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	<title>Libri Archivi &#183; Miriam Cozzi</title>
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	<description>Atelier di Broderie d’Art</description>
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	<title>Libri Archivi &#183; Miriam Cozzi</title>
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		<title>&#8220;I fili della vita &#8211; una storia del mondo attraverso la cruna dell&#8217;ago&#8221; di Claire Hunter</title>
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		<dc:creator><![CDATA[miriam]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Apr 2021 09:17:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[patrimonio culturale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di come questo libro apre la mente e il cuore sul significato vero e possibile dell'arte del ricamo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://miriamcozzi.it/i-fili-della-vita-una-storia-del-mondo-attraverso-la-cruna-dellago-di-claire-hunter/">&#8220;I fili della vita &#8211; una storia del mondo attraverso la cruna dell&#8217;ago&#8221; di Claire Hunter</a> proviene da <a href="https://miriamcozzi.it">Miriam Cozzi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="2048" height="1536" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2021/03/IMG_1203.jpeg" alt="" class="wp-image-2856" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2021/03/IMG_1203.jpeg 2048w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2021/03/IMG_1203-300x225.jpeg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2021/03/IMG_1203-1024x768.jpeg 1024w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2021/03/IMG_1203-768x576.jpeg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2021/03/IMG_1203-1536x1152.jpeg 1536w" sizes="(max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></figure>



<h5 class="wp-block-heading">Ovvero: di come ricamare è fare cultura. Un libro come una vera e propria &#8220;mappa&#8221; per una preziosa riflessione su cosa significa, o può significare, ricamare oggi.</h5>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>&#8220;Poi infili l&#8217;ago da un lato, lo tiri dal rovescio e così via, ritmicamente, fino a realizzare qualcosa che conta, che esprime senso e bellezza, un ricamo che nei suoi fili cattura il tuo spirito&#8221; (Claire Hunter)</p></blockquote>



<p>Questa che avete appena letto è la frase finale del libro di Claire Hunter &#8221; I fili della vita&#8221; e l&#8217;ho inserita come <em>incipit</em> perché,  a mio avviso, riassume pienamente il senso del ricamare. Un senso del quale si va alla ricerca in ogni pagina di questo libro del quale ho per puro caso letto in un post di instagram di <a href="https://www.migadepan.com.ar/hand-embroidery">Miga de Pan</a>, al secolo Adriana Torres (benedetto sia sempre l&#8217;algoritmo misterioso di instagram che me lo ha fatto trovare). Ad ogni modo non mi sarei mai aspettata che questo volume entrasse a pieno titolo nell&#8217;elenco dei miei libri preferiti. Ai miei occhi, infatti, è un piccolo grande capolavoro.</p>



<p><a href="http://www.sewingmatters.co.uk/">Claire Hunter </a>è inglese e si occupa di arte tessile, in particolare di ricamo. In questo racconto, che è memoria oltre che pura narrazione, ho ritrovato una riflessione molto simile a quella che c&#8217;è nella mia testa, che mi ha permesso di delineare una mappa interpretativa delle mie aspettative, delle mie curiosità e dei miei intenti personali e professionali.</p>



<p>Provo a sintetizzarne il contenuto per voi affinché vi assalga il desiderio di leggerlo il prima possibile.</p>



<h5 class="wp-block-heading">Che cos&#8217;è il ricamo?</h5>



<p>Tutta la narrazione sembra nascere dal bisogno di rispondere questa semplice domanda: che cosa è il ricamo? Se è molto di più di un ritmico gesto che collega un filo ad un tessuto, è proprio questo &#8220;di più&#8221; che va investigato e compreso. La scrittrice, attraverso <strong>la narrazione del proprio vissuto e della propria ricerca</strong>, racconta di cosa è stato il ricamo nella storia e di come questa abbia interpellato il proprio agire di artista tessile, facendo lei stessa artefice di una nuova &#8220;storia&#8221;.</p>



<h5 class="wp-block-heading">Il ricamo nella sua dimensione sociale</h5>



<p>Fare ricamo è in qualche modo fare <strong>politica</strong> e la scrittrice ci racconta come.</p>



<p>Una delle fondamentali funzioni che il ricamo ha avuto nella storia è quello di essere strumento di espressione di<strong> potere</strong>, in particolare con gli abiti ricamati appartenenti alle dinastie reali. Come Maria Stuarda, regina di Scozia vissuta nel tardo rinascimento, che utilizzava il ricamo come efficace strumento di propaganda politica in tempi per lei piuttosto difficili.</p>



<p>Ma nella storia il ricamo è stato anche forma di espressione nelle esperienze di <strong>reclusione</strong>: l&#8217;autrice cita la storia di  <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Elizabeth_Fry">Elizabeth Fry</a>, la prima ad introdurre il cucito e il ricamo nelle carceri femminili di inizio &#8216;800.</p>



<p>E&#8217; poi stato espressione di <strong>protesta</strong> con gli stendardi ricamati dalle suffragette di inizio &#8216;900 a quelli dei minatori in sciopero per la chiusura delle miniere  inglesi degli anni &#8217;80. Ma ha anche rappresentato uno strumento fondamentale per permettere il grido dalle pacifiste di Greenham e quello del progetto <a href="https://thepeaceribbon.org/">Ribbon</a> per la commemorazione del 75 anniversario del disastro di Hiroshima e Nagasaki.</p>



<p>Il ricamo è<strong> condivisione</strong> quando si prepara un lavoro a più mani. E&#8217; pratica comunitaria e processo auto-inclusivo. L&#8217;autrice ci racconta della sua personale esperienza in questo campo. Ogni manufatto condiviso è impregnato dello spirito e delle intenzioni di chi vi ha partecipato che, attraverso un&#8217;intenzione collettiva, rafforzano in chi vi partecipa dignità e autostima.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Come poteva cucire in quel prodotto il proprio personale messaggio di protezione, il proprio augurio di una vita felice? Interrogativi come questi racchiudono la sfida che attende le industrie tessili del futuro: come mettere l&#8217;onore in ciò che produrranno. (Claire Hunter)</p></blockquote>



<p>Infine non dimentichiamo che il ricamo è anche occasione di <strong>lavoro</strong>, di occupazione. E&#8217; stato fondamentale per molte donne della società occidentale nell&#8217;800 altrimenti rilegate in maniera esclusiva ad attività domestiche e di accudimento. Lo è ancora oggi in molti paesi in via di sviluppo dove, attraverso programmi di microcredito, viene data l&#8217;opportunità a molte donne di emanciparsi dalle figure maschili di riferimento contribuendo al bilancio familiare o al proprio sostentamento. Non dimentichiamo che ciò è anche occasione di salvaguardia delle tradizioni locali.</p>



<h5 class="wp-block-heading">Il ricamo come geografia</h5>



<p>Fare ricamo è <strong>intessere relazioni</strong>.</p>



<p>Il ricamo aiuta a rafforzare i<strong> legami</strong>, con il nostro passato, la nostra famiglia e la nostra storia. Può essere un manufatto ricamato del corredo della nonna custodito senza motivo apparente nel baule di casa o gli abiti Kanta bengalesi o i boro ricamati a Sashiko del Giappone: il tessuto ricamato evoca emozioni e sentimenti preziosi dei quali spesso non abbiamo alcuna intenzione di separarcene.</p>



<p>C&#8217;è anche uno stretto legame tra ricamo e terra che racconta di un attaccamento al proprio <strong>luogo</strong>. Per custodire questo legame si sono ricamate mappe geografiche per tutto il XVIII e buona parte del XIX secolo nelle scuole femminili frequentate dalle immigrate europee nel nuovo mondo. Mappe ricamate, quindi, come evocazione della conformazione fisica del paesaggio e ricerca del significato delle proprie radici.</p>



<p>Quando il ricamo connette al proprio &#8220;luogo&#8221; si riesce a rendere tangibile la propria <strong>identità</strong>, il proprio senso di appartenenza a un popolo con la sua storia e la sua cultura. Come avviene per il ricamo realizzato dalle donne di Palestina, delle Highlands scozzesi e dell&#8217;Unione Sovietica. Non solo tecnica, quindi, ma ricerca specifica di simboli caratteristici con uno specifico potere evocativo della propria cultura.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Non è solo ciò che si ricama ma anche come lo si ricama a racchiudere un significato (Claire Hunter)</p></blockquote>



<p>Il ricamo può essere anche importante esperienza di <strong>viaggio</strong> come occasione di scambio tra le culture, come per l&#8217;autrice è stata la permanenza tra i Miao, gruppo etnico cinese con una imponente tradizione di ricamo. Viaggiare per incontrare l&#8217;altro, il &#8220;diverso da noi&#8221; può essere occasione di scambiare tecniche e significati culturali di cui si custodirà il ricordo per sempre. Un giorno anche io riuscirò a convincere una agenzia di viaggi solidali a organizzare un viaggio-scambio in questa materia. Ho già tante idee in mente&#8230; Un giorno.</p>



<p>Del ricamo come <strong>arte</strong> è in Europa che se ne è riconosciuta davvero la portata. L&#8217;autrice ci racconta del  filone creativo dell&#8217;<em>Art and Craft</em> in Inghilterra di inizio 900 e di come alcuni artisti si siano  prodigati per  ridare al ricamo il posto che occupava tra le arti figurative. Si ricordano le Glasgow Girls che hanno lavorato affinché il ricamo diventasse materia universitaria nella Glaswow School of Art. E poi il lavoro figurativo di William Morris e l&#8217;istituzione della Royal School of Needlework. Esperienze che in Italia sembrano ancora lontane anni luce a realizzarsi&#8230;</p>



<h5 class="wp-block-heading">Il ricamo nella sua dimensione più intima</h5>



<p>Fare ricamo è un&#8217;<strong>esperienza emotiva</strong>.</p>



<p>Questo aspetto per me importantissimo è stato raccontato con grande intensità. L&#8217;autrice parla di <strong>fragilità</strong>, quando il ricamo è aiuto nella cura della malattia mentale, a partire dai primi esperimenti di cura dei reduci della grande guerra affetti da sindrome post traumatica da stress.</p>



<p>Il ricamo può essere occasione per raccontare la propria esperienza della <strong>perdita</strong> dei propri cari. Succedeva ai tempi di Tutankamon e succede ai nostri tempi. L&#8217;autrice cita il  <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/NAMES_Project_AIDS_Memorial_Quilt">NAMES Project AIDS Memorial Quilt</a> e le <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Arpilleras">arpilleras</a> di plaza de Maio. Sono tutti atti di resistenza al dolore: ricamare consente di rigenerarsi abbandonandosi ai ricordi. Una particolare ed intensissima esperienza di elaborazione del lutto, anche come atto politico.</p>



<p>Ricamare è sperimentare un&#8217;esperienza potente di <strong>protezione</strong> dal divino, dal sacro. In molte culture (India, Tajikistan, Giappone, per citarne alcuni) il manufatto ricamato contiene simboli con precisi strati di significato che richiamano il rapporto, e quindi la distanza, tra la fragile natura umana e la potente natura divina. Il simbolismo nel ricamo può diventare un&#8217;arma di protezione dal sacro potentissima. Quanto ci sarebbe da studiare in antropologia culturale sulle tradizioni di ricamo?</p>



<h5 class="wp-block-heading">Il ricamo è la nostra voce</h5>



<p>Il ricamo per molte generazioni di donne nella storia ha rappresentato un <strong>valore</strong>. Da tempi molto remoti le donne escluse dal mondo delle lettere fanno fanno esperienza della potenzialità espressiva di questa arte figurativa. Nonostante da qualche centinaio di anni sia stata intentata una costante quanto  potente campagna denigratoria sul valore di questa arte cosiddetta &#8220;minore&#8221; realizzata da &#8220;donnette&#8221; o da nobildonne annoiate. Lo sapevate che ai tempi delle botteghe artigiane del tardo Medioevo e del Rinascimento, quando il ricamo serviva soprattutto a rappresentare il potere, i ricamatori erano solo uomini?</p>



<p>Il ricamo è infine <strong>voce</strong> che ci permette di esprimere attraverso i fili ciò che ci costituisce e ci abita. Veicola il senso di ciò che siamo e che vogliamo essere attraverso un racconto fatto di discrezione e silenzio. Ricamare è quindi un moto fuori da sé sia per raccontarsi sia per mettersi in ascolto.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>E&#8217; un modo grafico di trasmettere senso e informazioni he usa il disegno come sintassi, simboli e motivi come lessico, la disposizione degli uni e degli altri come grammatica. Ma non è un monologo, si inserisce in una conversazione, in un dialogo, è una corrispondenza che si realizza a pieno solo quando il messaggio arriva  destinazione e viene letto. (Claire Hunter)</p></blockquote>



<h5 class="wp-block-heading">Perchè leggere questo libro?</h5>



<p>Oltre alla straordinaria ricchezza di nozioni che questo libro mi ha regalato ci sono diversi suggerimenti di riflessione di cui ancora oggi sento l&#8217;eco. Mi sono infatti resa conto di quanto &#8220;altro&#8221; possa essere il ricamo rispetto a quanto a tutt&#8217;oggi rappresenti nel nostro paese. Non parlo &#8220;solo&#8221; di chi ancora considera il ricamo come una questione della nonna, lasciando intendere una immensa ignoranza.</p>



<p>Mi riferisco anche a chi si occupa di ricamo in questo nostro tempo. Sono davvero poche le persone che, dedicandosi a quest&#8217;arte, pensano davvero in grande . Ancora ci si arrabatta nei piccoli cabotaggi di ogni giorno, perdendosi molto spesso in invidie e maldicenze nei confronti del lavoro altrui. Si discute se è più importante la tecnica o l&#8217;estro artistico, se conta di più formarsi seriamente o fare da sé, se il ricamo contemporaneo si deve contrapporre a quello classico, se questo o quel fiore l&#8217;ho disegnato e ricamato prima di altri.</p>



<p>Non si può pensare di fare il ricamatore oggi come lo si faceva ieri ed è fondamentale ripensare a questa professione, lasciando libero sfogo ad idee nuove e alternative. Ma comunque proiettate verso il futuro alla ricerca di rinnovate forme di significato.</p>



<p>Perché, se ricamare è un&#8217;arte, ricamare è fare cultura.</p>



<p>Non ho molte parole da aggiungere e credo che le parole dell&#8217;autrice siano già l&#8217;essenza ultima di ciò che intendo comunicarvi con questo post, con il mio blog, con il mio insegnare e con il mio &#8230; ricamare. Vi auguro di leggerlo, di farlo vostro e di trovare la vostra mappa e il senso del vostro agire, sia che ricamiate per professione sia che lo facciate per qualunque altra ragione.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>[ricamare ndr] E&#8217; un modo di fissare la nostra esistenza sulla stoffa: rappresentare il nostro posto nel mondo, dal voce alla nostra identità, condividere qualcosa di noi con gli altri e lasciare la prova indelebile della nostra esistenza nei punti fermi tracciati dal lavoro delle nostre mani. (Claire Hunter)</p></blockquote>



<p>L&#8217;autrice mi perdonerà se ho riprodotto, senza il suo consenso, alcune suoi frammenti di scritti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://miriamcozzi.it/i-fili-della-vita-una-storia-del-mondo-attraverso-la-cruna-dellago-di-claire-hunter/">&#8220;I fili della vita &#8211; una storia del mondo attraverso la cruna dell&#8217;ago&#8221; di Claire Hunter</a> proviene da <a href="https://miriamcozzi.it">Miriam Cozzi</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La mia prima esperienza di rammendo creativo</title>
		<link>https://miriamcozzi.it/la-mia-prima-esperienza-di-rammendo-creativo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[miriam]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jan 2021 18:16:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esplorazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
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		<category><![CDATA[La Guardarobiera]]></category>
		<category><![CDATA[Ofelia & Antelmo]]></category>
		<category><![CDATA[rammendo]]></category>
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		<category><![CDATA[ricamo libero]]></category>
		<category><![CDATA[Wool Done]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo articolo descrive cosa significa rammendare. Vi parlo di come ho imparato e vi suggerisco percorso possibili, perché il rammendo è anche una forma di ricamo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://miriamcozzi.it/la-mia-prima-esperienza-di-rammendo-creativo/">La mia prima esperienza di rammendo creativo</a> proviene da <a href="https://miriamcozzi.it">Miriam Cozzi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h5 class="wp-block-heading">Rammendare i propri capi di abbigliamento è di tendenza, specialmente se lo si fa in modo creativo. Ma che cos&#8217;è il rammendo creativo? Cosa e come si rammenda? Dove si impara a rammendare?  Qualche suggerimento e un piccolo racconto della mia prima esperienza da autodidatta.</h5>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="2560" height="1920" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/12/IMG_20201227_142813-scaled.jpeg" alt="" class="wp-image-2639" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/12/IMG_20201227_142813-scaled.jpeg 2560w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/12/IMG_20201227_142813-300x225.jpeg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/12/IMG_20201227_142813-1024x768.jpeg 1024w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/12/IMG_20201227_142813-768x576.jpeg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/12/IMG_20201227_142813-1536x1152.jpeg 1536w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/12/IMG_20201227_142813-2048x1536.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></figure>



<p>Durante il primo <em>lock-down</em> sui social si è molto discusso di quanto, soprattutto in tempi di crisi, diventino necessarie e vitali scelte etiche consapevoli per costruire un mondo migliore. Con un vero e proprio processo al <em>fast-fashion</em>, nel dibattito si è spesso affermato quanto sia più che mai necessario modificare le abitudini di acquisto privilegiando un guardaroba costituito da pochi capi ma di alta qualità.</p>



<p>Una scelta in contrapposizione alla consolidata logica de &#8220;l&#8217;usa e getta&#8221; che prevede l&#8217;acquisto di molti capi di scarsa qualità e di basso valore economico, che frequentemente sottendono altissimi costi in termini di aumento del volume dei rifiuti e di mancato rispetto dell&#8217;ambiente e dei diritti dei lavoratori.</p>



<p>Comprare pochi capi di qualità significa quindi scegliere di investire eticamente, economicamente e consapevolmente per qualcosa che ci piace davvero, che ci rappresenta e col quale finiamo per avere un legame quasi affettivo. Così diventa naturale sperare che questi capi durino per sempre. Ma si sa, i manufatti tessili sono comunque effimeri e col tempo si danneggiano, si usurano o si rompono. Ed è in questa logica che diventa definitivamente importante imparare l&#8217;antica arte del rammendo, per dare ai nostri capi più amati l&#8217;occasione di &#8220;durare per sempre&#8221;.</p>



<h5 class="wp-block-heading">Cosa possiamo rammendare</h5>



<p>Rammendare significa sostanzialmente ricostituire la struttura del tessuto originario danneggiato. Quindi, in teoria, è possibile rammendare ogni cosa. E&#8217; però fondamentale avere sempre ben chiaro il nostro obiettivo. </p>



<p>Provo a spiegarmi meglio: il risultato di un rammendo dipende dalla tecnica utilizzata, dal tessuto di partenza e dal materiale che si utilizza per rammendare (filato o tessuto). E&#8217; il perfetto equilibrio tra questi tre fattori tenuti insieme dalle abilità di chi esercita il rammendo a generare un risultato linea con le nostre aspettative.</p>



<p>Quindi dobbiamo sapere bene cosa vogliamo; se il nostro intento è nascondere un buco di tarma nel calzino da sci agiremo con un intento diverso da quello che ci spingerebbe a rammendare un buco di tarma in un blazer di un completo Chanel. A livello estetico devo sapere cosa voglio ottenere per decidere come procedere.</p>



<h5 class="wp-block-heading">Come si rammenda?</h5>



<p>Se dovessi rammendare un completo di Chanel credo che mi rivolgerei ad un professionista. Rammendare è una antica arte artigiana e la prima volta che ne ho sentito parlare è stato leggendo un articolo del Corriere della Sera di qualche anno fa. Raccontava della storia quasi centenaria del laboratorio di <a href="https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/17_marzo_10/dinastia-madame-viviani-66dd637a-0568-11e7-882a-48a6b14b49a6.shtml">Madame Viviani</a> a Milano e della sua arte dei <strong>rammendi invisibili</strong>. Su un certo tipo di abiti di riconosciuto valore (economico, artistico o perché no affettivo), il rammendo si può considerare come un vero e proprio restauro tessile, dove si ricostruisce la struttura del tessuto originario in una forma talmente simile da risultare praticamente invisibile. Per eseguire un lavoro di questo tipo sono necessarie grandi capacità ed esperienza.</p>



<p>Per tutto il resto, invece, mi cimenterei perché le tecniche di rammendo si possono imparare e ottenere un risultato&#8230; davvero creativo! In pratica il rammendo creativo, oltre ovviamente a riparare il capo, semplicemente &#8220;si vede&#8221; ed è proprio questa la sua essenza: conferire al capo rinnovato una sua originalissima unicità.</p>



<h5 class="wp-block-heading">Studiare le tecniche di rammendo creativo</h5>



<p>Se il rammendo creativo, quindi, &#8220;si vede&#8221; si può considerare un ornamento. Per cui occorre capire come fare, con quali materiali e con quali strumenti realizzare quello che, a tutti gli effetti, si può considerare un ricamo . Ma come cominciare?</p>



<p>Da qualche tempo seguo il progetto di <a href="https://www.instagram.com/wool.done/">Giulia Boari</a> che ha aperto un negozio a Bologna per knitters: <a href="https://www.wooldone.com/">Wool Done</a>.  E siccome di ogni sito la prima cosa che guardo è la bibliografia che viene sponsorizzata / venduta, sono incappata in questo <a href="https://www.wooldone.com/magazines/darning-repair-make-mend-di-hikaru-noguchi">libro</a> che è stata per me una rivelazione.  </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="2125" height="2560" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/12/IMG_0769-scaled.jpeg" alt="" class="wp-image-2636" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/12/IMG_0769-scaled.jpeg 2125w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/12/IMG_0769-249x300.jpeg 249w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/12/IMG_0769-850x1024.jpeg 850w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/12/IMG_0769-768x925.jpeg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/12/IMG_0769-1275x1536.jpeg 1275w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/12/IMG_0769-1700x2048.jpeg 1700w" sizes="(max-width: 2125px) 100vw, 2125px" /></figure>



<p>Questo testo è perfetto perché coniuga in modo impeccabile l&#8217;attitudine inglese e la creatività giapponese dell&#8217;autrice in uno stile che personalmente apprezzo molto. Le <strong>tecniche</strong> descritte sono molte, bene spiegate e illustrate mettendo i neofiti in grado di &#8220;scegliere&#8221; tra le tecniche quella più adatta al tipo di tessuto da riparare e all&#8217;effetto finale che si desidera ottenere.</p>



<p>Dopo una iniziale panoramica sul materiale e sulle principali tecniche disponibili, il testo si struttura in capitoli dedicati a diverse tipologie di capi: calze, jeans, camicie, maglioni, vestiti, T-shirt, accessori&#8230; Man mano che si procede, il volume propone tecniche sempre più complesse e vengono inoltre proposti progetti realizzati dall&#8217;autrice ai quali ispirarsi. </p>



<p>Conclude il volume un <strong>campionario di sintesi </strong>che illustra, a opinione dell&#8217;autrice, le migliori combinazioni possibili tra tessuti di partenza, filati da utilizzare e tecniche disponibili. E&#8217; studiando queste pagine che mi sono definitivamente convinta che il rammendo creativo è una forma di ricamo a tutti gli effetti. </p>



<h5 class="wp-block-heading">Proviamo a rammendare&#8230;</h5>



<p>Ho preso uno dei miei capi ai quali sono più affezionata: un <em>poncho</em> in pura lana regalo di mia mamma in un Natale degli anni &#8217;80, un &#8220;tessuto&#8221; a maglia jersey. E&#8217; la coperta di Linus dei miei inverni ed è uno dei capi che mi ha seguito in tutti i miei molteplici traslochi in giro per il mondo. Beh, lo confesso, in Africa non l&#8217;ho portato, ma nonostante questo da diversi anni la lana del mio <em>poncho</em> si è lasciata andare e strappata in diversi punti.</p>



<p>Per il rammendo ho scelto un cotone lanato. Si tratta di un filato piuttosto grossolano, non separabile e molto ritorto, utilizzato in genere per il mezzo punto, di marca <a href="https://www.casacenina.it/fili-e-filati/oltes/oltes-cotone-lanato.html">Oltes</a>, prodotto in Italia e di discreta qualità. Desideravo un contrasto per colore e per spessore ma non per materiale con lo scopo di produrre un effetto tattile molto simile a quello del poncho e un evidente contrasto di colori.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="2560" height="1920" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/12/IMG_20201227_125824-scaled.jpeg" alt="" class="wp-image-2638" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/12/IMG_20201227_125824-scaled.jpeg 2560w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/12/IMG_20201227_125824-300x225.jpeg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/12/IMG_20201227_125824-1024x768.jpeg 1024w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/12/IMG_20201227_125824-768x576.jpeg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/12/IMG_20201227_125824-1536x1152.jpeg 1536w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/12/IMG_20201227_125824-2048x1536.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></figure>



<p>Dal libro di cui ho parlato più sopra ho selezionato una delle tecniche più facili: la <strong>tecnica del quadrato</strong>. In pratica si è trattato di ricostruire una armatura a tela a contrasto con la struttura a maglia jersey del <em>poncho</em>, in grado di bloccare le smagliature che si stavano generando da ogni buco. </p>



<p>In pratica ho messo tre piccole &#8220;pezze&#8221;. Sono piuttosto soddisfatta del risultato nonostante qualche piccolo errore, anche se evidente, che come di consueto preferisco lasciare. L&#8217;imperfezione mi affascina.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="2560" height="1920" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/12/IMG_20201227_155255-scaled.jpeg" alt="" class="wp-image-2641" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/12/IMG_20201227_155255-scaled.jpeg 2560w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/12/IMG_20201227_155255-300x225.jpeg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/12/IMG_20201227_155255-1024x768.jpeg 1024w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/12/IMG_20201227_155255-768x576.jpeg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/12/IMG_20201227_155255-1536x1152.jpeg 1536w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/12/IMG_20201227_155255-2048x1536.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="2560" height="1920" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/12/IMG_20201227_155222-scaled.jpeg" alt="" class="wp-image-2640" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/12/IMG_20201227_155222-scaled.jpeg 2560w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/12/IMG_20201227_155222-300x225.jpeg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/12/IMG_20201227_155222-1024x768.jpeg 1024w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/12/IMG_20201227_155222-768x576.jpeg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/12/IMG_20201227_155222-1536x1152.jpeg 1536w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/12/IMG_20201227_155222-2048x1536.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></figure>



<h5 class="wp-block-heading">Imparare a rammendare</h5>



<p>Io ho scelto di provare <strong>da sola</strong> ma non è detto che sia la scelta più naturale o logica per tutti. Se si desidera imparare per bene, sapete bene che io suggerisco sempre di avere un contatto con una &#8220;maestra&#8221; perché quello che vi può trasmettere è ben più di una semplice conoscenza di una tecnica.</p>



<p>Ho anche provato ad approfondire l&#8217;argomento con un <strong>corso on line</strong> sulla famosa piattaforma sudamericana <a href="https://www.domestika.org/en/courses">Domestika</a>, della quale apprezzo molto sia l&#8217;offerta formativa sia la serietà nella strutturazione dei contenuti. Nello specifico vi consiglio il corso <a href="https://www.domestika.org/en/courses/1165-embroidery-clothing-repair">Embroidery: clothing repair</a> di Gabriela Martínez di <a href="https://www.instagram.com/ofeliayantelmo/?hl=it">Ofelia &amp; Antelmo</a> che, oltre a illustrare diverse tecniche che di fatto potete trovare anche nel libro di Hikaru Noguchi, vi insegna un interessante approccio creativo alla materia. Un approccio &#8220;ornamentale&#8221;, insomma, dove con la scusa di riparare un capo ci si inventa l&#8217;occasione di esprimere la propria vena creativa come se fosse un ricamo.</p>



<p>Un&#8217;altra possibilità è quella di seguire un <strong>corso in presenza</strong>. Al momento conosco solo il lavoro di Paola Pellino, alias <a href="https://www.instagram.com/la_guardarobiera/?hl=it">La Guardarobiera</a>. Di Torino ma disposta a organizzare corsi in varie città, mi parlò di lei una mia allieva diversi mesi fa. Trovo molto interessante il suo lavoro e avevo deciso di seguire uno dei suoi corsi prima che il <em>lock-down</em> bloccasse tutto. So anche che tiene anche dei corsi on-line ma preferisco aspettare che ritorni la possibilità di formarsi in presenza con una maestra. Vi consiglio di leggere <a href="https://www.fashionnewsmagazine.com/2020/05/28/larte-delle-seconde-possibilita-il-rammendo-creativo-secondo-la-guardarobiera/#:~:text=Il%20rammendo%20creativo%20insegna%20a%20ricreare%20da%20ci%C3%B2%20che%20gi%C3%A0%20esiste.">questa interessante intervista</a> nella quale Paola Pellino parla con molta passione del suo lavoro, della sua evoluzione professionale e personale, della sua arte.</p>



<p>Qualunque strada decidiate di intraprendere credo proprio che il rammendo creativo sia una forma di ricamo formidabile che induce alla riflessione teorica e alimenta lo spirito creativo e l&#8217;originalità. Perché non c&#8217;è da nulla da riprodurre <em>tout-court</em> ma molto da sperimentare. Da parte mia sono solo all&#8217;inizio.</p>



<p>Insomma, a mio avviso, il rammendo creativo è per ricamatrici intraprendenti.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="2560" height="1920" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/12/IMG_20201227_155416-scaled.jpeg" alt="" class="wp-image-2643" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/12/IMG_20201227_155416-scaled.jpeg 2560w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/12/IMG_20201227_155416-300x225.jpeg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/12/IMG_20201227_155416-1024x768.jpeg 1024w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/12/IMG_20201227_155416-768x576.jpeg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/12/IMG_20201227_155416-1536x1152.jpeg 1536w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2020/12/IMG_20201227_155416-2048x1536.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://miriamcozzi.it/la-mia-prima-esperienza-di-rammendo-creativo/">La mia prima esperienza di rammendo creativo</a> proviene da <a href="https://miriamcozzi.it">Miriam Cozzi</a>.</p>
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		<title>L&#8217;educazione di una giovane lupa &#8230; ricamatrice</title>
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		<dc:creator><![CDATA[miriam]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Mar 2019 13:37:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[arte]]></category>
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		<category><![CDATA[bibliografia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vi segnalo alcuni libri che hanno costituito e costituiscono tutt&#8217;ora i riferimenti bibliografici fondamentali per la mia formazione in materia di ricamo. Era il 1994: mi mancava un esame alla laurea in geologia ed ero appena rientrata da tre mesi passati a 3000 metri di quota sul monte Etna per preparare la tesi. Oscillavo tra [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://miriamcozzi.it/leducazione-di-una-giovane-lupa-ricamatrice/">L&#8217;educazione di una giovane lupa &#8230; ricamatrice</a> proviene da <a href="https://miriamcozzi.it">Miriam Cozzi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1689" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2019/03/IMG_20190310_121333921.jpg" alt="" width="4608" height="3456" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2019/03/IMG_20190310_121333921.jpg 4608w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2019/03/IMG_20190310_121333921-300x225.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2019/03/IMG_20190310_121333921-768x576.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2019/03/IMG_20190310_121333921-1024x768.jpg 1024w" sizes="(max-width: 4608px) 100vw, 4608px" /></p>
<h5>Vi segnalo alcuni libri che hanno costituito e costituiscono tutt&#8217;ora i riferimenti bibliografici fondamentali per la mia formazione in materia di ricamo.</h5>
<p>Era il 1994: mi mancava un esame alla laurea in geologia ed ero appena rientrata da tre mesi passati a 3000 metri di quota sul monte Etna per preparare la tesi. Oscillavo tra mente e cuore, tra cosa &#8220;dovevo&#8221; fare e cosa &#8220;desideravo&#8221; fare, senza in apparenza riuscire a trovare una soluzione per un compromesso accettabile.</p>
<p>Mi aggiravo come una tigre in gabbia nella mia casa bergamasca fino a trovare, apparentemente in maniera casuale, sul comodino della mia coinquilina di origini argentine il libro &#8220;<strong>Donne che corrono coi lupi</strong>&#8221; di <em>Clarissa Pinkola Estes</em>. Mi sono data malata per tre giorni e mi sono chiusa in casa per leggere, nutrendomi di quelle parole scritte come se non ci fosse un domani.</p>
<p>Qualcosa in me è cambiato per sempre in quei giorni: mi sono risollevata giurando a me stessa che nella vita avrei speso ogni singolo giorno a cercare di <strong>comprendere il mio desiderio autentico e a perseguirlo</strong>. Non sapevo ancora quanto fosse arduo percorrere quella strada ma la decisione era presa e sapevo che, nel mio piccolo, quello sarebbe stato un &#8220;per sempre&#8221;. Ma dovevo lavorare seriamente su me stessa, ancora una volta.</p>
<p>Ho incominciato ad educare questa &#8220;giovane lupa&#8221; che era nata tuffandomi nella <strong>bibliografia</strong> riportata in fondo al volume. Questo elenco di libri magnifici è stato per me uno scrigno di tesori ai quali attingere per delineare un possibile percorso e per identificare le parole che l&#8217;avrebbero caratterizzata.</p>
<h4>Leggere per lasciarsi dire dagli altri quello che da soli intuiamo ma non siamo in grado ancora di &#8220;dire&#8221;; usare le parole degli altri per scovare le nostre dentro di noi; percorrere il tracciato degli altri per scoprire come delineare e perseguire il nostro. Ecco il senso di un lavoro di ricerca bibliografica per me.</h4>
<p>E da allora ho sempre vissuto ogni nuova &#8220;svolta&#8221; accompagnandomi anche da una ricerca intellettuale. Leggendo, semplicemente. Anche la scelta di diventare &#8220;ricamatrice&#8221; qualche anno fa è stata accompagnata da diversi libri che hanno prima acceso e poi costantemente alimentato la mia curiosità intellettuale e la mia passione.</p>
<p>Condivido questi titoli nella speranza che possano esservi altrettanto utili nel vostro personale percorso di ricerca. Gli orientamenti che ho seguito sono quelli che vi avevo introdotto in questo vecchio <a href="https://miriamcozzi.it/il-ricamo-tecnica-simbolismo-geografia-e-arte-tutto-insieme-tutto-perfettamente-sinergico/">post</a> : la cultura, la tecnica e l&#8217;arte che sottendono il ricamo. Ritornerò sicuramente e presto a raccontarvi di questo lavoro di approfondimento progressivo che sta dando frutti davvero interessanti.</p>
<p>Ecco quindi i <strong>libri che vi consiglio</strong> per ognuno di questi tre ambiti per me fondamentali.</p>
<h5>La dimensione strorico-culturale</h5>
<p>Pamela Warner; EMBROIDERY &#8211; A history; B.T. Batsford Ltd, London 1991 (in inglese)</p>
<p>Claude Fauqe; LA BRODERIE &#8211; Splendeurs, mystères et rituels d&#8217;un art universal; Aubanel 2007 (in francese)</p>
<h5>La dimensione tecnica</h5>
<p>Anne Wanner, Jean Richard; PUNTI DI RICAMO; Textilmuseum St. Gallen 2014 (comparativo 4 lingue)</p>
<p>Jessica Jane Pile; FASHION EMBROIDERY &#8211; Embroidery Techniques and inspiration for haute-couture clothing; Batsford 2018 (in inglese)</p>
<h5>La dimensione artigianale, del &#8220;fatto a mano&#8221; con arte</h5>
<p>Guénolée Milleret; L&#8217;ATELIER DU BRODEUR &#8211; Dans les ateliers du luxe; Eyrolles 2016 (in francese)</p>
<p>Elisabetta Orsini; ATELIER &#8211; I luoghi del pensiero e della creazione; Moretti &amp; Vitali 2017</p>
<p>Questi libri sono fondamentali per me. Ma non è detto che lo debbano essere per tutti: si possono percorrere infinite strade di conoscenza secondo il proprio gusto e la propria curiosità. Non ci sono limiti all&#8217;apprendimento nel coltivare una passione: tutto può essere a suo modo necessario per arricchire il proprio orizzonte culturale e il proprio spazio di ricerca e approfondimento. Inclusa l&#8217;esperienza&#8230;</p>
<p>Ad ogni modo, se avete qualche consiglio bibliografico non aspettate a condividerlo: resto in attesa!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://miriamcozzi.it/leducazione-di-una-giovane-lupa-ricamatrice/">L&#8217;educazione di una giovane lupa &#8230; ricamatrice</a> proviene da <a href="https://miriamcozzi.it">Miriam Cozzi</a>.</p>
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		<title>Fashion Embroidery: un volume interamente dedicato al ricamo nella moda</title>
		<link>https://miriamcozzi.it/fashion-embroidery-un-volume-interamente-dedicato-al-ricamo-nella-moda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[miriam]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Apr 2018 10:07:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[broderie d'art]]></category>
		<category><![CDATA[fashion embroidery]]></category>
		<category><![CDATA[manuale]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La broderie d’art, come vi accennavo nel mio primo post,  apre la possibilità di tanti approfondimenti, tanto che la sua trattazione in un unico testo, che abbia come obiettivo l&#8217;approfondimento esauriente di ciascun tema, appare molto complessa. Con la pubblicazione del volume Fashion Embroidery di Jessica Jane Pile (Batsford, 2018), ho ritenuto di poter finalmente trovare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://miriamcozzi.it/fashion-embroidery-un-volume-interamente-dedicato-al-ricamo-nella-moda/">Fashion Embroidery: un volume interamente dedicato al ricamo nella moda</a> proviene da <a href="https://miriamcozzi.it">Miriam Cozzi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-702" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/04/20180413_112917.jpg" alt="" width="1941" height="1455" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/04/20180413_112917.jpg 1941w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/04/20180413_112917-300x225.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/04/20180413_112917-768x576.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/04/20180413_112917-1024x768.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1941px) 100vw, 1941px" /></p>
<p>La <i>broderie d’art, </i>come vi accennavo nel mio primo <a href="https://miriamcozzi.it/un-blog-di-ricamo-niente-di-nuovo-o-di-particolarmente-curioso-ma-forse/">post</a>,  apre la possibilità di tanti approfondimenti, tanto che la sua trattazione in un unico testo, che abbia come obiettivo l&#8217;approfondimento esauriente di ciascun tema, appare molto complessa. Con la pubblicazione del volume <a href="https://www.google.it/imgres?imgurl=http://t0.gstatic.com/images?q%3Dtbn:ANd9GcTPkVTiHxNU920cDGLu_UMCKbCpCMPWyg8tnzw4p8T5VaKFryZm&amp;imgrefurl=https://books.google.com/books/about/Fashion_Embroidery.html?id%3DsMxWswEACAAJ%26source%3Dkp_cover&amp;h=600&amp;w=600&amp;tbnid=DCoLKmWxjnbtxM:&amp;tbnh=160&amp;tbnw=160&amp;usg=__4-MBhPJ13a0srsI2IAGVEizITcY%3D&amp;vet=10ahUKEwj78qb47LnaAhXESBQKHV8EDC4Q_B0IkgEwDw..i&amp;docid=7tLxDfSgjNZmqM&amp;itg=1&amp;client=safari&amp;sa=X&amp;ved=0ahUKEwj78qb47LnaAhXESBQKHV8EDC4Q_B0IkgEwDw"><i>Fashion Embroidery</i> </a>di Jessica Jane Pile (Batsford, 2018), ho ritenuto di poter finalmente trovare un testo aggiornato ed approfondito, partendo dall’idea che oggi il ricamo nella moda è una delle più vivide espressioni della <i>broderie d’art</i>.</p>
<p>L’autrice, Jessica Jane Pile, è direttrice di <a href="http://handembroidery.com">Hand &amp; Lock</a> di Londra, una <i>maison</i> di ricamo particolarmente attiva nel panorama del ricamo contemporaneo che lavora per diversi stilisti di alta moda e <i>prêt-à-porter </i>e al tempo stesso tiene corsi di ricamo a mano, a mio avviso, molto ben strutturati. Questa <i>maison</i> esiste dal 1767 ed è ancora oggi una garanzia di qualità e prestigio nel ricamo per la moda. Inoltre, aspetto rilevante, Jessica Jane Pile è diventata direttore creativo di questa <i>maison</i> a nemmeno 30 anni, la più giovane di tutta la sua storia, indizio di capacità e potenzialità indiscusse in materia. Ma non dovrei chiamarla <i>maison</i>, visto che è inglese… Comunque l’autrice, come specificato nell’introduzione, presenta la propria visione interpretativa di uno degli elementi costitutivi del processo creativo nel sistema moda: il ricamo, appunto.</p>
<p>Il volume è costituito da due parti:</p>
<ul>
<li>nella prima parte, l&#8217;autrice spiega cosa si intenda quando si parla di ricamo per la moda,</li>
<li>nella seconda sono descritte le principali tecniche utilizzate,  indicando le istruzioni per apprenderle in autonomia. Sono tutte tecniche di ricamo a mano.</li>
</ul>
<p>Nel primo capitolo, l&#8217;autrice propone un <i>excursus</i> sull’evoluzione nella storia del ricamo per la moda . Questo argomento, che per le mie personali attese poteva offrire gli approfondimenti più significativi, è purtroppo trattato in maniera piuttosto generale e un po&#8217; troppo concisa. Diciamo che, in materia di storia del ricamo, è meglio riferirsi ad altri testi.</p>
<p>La prima parte del libro propone quindi la descrizione delle principali differenze tra il ricamo a mano ed il ricamo a macchina, in relazione ai caratteri identificativi, alle modalità di realizzazione ed alle conseguenti modalità di utilizzo e riconoscimento. Il discorso descrive questo argomento con un approccio decisamente professionale, anche se poco approfondito.</p>
<p>Posso dire che per soddisfare la mia curiosità, questa prima parte avrebbe dovuto essere più consistente e stimolante nei contenuti, puntando forse ad un discorso più originale e meglio strutturato. Ma su quali testi studiano gli <i>embroidery designers</i> quando sono studenti?</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-703" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/04/20180413_103909.jpg" alt="" width="2048" height="1365" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/04/20180413_103909.jpg 2048w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/04/20180413_103909-300x200.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/04/20180413_103909-768x512.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/04/20180413_103909-1024x683.jpg 1024w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/04/20180413_103909-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p>Le tecniche illustrate nei capitoli della seconda parte del volume sono principalmente tre:</p>
<ul>
<li>il ricamo ad ago per la realizzazione di punti classici, con un capitolo specifico dedicato al <i>silk shading</i>, meglio conosciuto da noi come punto pittura;</li>
<li>il <i>goldwork</i>, il ricamo “di posa” di materiale prevalentemente metallico;</li>
<li>il <i>tambour beading</i>, il ricamo “di applicazione” attraverso il <i>crochet de Luneville.</i></li>
</ul>
<p>Queste tre tecniche sono dunque quelle indicate per occuparsi di questo tipo di ricamo. Una volta che si diventa abili in queste, come specificato anche dall’autrice, si disporranno degli strumenti necessari per liberare la propria creatività e per esplorare la dimensione del ricamo contemporaneo, anche in 3D e con materiali innovativi.</p>
<p>La sintesi delle tecniche proposte è una importante conferma che il percorso formativo che ho intrapreso in questi ultimi anni è coerente. E che sono già a buon punto. Significa anche che l’impostazione dei corsi di formazione alla <i>broderie d’art</i> che sto strutturando, e che spero di riuscire a proporvi presto, è orientata nella giusta direzione.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-704" src="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/04/20180413_103949.jpg" alt="" width="2005" height="1337" srcset="https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/04/20180413_103949.jpg 2005w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/04/20180413_103949-300x200.jpg 300w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/04/20180413_103949-768x512.jpg 768w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/04/20180413_103949-1024x683.jpg 1024w, https://miriamcozzi.it/wp-content/uploads/2018/04/20180413_103949-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 2005px) 100vw, 2005px" /></p>
<p>Vale la pena acquistare questo libro?</p>
<p>Dunque, diciamo che a partire dalla mia storia e dalle mie attese ho individuato questi punti di forza:</p>
<ul>
<li>La struttura del testo aiuta a disegnare una mappa mentale coerente sull’argomento e fornisce qualche spunto (pochi) di approfondimento interessante.</li>
<li>Il materiale fotografico è di prima qualità: le immagini sono sempre coerenti al testo, di grandi dimensioni e consentono di visualizzare con precisione i dettagli dei ricami. Le didascalie sono ben scritte, dettagliate e precise.</li>
<li>Le immagini degli abiti sono un utilissimo strumento di educazione dello sguardo per riconoscere tecniche e materiali utilizzati. Questa abilità è a mio avviso fondamentale per nutrire creatività e ingegno.</li>
</ul>
<p>Se invece siete alla ricerca di un riferimento che vi guidi nella vastissima tematica del ricamo per la moda, allora, a mio parere, non è il testo che consiglierei. Infatti, per chi ha un minimo di esperienza in queste tecniche, è l&#8217;ennesimo manuale che ti spiega &#8220;come fare se&#8230;&#8221;. Tuttavia, ci sono moltissimi manuali monotematici di riferimento per le tecniche descritte, meglio strutturati e più approfonditi.</p>
<p>Non occorrono altri manuali generali: sarebbero necessari testi per studiare la storia e la cultura del ricamo. Anche del ricamo per la moda. Sarebbero necessari testi che evidenzino l&#8217;attualità di questo argomento ed offrano una visione sui possibili sviluppi futuri delle tecniche e degli utilizzi artistici. La nostra curiosità sarebbe meglio nutrita se fossero disponibili nuovi e attuali strumenti di analisi ed osservazione. Se già ci sono, me li consigliate?</p>
<p>L'articolo <a href="https://miriamcozzi.it/fashion-embroidery-un-volume-interamente-dedicato-al-ricamo-nella-moda/">Fashion Embroidery: un volume interamente dedicato al ricamo nella moda</a> proviene da <a href="https://miriamcozzi.it">Miriam Cozzi</a>.</p>
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