1024x682.jpg 1024w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/04/20180406_153913-1-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1898px) 100vw, 1898px" />Quest’anno tra il 6 e l’8 di aprile si è svolta a Bellaria la fiera del ricamo Manidoro. Per me è stata la prima esperienza in una fiera di settore.</h5>
<p>Lo scorso venerdì 6 aprile sono stata al Palacongressi di Bellaria (RN) dove ha avuto luogo la fiera del ricamo <a href="http://manidorofiera.it">Manidoro</a>: ci sono restata per tutto il giorno e ho proprio avuto la sensazione di immergermi a fondo nella cultura del ricamo del nostro paese. La fiera si sviluppava su due piani: al piano terra si trovavano gli <em>stand</em> dei fornitori di materiali, attrezzature e libri, mentre al primo piano lo spazio era completamente riservato agli <em>stand</em> delle ricamatrici, delle associazioni o delle scuole di ricamo.</p>
<p>Con l&#8217;intento e la prospettiva di avere, un giorno, anche io il &#8220;mio&#8221; <em>stand</em>, visitando la fiera ho cercato di:</p>
<ul>
<li>osservare come le ricamatrici si accostano al pubblico, il modo in cui strutturano gli <em>stand</em> e quali offerte propongono;</li>
<li>scoprire se e come la <em>broderie d&#8217;art</em> sia conosciuta e proposta al pubblico;</li>
<li>esplorare le proposte di nuovi materiali.</li>
</ul>
<p>Muovendomi tra gli <em>stand</em> delle ricamatrici, sono stata catturata da quello della mia maestra di ricamo policromo su tulle <a href="http://www.paolamatteucciricamo.com">Paola Matteucci</a> che, con l&#8217;associazione &#8220;le Tullipans&#8221;, proponeva l’<strong>Ars Panicalensis</strong> e le sue evoluzioni. Lo <em>stand</em> era organizzato con uno stile essenziale e pulito, con sobrie varianti di colore su sfondo scuro e con l&#8217;esposizione di pochi meravigliosi manufatti. Ovviamente rivedere Paola è sempre un piacere e, dopo una lunga chiacchierata, ne ho approfittato per imparare qualche nuovo retino di fondo nella tecnica classica dell&#8217;<em>Ars Panicalensis,</em> partecipando al suo <em>workshop</em>.</p>
<p><div id="attachment_851" style="width: 970px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-851" class="wp-image-851 size-full" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/05/29792159_1747205645339970_1209869050104406226_n.jpg" alt="" width="960" height="540" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/05/29792159_1747205645339970_1209869050104406226_n.jpg 960w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/05/29792159_1747205645339970_1209869050104406226_n-300x169.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/05/29792159_1747205645339970_1209869050104406226_n-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><p id="caption-attachment-851" class="wp-caption-text">https://www.facebook.com/photo.php?fbid=1747205645339970&amp;set=pcb.1747205752006626&amp;type=3&amp;theater</p></div></p>
<p>Ho molto apprezzato anche lo <em>stand</em> del ricamo<strong> Bandera</strong> dell&#8217;associazione culturale &#8220;Il Quadrifoglio&#8221; guidata da <a href="http://www.amoilricamo.it/italiano/chi_siamo_it_gise.html">Gisella Tamagno,</a> un ricamo in lane policrome di origini piemontesi del 1600, utilizzato in prevalenza per abbellire manufatti per arredamento. Personalmente adoro maneggiare la lana e conosco la qualità delle lane proposte (<a href="http://www.lainefine-aubusson.com"><em>Laine fine d&#8217;Aubusson</em></a>); per questo, grazie ad  una sapiente selezione di ricami e la presentazione ordinata del campionario delle lane, lo <em>stand </em>appariva<em> s</em>emplicemente bello e armonioso.</p>
<p><div id="attachment_850" style="width: 970px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-850" class="wp-image-850 size-full" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/05/30221423_571462616564981_4681076802846720000_n.jpg" alt="" width="960" height="720" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/05/30221423_571462616564981_4681076802846720000_n.jpg 960w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/05/30221423_571462616564981_4681076802846720000_n-300x225.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/05/30221423_571462616564981_4681076802846720000_n-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><p id="caption-attachment-850" class="wp-caption-text">https://www.facebook.com/gisellatamagno/photos/pcb.571462886564954/571462603231649/?type=3&amp;theater</p></div></p>
<p>Un altro <em>stand</em> che mi è piaciuto moltissimo è stato quello di <a href="http://www.annavigo.it">Anna Maria Vigo,</a> maestra italiana indiscussa di <strong>punto raso</strong> o punto pittura. La delicatezza con la quale i ricami erano esposti mi ha davvero catturato: un&#8217;intera parete dello stand tappezzata di piccoli asciugamani in lino ciascuno con ricamato un fiore differente delle dimensioni di una mano, in una festa cromatica senza pari, un erbario maestoso e un potente messaggio di precisione, pazienza e gusto. Bellissimo: l&#8217;unico stand con molti manufatti a non essere caduto nella trappola dell&#8217;ordine apparente.</p>
<p><div id="attachment_853" style="width: 1623px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-853" class="wp-image-853 size-full" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/05/22791625_10214178775973765_3687763668835537292_o-1.jpg" alt="" width="1613" height="980" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/05/22791625_10214178775973765_3687763668835537292_o-1.jpg 1613w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/05/22791625_10214178775973765_3687763668835537292_o-1-300x182.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/05/22791625_10214178775973765_3687763668835537292_o-1-768x467.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/05/22791625_10214178775973765_3687763668835537292_o-1-1024x622.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1613px) 100vw, 1613px" /><p id="caption-attachment-853" class="wp-caption-text">https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10214178775973765&amp;set=a.10210339494674132.1073741828.1545040425&amp;type=3&amp;theater</p></div></p>
<p>Non solo qualità dei manufatti, ma s<span class="Apple-converted-space">obrietà e armonie cromatiche, ecco il segreto che mi porto a casa.</span></p>
<p>Lo <em>stand</em> di Maria Vittoria Ogliara di Ricamo e Arte era l&#8217;unico a proporre ricami fatti con il <strong><em>crochet de Luneville </em></strong>e può quindi essere considerato il solo ad accostarsi al concetto di <em>broderie d&#8217;art</em> così come lo intendo io. Lo <em>stand</em> proponeva manufatti realizzati utilizzando sia il solo filato, sia applicando perline in vetro e paillettes. L&#8217;attività di Maria Vittoria è rivolta alla formazione, all&#8217;abbellimento di manufatti di sartoria e alla realizzazione di ricami su ordinazione; come lei stessa ha scritto sulla sua pagina Facebook, ha notato un vivace interesse di pubblico proprio nel contesto di Manidoro. E questa è una bella notizia.</p>
<p><div id="attachment_858" style="width: 873px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-858" class="wp-image-858" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/05/29793752_1551131564996897_3990869007188078270_n-2-1.jpg" alt="" width="863" height="575" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/05/29793752_1551131564996897_3990869007188078270_n-2-1.jpg 720w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/05/29793752_1551131564996897_3990869007188078270_n-2-1-300x200.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/05/29793752_1551131564996897_3990869007188078270_n-2-1-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 863px) 100vw, 863px" /><p id="caption-attachment-858" class="wp-caption-text">https://www.facebook.com/ricamoartee/photos/rpp.852428514867209/1551131564996897/?type=3&amp;theater</p></div></p>
<p>Invece, sono rimasta un po&#8217; delusa dall&#8217;offerta dei materiali per il ricamo: pochi fornitori e poche originalità in materia di filati, fatta eccezione solo per lo <em>stand</em> di <a href="http://www.carmeespriu.com">Carme Espriu</a>. Sono stata rapita dalle loro <strong>sete giapponesi</strong>, in tintura naturale, e dai loro filati metallici. Al momento della scrittura di questo post ho provato al <em>crochet de Luneville</em> tutti i filati che ho acquistato: le sete sono meravigliose, resistenti ed estremamente luminose: ad ora sono le migliori sete che mi siano passate tra le mani. Anche metallici sono bellissimi, nei colori e nella lucentezza, purtroppo piuttosto fragili nella tenuta al <em>crochet</em>.</p>
<p>Cosa porto a casa oltre alle bellissime sete? La consapevolezza che per proporsi con il mio lavoro nella <em>broderie</em> <em>d&#8217;art</em> sarà necessaria un seria concentrazione e una grande focalizzazione all&#8217;obiettivo. Per questo motivo, dopo la fiera, mi sono ritirata nella natura per una settimana di silenzio e solitudine, per riflettere, sperimentare ed esplorare. Ho in mente quattro tipi di corsi: mi serve ancora un po&#8217; di tempo per affinare il metodo, selezionare i migliori materiali ed elaborare la precisione delle grafiche. Ho bisogno ancora di un pochino di tempo&#8230;</p>
<p>Intanto, mi preparo ad andare alla 6a edizione di &#8220;Fili Magici&#8221; a Vinovo (TO), dal 25 al 27 maggio, dove parteciperanno ricamatrici e ricamatori soprattutto dal Piemonte, ma anche da Francia ed Inghilterra.</p>
<p>Con l&#8217;eccezione della prima, tutte le fotografie le ho &#8220;rubate&#8221; dai profili Facebook delle ricamatrici citate. Spero non me ne vogliano perché le mie fotografie erano davvero catastrofiche. Grazie!</p>
<p>L'articolo <a href="https://miriamcozzi.it/la-fiera-del-ricamo-manidoro-di-bellaria/">La fiera del ricamo Manidoro di Bellaria</a> proviene da <a href="https://miriamcozzi.it">Miriam Cozzi</a>.</p>
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		<title>Imparare la Broderie d’Art all&#8217;Ecole Lesage di Parigi: le tre settimane per completare il tableau</title>
		<link>https://miriamcozzi.it/imparare-la-broderie-dart-allecole-lesage-di-parigi-le-tre-settimane-per-completare-il-tableau/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[miriam]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 May 2018 12:09:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esplorazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Reportages]]></category>
		<category><![CDATA[broderie d'art]]></category>
		<category><![CDATA[esercizi di bellezza]]></category>
		<category><![CDATA[esercizi di lentezza]]></category>
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		<category><![CDATA[narrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mentre mi accingo a scrivere questo post ho terminato il mio periodo di formazione parigina da più di un mese. E sento già una nostalgia profonda&#8230; Provo a condensare in questo post quanto ho imparato negli ultimi intensi mesi, comprendenti l&#8217;esperienza delle ultime tre settimane trascorse a Parigi, all&#8217;Ecole Lesage, dove ho completato il tableau (vai a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://miriamcozzi.it/imparare-la-broderie-dart-allecole-lesage-di-parigi-le-tre-settimane-per-completare-il-tableau/">Imparare la Broderie d’Art all&#8217;Ecole Lesage di Parigi: le tre settimane per completare il tableau</a> proviene da <a href="https://miriamcozzi.it">Miriam Cozzi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-628" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/03/20180326_095504.jpg" alt="" width="2031" height="1415" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/03/20180326_095504.jpg 2031w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/03/20180326_095504-300x209.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/03/20180326_095504-768x535.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/03/20180326_095504-1024x713.jpg 1024w" sizes="(max-width: 2031px) 100vw, 2031px" /></p>
<h5>Mentre mi accingo a scrivere questo post ho terminato il mio periodo di formazione parigina da più di un mese. E sento già una nostalgia profonda&#8230;</h5>
<p>Provo a condensare in questo post quanto ho imparato negli ultimi intensi mesi, comprendenti l&#8217;esperienza delle ultime tre settimane trascorse a Parigi, all&#8217;<a href="http://www.ecolelesage.fr/#lecole">Ecole Lesage</a>, dove ho completato il <strong><em>tableau </em></strong>(vai a <a href="https://miriamcozzi.it/imparare-la-broderie-dart-allecole-lesage-di-parigi-la-seconda-settimana/">questo post</a> per saperne di più).<strong><em> </em></strong>Osservandolo ora che è terminato, non posso fare a meno di riconoscere ogni singolo elemento posato con <strong>concentrazione</strong> e <strong>precisione</strong>. Un impegno immenso, che mi ha donato una grande soddisfazione finale.</p>
<p>Un po&#8217; come una metafora, ricamare questo disegno <em>kitsch</em> dalla prima all&#8217;ultima settimana mi ha fatto riflettere soprattutto su come il ricamo si &#8220;imposta&#8221; sulla mia vita e ne diviene fulcro creativo, grazie al quale posso generare una sovrapposizione continua di immagini, situazioni, emozioni e desideri. Non importa che i segni siano tracciati con una penna, un pennello o un filo. L&#8217;importante è <strong>tracciare il proprio segno</strong>, scrivere la propria storia, narrarsi. In un modo o nell&#8217;altro, il ricamo è il mio strumento di narrazione.</p>
<p>Ricamando, la mente segue i propri pensieri indisturbata. Ho preso coscienza di quanto mi piacerebbe <strong>insegnare</strong> queste tecniche, immaginandomi che ciascuno possa imparare a porre il proprio telaio in un intimo ed inviolabile angolo di casa, nella propria &#8220;stanza tutta per sé&#8221;, come diceva Virginia Wolf, un luogo dove si determini la possibilità e si viva la libertà di esprimere sé stessi. Ma questa è un&#8217;altra storia e ve la racconterò a tempo debito&#8230;</p>
<p><div id="attachment_626" style="width: 2058px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-626" class="wp-image-626 size-full" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/03/20180316_104729.jpg" alt="" width="2048" height="1536" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/03/20180316_104729.jpg 2048w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/03/20180316_104729-300x225.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/03/20180316_104729-768x576.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/03/20180316_104729-1024x768.jpg 1024w" sizes="(max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /><p id="caption-attachment-626" class="wp-caption-text">Dettaglio del tableau: l&#8217;uccellino in 3D</p></div></p>
<p>E in questo &#8220;pensare&#8221;, le mie mani hanno acquisito abilità e velocità. Le tecniche di ricamo che ho appreso riguardano gli sfondi, i soggetti particolari, le bordure e gli elementi in 3D.</p>
<p>La gestione degli <strong>sfondi</strong> è avvenuta utilizzando tecniche diverse, anche se, di fatto, si è trattato di applicare piccoli elementi come perline e paillettes. Sono stati posati &#8220;in linea&#8221; ed &#8220;<em>en vermicelle</em>&#8220;. In alcuni settori più circoscritti, invece, sono stati utilizzati filati, ricamando ad ago e a <em>crochet</em>, con punti piatti e a catenella, in un ricco esercizio di concatenamento di stili e materiali differenti.</p>
<p>In queste ultime settimane, sono i singoli <strong>soggetti</strong> i protagonisti del lavoro: il piccolo daino, l&#8217;uccellino, i fiori a quattro petali, i rametti, i fiori di paillettes e seta, le greche su <em>bourrage</em>. Ho usato ogni tipo di materiale, incluse pelli, ciniglia e bijou di varie dimensioni, oltre alle classiche perline e paillettes, quasi tutti applicati ad ago. L&#8217;uccellino è stato ricamato interamente con filati e rafia ad ago.</p>
<p><div id="attachment_627" style="width: 2058px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-627" class="wp-image-627 size-full" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/03/20180326_095730.jpg" alt="" width="2048" height="1536" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/03/20180326_095730.jpg 2048w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/03/20180326_095730-300x225.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/03/20180326_095730-768x576.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/03/20180326_095730-1024x768.jpg 1024w" sizes="(max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /><p id="caption-attachment-627" class="wp-caption-text">Sguardo d&#8217;insieme su tutte le tecniche apprese</p></div></p>
<p>Altro elemento importante sono state le <strong>bordure</strong> che mi hanno permesso di esercitare l&#8217;applicazione, sempre ad ago, di differenti passamanerie, nastri metallici e di seta, filati in seta e perline in &#8220;<em>point tiré</em>&#8220;. Ho esercitato anche l&#8217;applicazione di paillettes &#8220;in piedi&#8221;, la tecnica che, in questi cinque mesi di formazione, mi è risultata la più difficile da attuare.</p>
<p>Ho inoltre imparato a preparare <strong>elementi in 3D</strong>, che vengono ricamati all&#8217;esterno del <em>tableau</em>, poi ritagliati e rinforzati con un materiale speciale (un foglio di tessuto-non tessuto collante) e successivamente riapplicati sul <em>tableau</em> stesso. Utilizzando sia il crochet sia l&#8217;ago, ho ricamato foglie, fiori e l&#8217;ala dell&#8217;uccellino. L&#8217;applicazione di questi elementi è avvenuta ad ago, avendo cura di creare la tridimensionalità della forma. Infine, il corso mi ha consentito di realizzare delle rose in seta.</p>
<p>Il lavoro più lungo e che ha richiesto più pazienza è stato il ricamo della <strong>cornice</strong>, costituita da perline, paillettes, filati metallici e ciniglia, posati a crochet e ago. Un infinito esercizio di pazienza e manualità, indispensabile per acquisire la velocità di posa ed, in fondo, la via per l&#8217;essenza del ricamo.</p>
<p><div id="attachment_630" style="width: 1881px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-630" class="wp-image-630 size-full" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/03/20180326_095332.jpg" alt="" width="1871" height="1247" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/03/20180326_095332.jpg 1871w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/03/20180326_095332-300x200.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/03/20180326_095332-768x512.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/03/20180326_095332-1024x682.jpg 1024w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/03/20180326_095332-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1871px) 100vw, 1871px" /><p id="caption-attachment-630" class="wp-caption-text">Prospettiva d&#8217;insieme con dettaglio sulla &#8220;cornice&#8221;</p></div></p>
<p>In tanti mi hanno chiesto se sia valsa la pena investire in questo corso.</p>
<p>Sì, senza indugi, perché è stata, prima di tutto, un&#8217;esperienza di qualità e bellezza in questo tempo dove è difficile si riconosca valore ad un lavoro ben fatto. Circondati dall&#8217;approssimazione, dal &#8220;tanto per fare&#8221; o dal &#8220;tanto va fatto&#8221;, è importante scegliere di fare fatica per costruire il proprio capolavoro. Occorre insegnare alle proprie mani e alla propria testa a &#8220;fare bene&#8221;, perché solo così che ciascuno di noi può raccontare il valore della propria storia.</p>
<p>Su questo <em>tableau</em> ho &#8220;posato&#8221; molto di me. Oltre a perline e filati, oggi, vi ritrovo le mie attese, i miei desideri, le mie paure. Ho seminato molto ma sento che è cominciato il momento del raccolto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://miriamcozzi.it/imparare-la-broderie-dart-allecole-lesage-di-parigi-le-tre-settimane-per-completare-il-tableau/">Imparare la Broderie d’Art all&#8217;Ecole Lesage di Parigi: le tre settimane per completare il tableau</a> proviene da <a href="https://miriamcozzi.it">Miriam Cozzi</a>.</p>
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